Mantova, ora il ripescaggio è un miraggio

15.05.2018 10:30 di Nicolas Lopez  articolo letto 661 volte
Mantova, ora il ripescaggio è un miraggio

Una disfatta clamorosa. Il Mantova 2017/2018 entra nella storia dalla parte sbagliata ed esce umiliato dal campo dell’Arzignano (2-5 il risultato finale) chiudendo nel peggiore dei modi una stagione travagliata.

I dirigenti al seguito della squadra domenica hanno lasciato lo stadio Dal Molin prima del triplice fischio finale. Occhi bassi, umore nerissimo. Poca voglia di parlare. Ancora una volta gli ultras hanno contestato, per l’ennesima volta quest’anno la squadra ha dimostrato di non essere all’altezza del salto di categoria.

«Cosa si può dire di una partita simile? - allarga le braccia il direttore marketing Gianluca Pecchini - Forse il rigore del 2-1 non c’era e l’episodio ha cambiato il match ma successivamente la squadra si è sciolta come neve al sole. Diciamo che qualche nostro giocatore è incappato in una giornata storta... ».

Il dirigente biancorosso non si sbilancia sul futuro dell’Acm, che perdendo ieri vede ridursi al lumicino le speranze di ripescaggio in C: «Prima pensiamo a digerire questa sconfitta, poi leggeremo con calma le carte per capire se ci sono possibilità. Per il momento mi limito a fare i complimenti all’Arzignano, un’ottima squadra. Capisco la rabbia dei tifosi, la loro amarezza è anche la nostra».

Ammesso e non concesso che il sogno di tornare tra i professionisti non sia ancora svanito - e da questo punto di vista l’introduzione delle seconde squadre di serie A sostanzialmente condanna chi come l’Acm ha perso la semifinale playoff - resta da capire se la società vorrà tentare la strada del ripescaggio. A questo proposito ieri ad Arzignano era presente Federico Strafinger, braccio destro del finanziere di Dubai Victor Pablo Dana, promesso socio dell’Acm: «La sconfitta di oggi (ieri, ndr) - ha detto ieri Strafinger - si commenta da sola ma ciò non cambia di una virgola la nostra volontà di impegnarci per il Mantova. Entro fine mese l’iter per l’ingresso in società (compreso il bonifico da 155mila euro, ndr) sarà terminato».

Nonostante le condizioni precarie a causa dell’influenza, al Dal Molin non poteva mancare l’amministratore delegato Nicola Penta: «I ragazzi hanno sbagliato la partita- si è limitato a dire prima di salire in macchina - sono stati decisivi gli errori dei giovani». Parole dal peso specifico elevato se si pensa che la ripartenza del Mantova dalla serie D si è basata proprio sull’impiego dei giovani a cui sono stati affiancati alcuni elementi di esperienza. Rimanendo in ambito tecnico, anche il direttore sportivo Rino D’Agnelli a fine partita ha detto la sua sul clamoroso ko dell’Acm: «Nella ripresa c’è stato un calo psicologico evidente arrivato dopo il rigore del 2-1. Gli episodi sono stati decisivi come del resto ci è capitato molto spesso quest’anno. Complimenti a loro».

D’Agnelli ha poi proseguito con un’analisi che potrebbe far arrabbiare ulteriormente quei tifosi che ieri hanno contestato ferocemente la dirigenza di Viale Te: «Ci sta perdere ad Arzignano - spiega il ds - i valori sono questi». Quando una squadra termina la stagione in maniera tanto negativa una domanda è d’obbligo: il Mantova è tutto da buttare? «Assolutamente no - risponde D’Agnelli - ci sono almeno 7-8 elementi ottimi».