Renzo Tasso: «Adesso cambiamo il calcio in Serie D»

03.06.2020 08:00 di Massimo Poerio   Vedi letture
Fonte: corriere adriatico
Renzo Tasso: «Adesso cambiamo il calcio in Serie D»

«Constatata l’impossibilità di terminare i campionati sul campo i verdetti tra i dilettanti vanno in qualche modo emessi, essendo stati giocati i due terzi della stagione. Ritengo la promozione della prima in classifica legittima, ma va lasciata alle seconde la possibilità di aspirare al salto di categoria attraverso ammissioni o ripescaggi».

La pensa così in merito alle decisioni che dovrà assumere il Consiglio federale lunedì 8 Renzo Tasso, la scorsa stagione al timone del Fabriano Cerreto e per due anni assistente di Giovanni Cornacchini nell’Ancona protagonista di un sesto e quarto posto in serie C. Rilevato a gennaio il timone del Tiferno Lerchi, il tecnico umbro sente vicino lo storico approdo in serie D alla guida di un piccola realtà, espressione di una frazione del comune di Città Castello e già reduce da due promozioni, che si trovava in vetta davanti allo Spoleto prima della sospensione.

Mister Tasso, quali sarebbero le decisioni più giuste da prendere?
«Mantenendo invariati i meccanismi previsti a inizio stagione, la Lnd ha avanzato una proposta che non poteva accontentare tutti.Mirendo conto che retrocedere quattro squadre per girone dalla serie D con otto o più giornate da dis p u t a r e può sembrare troppo severo, forse era più equa la sentenza solo per le ultime due. I diritti di chi doveva salire dalle categorie inferiori dovevano essere comunque garantiti. Aspettiamo la prossima settimana per l’ufficialità, consapevoli che la promozione sarebbe il coronamento di un sogno per il Tiferno Lerchi, maiarrivatotanto in alto».

Per l’Anconitana i tempi potrebbero invece allungarsi…
«Mi sono tenuto aggiornato sulle sorti della mia ex squadra, dove ho vissuto due anni indimenticabili. Il virus ha fermato il suo cammino proprio dopo la sconfitta di Castelfidardo che l’aveva spodestata dal trono, ma penso che le possibilità di ritrovarla in D siano elevate. Nella graduatoria di merito che dovrebbe essere stilata tra le seconde i biancorossi avranno tante carte da giocare, a partire dal blasone, dall’impianto e dal fatto di essere un capo luogo di regione».

Si è tenuto in contatto con Cornacchini?
«Pur essendomi messo da due stagioni in proprio lasciando il suo staff, conservo con Giovanni un rapporto profondo di stima e amicizia che va al di là della sfera professionale. A Bari aveva stravinto la D e avrebbe potuto continuare la scalata verso la B,ma alle prime difficoltà è stato esonerato pagando una situazione precaria dall’inizio. I rischi del mestiere sono questi e in certe piazze bisogna mettere in preventivo i pro e i contro».

Si giocheranno playoff e playout in C?
«Sembra chiara la volontà di Gravina che ha respinto le istanze di Ghirelli e della stragrande maggioranza dei presidenti, orientate all’interruzione definitiva. Non esistono regole chiare e gli organi competenti devono prendersi la responsabilità di una scelta troppo al limite. Non mancano le problematiche per le società, obbligate a rispettare protocolli rigidi che comportano spese ingenti. L’incognita di tornare in campo dopo più di tre mesi per gare da dentro o fuori potrebbe generare sorprese».

Qual è il suo giudizio sulla possibile riforma?
«Prima di riformulare i campionati andrebbero in primo luogo rivisti determinati equilibri. In C andrebbero stabiliti tetti di stipendio sia in alto che in basso per i tesserati. In D invece i giocatori non dovrebbero uscire dalla regione per dare loro l’opportunità di studiare o lavorare mantenendo al tempo stesso la passione. Il sistema deve essere alleggerito sul piano della fiscalità per i club di terza serie che faticano a reggere l’impatto».

Come ritroveremo il calcio dopo il Coronavirus?
«Non posso dirlo con certezza perché noto una classe dirigente con molti limiti e una situazione economica delicata che condiziona le sue scelte. Con responsabilità spero che i dilettanti possano ripartire entro ottobre: la crisi economica delle aziende potrebbe incidere,ma le formazioni dotate di strutture e organizzazione riusciranno a superare gli ostacoli».