Il calcio italiano continua a spendere più di quanto incassi. Il 45% dei club di Serie A, ossia nove squadre su venti, si trova in una condizione di fragilità o di tensione economica, e nelle categorie inferiori il quadro peggiora ulteriormente. È quanto emerge dalla relazione annuale della Commissione indipendente per la verifica dell'equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, l'organismo istituito dal governo nel 2024 al posto della Covisoc, con il compito di vigilare sui conti delle società di calcio e di pallacanestro, gli altri sport professionistici del Paese.

L'organismo è presieduto da Massimiliano Atelli, già magistrato della Corte dei Conti. Tra il 1° ottobre 2025 e il 31 agosto 2026 ha svolto 1.558 controlli periodici infrannuali, di cui 1.451 sul calcio e 107 sul basket, oltre a 1.130 verifiche sugli adempimenti necessari all'ammissione ai campionati della stagione 2026/2027. I risultati sono confluiti in un documento di 114 pagine presentato alla Camera dei Deputati, che analizza caratteristiche e criticità del sistema.

Lo strumento di lettura più rilevante è la suddivisione dei club in cinque "cluster", cioè configurazioni economico-finanziarie ricorrenti, utili a trarre indicazioni sullo stato di salute delle diverse Leghe.

Serie A: pochi conti solidi

Nella massima serie solo il 20% delle società presenta un "profilo economico relativamente solido". Un ulteriore 10% ha un "player trading con incidenza significativa", cioè mantiene l'equilibrio grazie alle plusvalenze. Il 25% rientra nel gruppo in cui gli "elevati ricavi vengono assorbiti da rosa, ammortamenti e struttura finanziaria", configurazione tipica dei club di vertice. All'opposto, un altro 25% mostra "fragilità con parziale tenuta operativa" e il 20% rientra nella categoria "investimento intensivo o tensione economica".

Il rapporto medio tra costi operativi e ricavi totali è del 108%: in gran parte dei casi le società spendono più di quanto incassano. Il costo complessivo della rosa, comprensivo di personale, ammortamenti e svalutazione dei cartellini, equivale a 2,35 volte i ricavi. Il patrimonio netto medio si ferma a 24 milioni di euro, cifra molto contenuta rispetto alle dimensioni dei bilanci, e quattro società su venti presentano un patrimonio netto negativo.

Serie B e Serie C: la situazione precipita

Scendendo di categoria il quadro si aggrava. Le società in tensione, quelle con il profilo più critico, sono il 57% in Serie B e il 63% in Serie C.

Per i club cadetti, si legge nella relazione, "la marginalità operativa lorda è negativa in mediana e il risultato netto conferma una perdita diffusa. Il dato centrale – si legge nella relazione – non è soltanto la presenza di perdite, ma la loro origine: (…) la ricerca della promozione o della permanenza nella categoria può spingere i club ad anticipare investimenti nella rosa e costi organizzativi che non trovano copertura stabile nei ricavi".

Più strutturale ancora lo squilibrio in Lega Pro, attribuito alla "difficoltà di generare margini operativi positivi a partire da una base di ricavi contenuta e fortemente dipendente da fonti locali e commerciali". In questa categoria il player trading praticamente scompare, con lo 0% di club in cui incida in modo significativo. Le società si sostengono con i pochi ricavi raccolti sul territorio, come gli incassi da stadio e le sponsorizzazioni minori, con i contributi della Lega e con le risorse messe a disposizione dalla proprietà, ed è questo a renderle più esposte. Secondo la relazione, "la categoria mostra inoltre una base patrimoniale molto sottile e un peso rilevante dei debiti tributari. Questo profilo rende la continuità aziendale particolarmente sensibile alla regolarità dei flussi finanziari, alla tempestività degli apporti della proprietà e alla capacità di rispettare le scadenze".

Un sistema ancora squilibrato

Il quadro complessivo resta quello di un sistema profondamente sbilanciato, per il quale finora non sono state avviate riforme strutturali.

Sezione: Attualità / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 06:30
Autore: Elena Carzaniga
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