Il mondo del calcio italiano perde Angelo Pierleoni. L'ex centrocampista, originario di Celano, in provincia dell'Aquila, è morto all'età di 63 anni al termine di una lunga malattia. Nato nel 1962, aveva attraversato più di dieci anni di professionismo, lasciando un ricordo particolare nelle piazze di Cesena, Ascoli e Messina.

Giocatore dal temperamento deciso, Pierleoni era apprezzato soprattutto per la versatilità. Nato come centrocampista, poteva essere schierato anche come terzino o come attaccante esterno, una flessibilità che gli consentì di guadagnarsi spazio in società di grande tradizione. Il suo bilancio in massima serie conta 52 presenze e 3 reti, a cui si aggiungono una promozione in Serie A e una rete che i tifosi romagnoli non hanno dimenticato.

L'esperienza al Cesena rappresentò per Pierleoni l'approdo nella massima categoria. In Romagna ebbe l'occasione di sfidare alcune delle squadre più importanti del campionato e di lasciare il segno anche contro una delle più blasonate. Il 23 settembre 1990, nella stagione 1990-1991, il Cesena e la Juventus pareggiarono 1-1: Pierleoni firmò la rete dell'1-1, rispondendo al vantaggio momentaneo di Roberto Baggio. Un episodio che resta tra i più rappresentativi del suo percorso, per un calciatore partito dalle categorie inferiori e arrivato a confrontarsi con i migliori interpreti dell'epoca. Poco dopo si trasferì all'Ascoli.

Fu nelle Marche che Pierleoni costruì il legame più forte con una tifoseria. Approdato ad Ascoli nel 1990, vi rimase fino al 1994, alle dipendenze della società guidata da Costantino Rozzi, vivendo quattro stagioni tra Serie A e Serie B. Il momento culminante coincise con il campionato 1990-1991, quando la squadra allenata da Nedo Sonetti ottenne la promozione nella massima divisione. Pierleoni contribuì alla risalita del Picchio, ritagliandosi un ruolo di rilievo nel gruppo. Giocò poi la Serie A della stagione successiva e restò in bianconero anche nelle due annate seguenti in cadetteria. In totale, con la maglia dell'Ascoli ha collezionato 113 presenze e 13 reti.

Un altro capitolo importante riguarda il Messina, dove arrivò nella stagione 1987-1988, l'ultima di Franco Scoglio sulla panchina giallorossa. Proveniva dal Teramo e, grazie alla personalità e alla capacità di rendersi utile in più zone del campo, conquistò progressivamente spazio. La consacrazione giunse l'anno seguente, con l'arrivo di Zdenek Zeman alla guida dei siciliani. Nel campionato di Serie B 1988-1989 Pierleoni segnò 10 reti, in una squadra che poteva contare anche su Totò Schillaci, capocannoniere del torneo con 23 gol. Fu una delle stagioni più significative della sua carriera.

Prima di approdare a Cesena e Ascoli, Pierleoni aveva costruito il proprio percorso partendo dall'Abruzzo, con le maglie di Avezzano, Teramo, Benevento e Fermana, per poi giocare anche nel Brescia. Al termine della carriera da calciatore provò la strada della panchina, senza però ottenere gli stessi risultati.

La notizia della scomparsa ha suscitato cordoglio nelle società e nelle città che lo hanno conosciuto. Particolarmente sentito il messaggio dell'Ascoli, che ha voluto ricordarne il contributo alla storia bianconera: «Ascoli Calcio 1898 FC S.p.A. esprime il più profondo cordoglio alla famiglia Pierleoni, ricordando con affetto e riconoscenza un calciatore che ha contribuito a scrivere una pagina significativa della propria storia».

Dal gol alla Juventus alla promozione con il Picchio, passando per le dieci reti nel Messina di Zeman, Pierleoni lascia il proprio nome in alcune delle pagine più significative del calcio italiano tra gli anni Ottanta e Novanta.

Sezione: Attualità / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 17:49
Autore: Maria Lopez
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