Mantova, società: è tutto contro tutti

12.06.2018 09:00 di Massimo Poerio  articolo letto 918 volte
Fonte: gazzetta di mantova
Mantova, società: è tutto contro tutti

Più accidentato dello Stelvio, più imprevedibile di un match di poker, più sofferto (dicono) di un parto trigemino... Il nuovo Mantova che sta per muovere i primi passi per la stagione 2018-2019 non nasce all’insegna dell’armonia, anzi.

Soci vecchi e nuovi ricordano nelle movenze le delegazioni americana e vietnamita che negli anni 70 impiegarono settimane a Parigi per scegliere la posizione del tavolo in cui sedersi e trattare la pace. Inizialmente fissata per domani la riunione fra Pecchini, Penta, Strafinger e Norelli chiamati ad affrontare i bilanci e i ruoli è stata spostata a mercoledì e Strafinger sbotta senza badare alla rabbia per un’attesa a suo dire ingiustificata: «Si sta perdendo tempo - sottolinea - la società è paralizzata dall’atteggiamento di chi dovrebbe, nella sua funzione, mostrarci alcune siuazioni economiche ma a questo punto della stagione siamo obbligati a rallentare. Un atteggiamento che trovo incomprensibile; mercoledì, a questo punto, cercheremo di chiarire le cose».

Le parole di Strafinger finiranno col fare senz’altro rumore fra i vecchi soci, i quali peraltro non hanno mai nascosto il loro fastidio personale per l’arrivo in tempi dilatati del bonifico di 155.000 euro con il quale il gruppo Dana è diventato il principale azionista della società. Vi sono poi i contrastanti giudizi sulla facoltà dell’imprenditore residente a Dubai di esercitare il diritto di prelazione. Venerdì 1 giugno il presidente Bortolini ha dichiarato che un aumento di capitale dedicato a un terzo (l’eventualità di acquisizione delle quote dall’imprenditore bresciano Marai) da parte dei vecchi soci metterebbe fuorigioco i nuovi, ai quali resterebbe l’opzione del recesso.

Strafinger ribatte sostenendo che la denominazione «società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata » lascia lo spazio di manovra per fermare eventuali operazioni non concordate, trattandosi nella fattispecie di una società destinata a entrare nei parametri di quelle, appunto, a responsabilità limitata. Un quadro del genere testimonia come la situazione sia caotica in viale Te e come con ogni probabilità anche mercoledì non usciranno i nomi del tecnico o dei giocatori, i capitoli più importanti per chi la domenica dispensa dagli spalti il suo amore per l’Acm.

Non sarebbe da escludere a priori, ma sul tema tutti negano, anche sulla base della rinnovata motivazione di Alberto Di Tanno l’eventualità che sia proprio l’ex azionista di riferimento a determinare la svolta nella composizione del capitale sociale, dopo che Penta e Pecchini (soggetti ritenuti dallo stesso Di Tanno quelli deputati a predisporre un piano societario autosostenibile) potrebbero a breve vedere l’imprenditore piemontese ed esporgli la situazione, chiedendo che sia proprio lui a smontare sul nascere il “matrimonio” col gruppo Dana per incompatibilità salvo poi vedere se lo stesso Di Tanno terrà le nuove quote o se le cederà a un soggetto terzo. Il calcio? Può attendere...