Picerno, il sogno Serie C affidato ad un globtrotter

13.03.2019 22:00 di Maria Lopez   Vedi letture
Picerno, il sogno Serie C affidato ad un globtrotter

Ultima tappa Picerno. Il giro d’Italia di Mimmo Giacomarro lo ha riportato in Basilicata, per regalare il sogno della Serie C a un paese di seimila abitanti.

Il tecnico di Marsala non ama mettere radici. Ha 56 anni, allena dai 34 e in poco più di un ventennio di carriera ha cambiato 17 squadre. A eccezione degli esordi a Ragusa (1996-1999), ha fatto sempre fatica a rimanere 2 campionati sulla stessa panchina. Eppure i risultati non sono mancati, al netto dello sfortunato ultimo triennio tra Grosseto, Poggibonsi (solo in estate), Turris e San Severo. Una promozione in D con la Pro Vasto nel 2001, tre salti tra i professionisti dal 2003 al 2006 con Vittoria, Potenza (entrambe ripescate dopo aver vinto i playoff) e Paganese. Piazzamenti importanti a Termoli (un secondo e un terzo posto tra 2013 e 2014) e ancora Potenza (terzo nel 2015). Nel segno di un gioco spettacolare e di un carattere non semplice. «Con i giocatori non ho mai avuto problemi – racconta – ma ho spesso faticato a cambiare la testa dei dirigenti e sono andato in contrasto. Negli anni sono migliorato nei rapporti, ma mi trovo bene solo con società solide e organizzate». NIENTE COMPROMESSI Il suo regno è la Serie D, visto che di annate tra i professionisti ne ha iniziate appena tre, senza mai concluderle. Qualche rimpianto? «Altre occasioni per allenare in C ne ho avute, ma non sono uno che scende a compromessi. Ho preferito chi ha scelto di investire su di me a chi mi chiedeva di portare lo sponsor per una panchina più in alto». Eppure il passato da giocatore, centrocampista di qualità, non è stato banale: una stagione in A col Verona (1989-’90), tre in B con la Triestina e il Licata di Zeman, altre undici maglie vestite tra C e D da Alessandria alla Sicilia, in un percorso iniziato con le giovanili della Roma. «All’Hellas con Bagnoli ho imparato tantissimo nella gestione del gruppo – racconta –, il boemo invece mi ha insegnato il calcio d’attacco». Che Giacomarro ha declinato a suo modo: «Mai col 4-3-3. Per molti anni ho insistito sul 4-4-2 con attaccanti adattati sulle fasce, da un po’ lavoro invece sul 3-5-2 che però per me non è un modulo prudente, cerchiamo sempre di fare un gol più degli avversari con le giocate predeterminate». Quelle che stanno esaltando un Picerno miglior attacco, ma anche seconda miglior difesa del gironeHdi Serie D, che comanda con 4 punti di vantaggio sul Cerignola. Si parla già di conferma? «Vediamo, in caso di promozione rimanere sarebbe una grande soddisfazione, sì, resterei qui, un club dove non mi fanno mancare nulla, ma se dovessi perdere il campionato con 80 punti dovrei riflettere. Sarebbe difficile fare meglio».