Ci sono stagioni che si ricordano non per come sono cominciate, ma per come si concludono. Quella del Pompei rischia di diventare una di quelle storie che il calcio dilettantistico custodisce gelosamente: una squadra data per spacciata, capace di rialzarsi nel momento più buio e di presentarsi all'appuntamento decisivo con il vento in poppa e una città intera alle spalle.

A tracciare il bilancio di un percorso fatto di sofferenza, resilienza e riscatto è il presidente del club, Giuseppe Cirillo, che in un comunicato ufficiale ha scelto parole dirette e cariche di emozione per descrivere quanto vissuto nei mesi scorsi e per lanciare un appello alla tifoseria in vista della sfida che potrebbe valere la permanenza in categoria.

La stagione dei gialloblu campani ha attraversato una fase particolarmente critica, un periodo in cui — come ammette lo stesso presidente — "il buio sembrava non voler finire". Momenti di sconforto, risultati negativi, una classifica che faceva temere il peggio. Eppure, proprio quando l'ambiente sembrava sul punto di cedere, qualcosa è cambiato.

"Abbiamo sofferto, abbiamo stretto i denti, siamo caduti e ci siamo rialzati tra mille dubbi", scrive Cirillo, sintetizzando con efficacia lo stato d'animo di un gruppo che ha dovuto fare i conti con le avversità senza mai perdere del tutto la bussola.

Il punto di svolta è arrivato nelle ultime settimane, con un filotto di risultati che ha ribaltato prospettive e classifiche: quattro vittorie consecutive che hanno riacceso la speranza e trasformato una corsa alla salvezza in qualcosa che assomiglia sempre più a un'epica rimonta. "Quattro vittorie che non sono solo numeri: sono il grido di un gruppo che ha deciso di non arrendersi", sottolinea il presidente, che dedica un pensiero esplicito ai calciatori: "Vogliamo dire un grazie immenso a questi ragazzi: siete stati fantastici".

La partita in programma domenica assume, in questo contesto, un peso specifico che va ben oltre i novanta minuti di gioco. Secondo il presidente Cirillo, si tratta di "il confine tra il passato che vogliamo lasciarci alle spalle e il futuro che meritiamo di difendere." Non una semplice gara di campionato, dunque, ma uno spartiacque: da una parte i mesi difficili, dall'altra la possibilità concreta di garantire alla squadra e alla città un altro anno nella categoria attuale.

"Domani non è solo una partita. È la partita", scrive Cirillo, con una chiarezza che non lascia spazio a interpretazioni. In palio c'è la permanenza in categoria, obiettivo minimo ma tutt'altro che scontato per una squadra che ha dovuto lottare strenuamente per rimanere in corsa fino all'ultimo.

Al di là degli aspetti prettamente sportivi, il comunicato presidenziale si caratterizza soprattutto come un atto di comunione tra club e tifoseria. Cirillo è esplicito: l'FC Pompei non scenderà in campo da sola. "Non giochiamo in undici. Giochiamo con un'intera città alle spalle", afferma, invitando i sostenitori a trasformare lo stadio in un dodicesimo uomo capace di fare la differenza.

L'appello è accorato e dettagliato: "Vogliamo sentire il vostro respiro, il vostro coro, la vostra spinta. Portate le sciarpe, portate la voce, portate l'orgoglio di chi non ha mai smesso di crederci anche quando tutto sembrava perduto". Un invito che suona quasi come una chiamata alle armi, rivolto a quella parte di città che, anche nei momenti più difficili, non ha voltato le spalle alla propria squadra.

Il messaggio si chiude con una triplice dichiarazione d'intenti — "Difendiamo la categoria. Difendiamo la nostra maglia. Difendiamo Pompei" — e con un grido che riassume lo spirito con cui il club si presenta all'ultimo atto della stagione: "Fino all'ultimo respiro. Forza Pompei!"

Una storia di sport e territorio

Al di là del risultato che maturerà sul campo domenica, la vicenda dell'FC Pompei in questa stagione racconta qualcosa che va oltre il calcio. Racconta di come una comunità possa ritrovarsi attorno a una squadra nei momenti di difficoltà, e di come lo sport — anche a livello dilettantistico — sappia essere uno specchio fedele delle dinamiche sociali e umane di un territorio.

Pompei, città simbolo per la storia e la cultura mondiali, ha ora anche una storia sportiva da aggiungere al proprio patrimonio narrativo: quella di una squadra di calcio che, quando tutto sembrava perduto, ha scelto di non arrendersi. Domenica si scrive l'ultimo capitolo. Lo stadio è aperto. La città è chiamata a rispondere.

Sezione: Serie D / Data: Sab 09 maggio 2026 alle 21:30
Autore: Anna Laura Giannini
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