Modena, è il giorno della rinascita

 di Ermanno Marino  articolo letto 598 volte
Fonte: gazzetta di modena
Modena, è il giorno della rinascita

Poche ore e tutti i tifosi potranno finalmente riabbracciare il Modena, una società che per sei mesi non è esistita, cancellata dal calcio con i suoi 105 anni di storia prima da una radiazione e poi da un fallimento.

A rifondare il club canarino sarà uno dei tre gruppi che hanno presentato la propria candidatura nell’indagine conoscitiva promossa dal Comune: Us Modena Calcio, il gruppo Gibellini- Samorì, Pro Modena, il gruppo Amadei-Sghedoni-Salerno, e Modena Calcio, il gruppo Marai-Toni.

Il sindaco Muzzarelli comunicherà la propria decisione nella Commissione Servizi del Comune in programma alle 17,30 di oggi, poi lo spiegherà pubblicamente in una conferenza stampa allo stadio Braglia.

L’attesa è ormai finita, per i tifosi e per chi ha a cuore le sorti della società gialloblù. Come Gianni De Biasi, l’ex mister che con la sua Longobarda ha scritto le ultime pagine storiche del Modena Fc: «Il mio augurio è di vedere rinascere una società forte, che scali le categorie come ha fatto il Parma, con una cordata che rispecchi la serietà richiesta dal Comune. Faccio un “in bocca al lupo” al Modena e spero torni presto nel calcio che conta, qualsiasi gruppo sia incaricato dal sindaco. Ho parlato con Tosi, conosco Amadei e Sghedoni. Il cuore dice che mi piacerebbe rivederli nel club canarino, ma tutti e tre i candidati danno ampie garanzie».

Osservatore esterno è anche l’ex diesse Nereo Bonato: «Vedo in corsa tre gruppi validi, che hanno a cuore il Modena. In ognuno ci sono uomini di calcio e imprenditori seri. Tutti si prefissano un percorso di crescita nell’immediato, dunque vincere. Il mio augurio è che i tifosi possano tornare a gioire in fretta. Voltare pagina con un fallimento è stato duro, ma se si sono create basi solide per ripartire è stato un bene. L’importante sarà agire per step, senza voler fare il passo più lungo della gamba».

C’è poi chi il calcio lo racconta come il formiginese Marco Nosotti, giornalista di Sky e interessatissimo alle vicende della squadra della sua provincia: «Non vedo parvenu e non ci sono dietrologie: c’era un bando, una commissione, le posizioni sono state valutate sulla base dei progetti e non sulla passione. Questa è la miglior garanzia. Tutti i gruppi hanno piani industriali e calcistici importanti, sono credibili e affidabili, hanno una progettualità chiara e la capacità di essere una società sana. Bisogna riemergere in fretta dall’inferno. Sono molto combattuto sulla scelta: da una parte direi Amadei e Sghedoni, ma mi ha convinto come Luca (Toni, ndr) mi ha parlato del suo gruppo, l’ho visto molto deciso. Sull’altra cordata, purtroppo, so poco. Se il progetto è di calcio vero e la società è sana si creerà una convergenza di energie, quel triangolo benedetto squadra- società-tifosi, perché il Modena ritroverà tanta passione. Siamo da troppo tempo orfani del calcio sano e vincente. Rispolveriamo l’importante patrimonio di valori che c’è stato e, sono convinto, sarà una dolce ripartenza».