Reggiana, l'ex Panizzi: "Non è ancora tutto perduto"

08.11.2018 19:30 di Anna Laura Giannini  articolo letto 185 volte
Fonte: gazzetta di reggio
Reggiana, l'ex Panizzi: "Non è ancora tutto perduto"

Cresciuto nel settore giovanile della Reggiana, Erik Panizzi sembrava avere bruciato le tappe già a soli 17 anni ma il processo di maturazione del laterale mancino gualtierese è giunto a compimento solamente nelle ultime due stagioni dove ha sfiorato la Serie B, totalizzando 82 presenze e un gol con la maglia granata.

In estate Panizzi ha firmato per l’Alessandria proseguendo così la sua carriera tra i professionisti. «Una scelta che rifarei - sottolinea il difensore 24enne, ora ai box per infortunio - La Reggio Audace mi ha cercato ma dopo quello che avevo dimostrato volevo restare in Serie C».

Domenica era al “Città del Tricolore”: è rimasto deluso dalla Regia? «Al di là del risultato ho visto un buon atteggiamento in campo, i giocatori hanno dato tutto quello che avevano ma gli episodi non hanno girato a favore. Oltre a Spanò, Rozzio e Narduzzo che conosco bene mi hanno stupito Piccinini e Staiti». Sulla corsia mancina la Reggiana non ha ancora trovato un suo erede ben definito… «Masini sta facendo bene. La regola degli under inoltre penalizza oltremodo Belfasti che aveva dimostrato qualità nel precampionato». Raggiungere il Modena è ancora possibile? «I canarini ora hanno qualcosa in più, ma la Reggiana deve essere pronta a punirli al primo errore senza guardare troppo alla classifica». Negli ultimi giorni la tensione tra i vari soci è uscita allo scoperto... «Il presidente e i soci vanno ringraziati per quello che hanno fatto: non era scontato costruire una nuova squadra ad agosto inoltrato. Ora ci sono delle difficoltà dentro e fuori dal campo ma è normale viste le premesse».

Le diatribe interne alla società rischiano davvero di danneggiare la squadra? Lei ne sa qualcosa... «Sicuramente perdere energie pensando a quello che è accaduto negli ultimi due anni non ci ha dato una mano nella lotta verso la Serie B. Alla fine dei conti però se la società è puntuale con i pagamenti e non ci sono brutti sentori, è quello che avviene sul campo a fare la differenza ». Si discute molto sul fatto che manchi una figura di riferimento da affiancare alla squadra durante la settimana: è necessaria? «Non credo. A Reggio ci sono già figure importanti che lavorano vicino alla squadra e che possono dare una mano ai ragazzi». La rivedremo in futuro con la maglia granata? «Quando domenica sono tornato al “Città del Tricolore” ho avvertito i brividi: Reggio è la mia casa, credo che un giorno tornerò».