Il Real Forio si prepara ad affrontare l’avventura in Serie D con la conferma di Carlo Sanchez alla guida tecnica. Il mister, intervistato dalla testata ildispari, ha ripercorso le emozioni dell’ultima stagione, coronata dal riconoscimento come miglior allenatore di Eccellenza, un premio che ha arricchito un percorso memorabile per la formazione biancoverde.
«È un riconoscimento che ritrovo dopo un po’ di anni, perché l’avevo preso nel 2012-2013, poi quello di miglior allenatore di Serie D due anni dopo quando ho allenato a Marcianise. Mi mancavano queste sensazioni, sono sempre piacevoli. In più, quando vai a vedere che nella top 11 della categoria ci sono sei giocatori del Real Forio, è veramente una grossa soddisfazione».
La promozione ha lasciato un segno indelebile nel tecnico, che vive un legame profondo con l’ambiente foriano. Sanchez non ha dubbi nel definire l’importanza del traguardo raggiunto: «L’ho detto dal primo secondo dopo il novantesimo della partita con lo Stabia: è stata la giornata più bella della mia vita lavorativa. In passato ho sempre raggiunto un obiettivo con qualunque squadra abbia allenato, che fosse salvezza, play off o vittoria del campionato».
«Però vincere a Forio è stato bellissimo perché si era creato un grandissimo rapporto con la piazza. Essere nominato nelle canzoni della tifoseria, vedermi su una gigantografia e sentire il loro affetto sincero mi dava enorme soddisfazione, è un grosso privilegio. Ricambio totalmente l’affetto della gente di Forio. È una delle piazze più belle dove mi sono trovato a mio agio».
Il tecnico, che si accinge a vivere la sua quarta stagione sulla panchina biancoverde, guarda già al futuro insieme alla società. Il progetto è quello di consolidare la realtà foriana non solo in ambito regionale, ma anche nazionale, grazie a una struttura solida e alla sintonia con la dirigenza.
«Assolutamente sì, come sempre. È un gruppo di lavoro che parte dal presidente, poi lavoriamo con il direttore Milanese e con i due direttori Manna e Pisani. Insieme cerchiamo di costruire la squadra per la nuova categoria. Faremo sicuramente meglio. Diamo soddisfazione alla piazza, non bisogna girarci intorno: sarà un campionato difficile, affronteremo piazze molto più importanti del Forio stesso».
«Però il Forio oggi è una delle più belle realtà a livello regionale e lo può diventare a livello nazionale, perché è una società solida, fatta di persone perbene, e questo vuol dire tanto. Mi è piaciuta l’intervista al direttore Manna di ildispari, quando diceva che ci sarà una grossa identità locale: è il nostro progetto, è il mio progetto».
La valorizzazione delle risorse locali rimane il pilastro fondamentale della filosofia di Sanchez, che punta a dare spazio ai talenti isolani: «Da quando sono arrivato a Forio ho sempre detto di mantenere una grossa identità locale, perché sull’isola d’Ischia secondo me ci sono ottimi giocatori, ma soprattutto bravissimi ragazzi che troppe volte vengono messi in secondo piano. Per come vedo io il calcio, vanno messi in primo piano».
Riguardo al mercato e ai movimenti in entrata, il mister chiarisce la strategia: «Quest’anno paradossalmente, andando via un gruppo di giocatori per loro scelta, per esigenze di budget o professionali, prenderemo giocatori che ci daranno quel quid in più per affrontare la categoria in maniera positiva. Su questo tutti possono essere certi, perché è stato così per tre anni e sarà così anche il prossimo».
L’orizzonte del Real Forio incrocia anche quello dell’Ischia per un derby che si preannuncia storico, data la rarità dell’evento in un contesto di campionato nazionale: «Quando giochi con tuo fratello altro che derby, è qualcosa di più. Però sarà una cosa favolosa, per un semplice motivo: in un’isola di 44 chilometri quadrati avere due squadre in un campionato nazionale è un vanto per tutto il territorio, che sia Casamicciola, Lacco Ameno, Barano, Forio o Ischia stessa».
Analizzando l’evoluzione della Serie D rispetto alle sue esperienze passate, Sanchez osserva come il calcio dilettantistico sia profondamente cambiato: «Oggi la Serie D è un campionato molto più importante. Il calcio dilettante è diventato un vero e proprio contratto lavorativo, mentre prima c’erano vincoli senza contratti veri. Oggi ci sono i contributi, c’è la possibilità di prendere la disoccupazione a fine stagione: stiamo parlando di qualcosa di importante».
«Chi investe nel calcio fa sacrifici veri e dobbiamo ringraziare i tanti presidenti che investono. Io devo ringraziare il mio presidente, oltre che una grandissima persona, un appassionato, uno che fa tanti sacrifici per fare calcio. Oggi trovare qualità è difficile, perché ci sono molti giocatori che scendono dai professionisti, ci sono squadre che vogliono vincere, piazze importanti con un numero impressionante di seguito».
Sul fronte logistico e dei lavori allo stadio Calise, la situazione è in divenire, con il Mazzella di Ischia come possibile sede temporanea per le partite interne: «Stanno tentando in ogni modo di far fare i lavori al campo, le pratiche burocratiche inizieranno nel minor tempo possibile, anche se lì sarà complicato capire il momento adatto».
«Inizialmente, come negli anni passati, faremo la preparazione precampionato a Panza e a Rivisondoli, per poi giocare secondo me al Mazzella, dove dovremo avere un permesso dal Comune di Ischia per le gare interne. Con la speranza di tornare prima possibile a Forio, perché parlavo con il presidente: negli ultimi due anni a Forio, su 34 gare di campionato abbiamo fatto 30 vittorie, due pareggi e due sconfitte».
«Trenta vittorie su 34 significa che quel campo è un fortino, perché la nostra gente ci stava attorno, ci caricava, era il dodicesimo uomo in campo. Tornare a Forio per noi è fondamentale, anche perché fare la Serie D dopo tanti anni è giusto che si faccia sul campo del Calise».
In chiusura, il mister commenta il rinnovo del proprio impegno con il presidente Amato, descrivendolo come un accordo naturale e immediato: «Le dico la sincera verità, è stato molto semplice, tanto è vero che si può dire che è durata tre secondi. Non si è parlato di nessun accordo in particolare: lui voleva che io continuassi con il Forio, io desideravo continuare con il Forio, soprattutto dopo averlo portato in Serie D».
«Su questo siamo partiti subito. Poi è stato semplice anche perché non ci sono grandi problemi di accordo, e i direttori erano convinti della mia conferma. È stata una cosa abbastanza semplice. Vediamo se sarà l’ultimo anno o no, perché dopo tanti anni, saranno quattro stagioni, sono tante. Sicuramente la prossima, la prima in Serie D sarà affrontata con determinazione e con fame, poi vediamo quello che succede».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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