Palermo, l'umiltà di Santana: "Devo migliorare da seconda punta"

16.08.2019 21:30 di Giovanni Pisano   Vedi letture
Palermo, l'umiltà di Santana: "Devo migliorare da seconda punta"

L'attaccante del Palermo Mario Alberto Santana è intervenuto oggi in conferenza stampa dal ritiro di Petralia Sottana, ecco quanto raccolto da TuttoPalermo.net: "La cosa più importante è che i giovani abbiano qualcosa da dare, non è facile. Saranno loro a darci una grande mano durante l’anno. Questi giorni sono serviti per lavorare sul campo ma principalmente per conoscerci perché il tempo è poco. Sapere di cosa ha bisogno il compagno è fondamentale.Mi è stata data questa fiducia e sarò sempre grato di questo. So che appena entrerò in campo darò tutto per tutte quelle persone che sono venute fin qui. La cosa importante è sapere dove stiamo andando, il resto viene da sé.. Mio ruolo? Negli ultimi tre anni ho giocato da seconda punta e mi sono trovato molto bene. Anche se ho 37 anni devo ancora imparare dei movimenti perché non ero abituato a giocare in quella posizione. Vediamo cosa deciderà il mister. Il trequartista l’avevo già fatto, sono a disposizione dell’allenatore. Se sono seduto qui oggi è perché sono in grado di dare tanto fisicamente.I ragazzi giovani presenti? Sono molto educati e hanno tanta voglia di lavorare. Nessuno parla in campo quindi vuol dire che hanno tanto voglia di fare: non è una cosa scontata che siano così volenterosi di dare il massimo e siamo molto felici di tutto questo. Dobbiamo essere una famiglia e lo dimostra per primo il Presidente. Bisogna essere positivi, da quando sono qui e sento parlare il Presidente mi dà la sensazione di famiglia. Cercheremo di mantenere questo spirito tutto l’anno. Ricciardo? Non lo conoscevo. Lavoriamo insieme da cinque giorni ma c’è da fare tantissimo, ci vorrà tempo. Ma sono tutti intelligenti con voglia di fare bene, quindi così diventa più semplice. Cerco sempre di aiutare i giovani fuori dal campo: dentro il terreno di gioco c’è il tecnico. Il nostro compito più importante consiste nel guidare i giovani al di fuori dal campo. La differenza la fa il gruppo unito, non tanto chi gioca o chi rimane fuori. In serie D non conta tanto questo ma l’unione del gruppo e l’obiettivo che si è prefissato. Lavoreremo tre settimane e non dobbiamo pensare al poco tempo che c’è, anzi, dobbiamo ringraziare la Società perché ci sta mettendo a disposizione tantissimo e tutto quello di cui abbiamo bisogno per fare bene e prepararci al meglio per la nuova stagione".