È terminata molto prima del previsto l'avventura di Sergio La Cava sulla panchina della Vultur Rionero. Il tecnico irpino aveva accettato in estate di sposare il progetto del club bianconero voglioso di tornare in panchina ed avere una pianificazione sportiva che avrebbe dovuto portare i suoi frutti nel giro di due stagioni. Ed invece dopo tre partite di campionato e due di Coppa Italia Dilettanti Basilicata, arriva la nota del sodalizio lucano che ha annunciato la risoluzione consensuale dell'accordo. 

Una scelta che a NotiziarioCalcio.com chiarisce lo stesso allenatore: «Lasciare la panchina della Vultur Rionero è stata una mia decisione. Dal presidente, ai calciatori passando per i dirigenti del club, tutti hanno cercato di farmi recedere da tale proposito ma ormai avevo preso la mia decisione».

Una decisione dettata da cosa?
«Quando ho capito che non c'erano i margini per lavorare come volevo io ho preferito andare via. Ci ho riflettuto molto ma credo di aver preso la scelta migliore, anche per tutelare i ragazzi e la stessa società. Resto convinto che prima o poi sarebbe andata così, fossi rimasto avrei soltanto rinviato la decisione. Per questo nonostante sia stato pregato fino all'ultimo di restare, ho deciso di andare via. Sono certo che i ragazzi siano in buone mani».

Non c'entrano i risultati di inizio stagione?
«Sui risultati di inizio stagione hanno pesato vari fattori. Abbiamo fatto una preparazione diversa, probabilmente alla quale i ragazzi non erano neppure abituati ma che avrebbe dato i suoi frutti col passare delle giornate. Poi, debbo dire che prima della partita di Coppa sono stati mandati via quattro giocatori, una scelta che non ho condiviso e che avrei preferito, eventualmente, la società prendesse più in avanti. Dopo poche partite non si può giudicare un calciatore. Rigaurdo ai risultati, chi ha visto le partite è consapevole di quanto sia accaduto. Oggi poi c'è una pressione enorme su tutti, dal presidente all'ultimo collaboratore tecnico. Spesso se un calciatore salta una gara, arrivano pressioni e telefonate di questo o di quell'altro che rovinano le dinamiche interne di un club ed anche l'atmosfera dello spogliatoio. In ogni caso, io credo ancora che questa sia una squadra che può stare a ridosso della zona play-off».

Il suo manifesto possiamo definirlo il successo in Coppa Italia?
«La gara di ritorno è stata una partita veramente giocata benissimo dai ragazzi che mi hanno seguito alla lettera. A loro avevo detto che potevamo ribaltare il risultato dell'andata e loro hanno dato tutto. Potevamo vincere in maniera più rotonda, alla fine invece siamo passati ai calci di rigore ma la partita è stata come volevo io».

L'avventura in Basilicata insomma non è andata come lei attendeva...
«Direi di no. Però voglio ringraziare tutti, il mio staff, i calciatori e la società. Ho conosciuto tante brave persone e porterò sempre con me gli attestati di stima ricevuti quando sono andato via. Inoltre, voglio sfatare il mito secondo il quale il calcio lucano è inferiore come livello a quello pugliese, campano, calabrese o siciliano. Non è affatto così, il livello è importante, forse rispetto agli altri tornei regionali limitrofi, manca in determinate occasioni quella cattiveria agonistica che magari trovi nel dna delle squadre campane o pugliesi. Per il resto il livello è alto ed è destinato anche a crescere perché ci sono club che investono tanto».

Quale sarà il futuro di Sergio La Cava?
«Spero di tornare presto in campo. Confesso di aver avuto una importante proposta dall'estero, probabilmente se avessi avuto venti anni in meno l'avrei senza dubbio accettata. Il pallone è e resta la mia vita, però ho capito che devo mordere il freno ed attendere l'occasione giusta. Ho ricevuto molte lezioni nell'ultima parte della mia carriera anche se ammetto che determinati errori continuerò a farli perché sono una persona che dà sempre fiducia agli altri ed oggi, in troppi, malauguratamente, pensano al proprio orticello e sono disposti a tutto per il proprio tornaconto. Ribadisco, amo visceralmente questo sport ed è per questo che ancora ho voglia di stare sul campo ma non voglio, e non devo, farlo a tutti i costi».

Sezione: Esclusiva NC / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 19:30
Autore: Marco Pompeo / Twitter: @Marco_Pompeo
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