Reggiana, nuovo assetto societario. Tosi il nuovo diesse

10.06.2019 22:43 di Marco Pompeo Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoreggiana.com
Reggiana, nuovo assetto societario. Tosi il nuovo diesse

La Reggiana cambia. Non si tratta di denominazione, che resta ancora quello di Reggio Audace, ma dell'assetto societario con l'ingresso dell'ex Modena Romano Amadei ora titolare del trenta percento delle quote societarie. E dal Modena non è il solo arrivo. Veste di granata anche il direttore sportivo Doriano Tosi.

A presentare il nuovo assetto societario è stato il presidente Luca Quintavalli: "Prima di tutto voglio ringraziare tutti i soci per il percorso svolto in questo primo anno. Sono qui per confermare che dopo tanti colloqui siamo arrivati a bussare alla porta di un'azienda ambita per il calcio reggiano: la Immergas di Lentigione è legata allo sport e al suo interno ci sono persone che si impegnano con passione come i membri della famiglia Amadei. Abbiamo trovato l'accordo in pochi minuti, quelli che ci sono serviti per capire che è stata una scelta corretta. Dal punto di vista societario abbiamo un'evoluzione importante, l'ingresso di Immergas una delle aziende leader del territorio reggiano. Parlando sempre di prospettive importanti, aggiungo che il 26 di giugno saremo in Senato per presentare la maglia del nostro team iscritto al campionato Quarta Categoria con sponsor FCA e Credem. Amadei dentro il Consiglio di amministrazione? Lo abbiamo invitato a prendere la carica di presidente onorario. Il marchio? In settimana sarà pubblicata l'asta per riacquisirlo, ci sono tempi di circa un mese quindi entro fine luglio direi che lo riotterremo. Andremo al mare con il nome AC Reggiana, questo è il nostro obiettivo. Ripescaggio? Allo stato attuale reputo remota tale possibilità, in ogni caso ci proveremo. Di settimana in settimana vedremo come si evolverà la situazione e aggiusteremo il tiro in funzione di quello che succederà. La realtà dei fatti è quella di una società che si iscriverà al campionato di Serie D e se ne avremo la possibilità punteremo comunque all'iscrizione in C. L'entusiasmo dei tifosi? Tutto nasce da desiderio di vedere una società di questo livello, vicina alla città. Non si è mai capito perché realta importanti come queste scegliessero territori diversi. Bisogna canalizzare questo entusiasmo nel migliore dei modi, la piazza se lo merita per potere fare uno step alla volta. Abbiamo già fissato una sede del ritiro che è Castelnovo Monti con tutte le sue strutture importanti. Ricordo anche che a fine giugno partiremo col progetto dell'azionariato popolare, in vista anche della campagna abbonamenti".

Dopo Quintavalli ha preso la parola l'amministratore delegato Mauro Carretti: "Romano Amadei diventerà socio al trenta percento nella fase iniziale poi avrà l'opzione per acquisire un altro dieci percento in tempi successivi. Con Amadei non siamo in presenza di un semplice investitore ma di un appassionato di calcio che lo conosce e che ha portato valori importanti ovunque è andato. Noi siamo appassionati ma non abbiamo l'esperienza che Amadei può vantare. Il 27 di giugno sarà ufficializzato il tutto nero su bianco, ma ci sarà anche l'ingresso di altri partner che non annunceremo fino a quella data per questioni di riservatezza. Possiamo parlare di un ritorno alle origini: il sessanta percento sarà in mano ai soci fondatori, che rimarranno tutti perché tra noi c'è coesione, e il quaranta percento  in mani altrui. Oggi siamo Reggio Audace, presto torneremo a chiamarci Reggiana (sorride, ndr). E' stato scelto come direttore sportivo Doriano Tosi perché ha grande esperienza e noi puntiamo sul suo valore. Organigramma? Direi che tra i consiglieri ci sarà Amadei, Russo resterà, poi valuteremo chi avremo per ogni singolo ruolo nello specifico".

Ovviamente il più atteso è il diesse Doriano Tosi: "Ho lavorato a lungo nella provincia di Reggio in Immergas, adesso sono qui per iniziare un nuovo capitolo. Amadei è stato invitato e ha conosciuto delle persone che gli sono piaciute sin dal primo istante, lui si sente in un ambiente familiare e ha sposato subito il progetto. L'ho visto decisamente carico. Nella vita di imprenditore ha imparato a valorizzare le persone che ha di fianco, a dare e ricevere fiducia e io sono uno di quei pochi fortunati: ci frequentiamo dal 1973, partendo come azienda e dalla terza categoria come calcio. Ci sono state tante opportunità negli anni di prendere la Reggiana, adesso è determinato e mi ha trascinato con grande entusiasmo in questa avventura che ci carica di responsabilità. Noi cercheremo di riportare la Reggiana nei professionisti il prima possibile e riportare la città e la tifoseria dentro un percorso che meritano. Adesso in punta di piedi dovrò conoscere i soci fondatori, dovrò individuare un allenatore adatto a noi e poi partire verso la fine di luglio per questo percorso che ci possa portare ad arrivare in alto e cercare di vincere. Io e Amadei siamo due amici venuti per dare una mano alla Reggiana, ci impegneremo per fare le cose per bene. Serie D difficile? Si perché la realta di questa città come altre è sovradimensionata. Bisogna sapersi adeguare, ma ho notato che è più facile vincere con giocatori abituati a questa categoria rispetto a chi invece viene dalla Serie C. Un anno in più di esperienza ci aiuta a capire meglio che quando andremo a giocare su un campo piccolo non sarà affatto semplice. Questi sono i problemi, senza dimenticare che la squadra blasonata quando va su campo di provincia motiva al massimo gli avversari. I giovani soffrono veramente nelle squadre importanti? Sì è così. Al quinto anno in D capisco che se non c'è un girone ad hoc per il valore di una squadra diventa veramente complicato uscirne. Amadei è interessato al ripescaggio? Non tocca a me rispondere su questo argomento. Lui ha detto che non è uomo da palcoscenico, vuole essere esentato da manifestazioni pubbliche e vivere le partite come semplice tifoso. Penso che troveremo entro questa settimana il nuovo allenatore: uno bravo, di categoria, in fase ascendente per portare energia e carica. C'è bisogno di novità, modernità e gioco perché al Città del Tricolore bisogna fare un qualcosa di più. L'obiettivo è avere gioco e risultato. I giocatori? Ho parlato con Zamparo, ma al momento ha una richiesta che non gli possiamo garantire, cioè la categoria. Il colloquio tra noi è stato molto utile, l'ho rassicurato sul fatto che oggi come oggi è importante la società più che la categoria. A me stanno molto a cuore Spanò, Rozzio e Staiti e cercherò fin da domani di indurli a rimanere tramite colloquio".