Monselice, new entry importante nello staff tecnico

Promozione Veneto
15.06.2024 00:33 di  Francesco Vigliotti   vedi letture
Monselice, new entry importante nello staff tecnico

Lo staff tecnico del Monselice accoglie un’importante «new-entry», che farà sicuramente stropicciare gli occhi ai tifosi degli anni d’oro: parliamo di Alberto Trevisan, indimenticato funambolo offensivo dell’epica promozione in serie D del giugno 1998, che torna in biancorosso nella nuova veste di allenatore in seconda.

Sarà lui il vice di Nicola Cavazzana e andrà a sostituire un’altra icona del calcio nostrano come Marco Sadocco, che ha espresso la volontà di allenare in prima persona e a cui l’intera società dedica un sentito e affettuoso «in bocca al lupo».

Nato il 5 dicembre del 1975, «Trevi» debutta da giocatore nel 1992 con il Rovigo di Franco Pulin, dove resta due stagioni tra serie D ed Eccellenza: seguono tre anni in C/2 a Valdagno, lo storico biennio al Monselice tra il 1997 e il 1999, altri due anni in D all’Adriese e le successive esperienze con Este, Sant’Agostino, Copparese, Casalserugo, Bagnoli, Lape Ceregnano, Boara Pisani, Union Vis Lendinara, La Rocca, Stroppare, Villanovese e Polesella.
Da allenatore ha lavorato nelle giovanili di Union Vis Lendinara e La Rocca.

«Ho accettato con grandissimo entusiasmo la proposta del mister e di Stefano – le parole di Alberto – L’opportunità di tornare a Monselice in un’altra veste mi ha affascinato sin dal primo momento. Era destino che prima o poi riabbracciassi questi colori: li ho sfiorati alcuni anni fa da giocatore, ma ora eccomi qui. Sarò a piena disposizione di Nicola e dei ragazzi per dare loro un supporto e provare a trasmettere quella passione e quella voglia di vincere che mi hanno spinto a scendere in campo fino a poche settimane fa per lottare su ogni pallone e vincere le partite. Non vedo l’ora di tornare al Comunale e di rivedere lo stadio e i nostri fantastici tifosi: sarà sicuramente una grande emozione, perché mi riporterà alla luce dei ricordi che solo a parlarne mi fanno venire la pelle d’oca».