Un bilancio estremamente positivo sull'avvio di stagione, unito a clamorosi dettagli sulle ultime operazioni di calciomercato e a una profonda disamina riguardante la costruzione del nuovo impianto sportivo. Ospite della trasmissione «Contatto Sport» sulle frequenze di Prima Tivvù, il presidente dell'Avellino, Angelo Antonio D'Agostino, ha fatto il punto della situazione in casa irpina, tracciando la rotta sia sul piano dei risultati sportivi sia sulle infrastrutture.

Il massimo dirigente della compagine biancoverde si è detto soddisfatto del cammino intrapreso finora dalla squadra guidata dalla dirigenza tecnica. «L'inizio di stagione fa ben sperare. Dopo 5 gare ci sono stati ottimi risultati e spero che da venerdì si vada sempre meglio. Guardare la classifica ora è presto, il ko di Ascoli ha fatto male, ma ci rifaremo», ha affermato il presidente dell'Avellino Angelo Antonio D'Agostino, elogiando la composizione dell'organico allestito: «Si è creato un bel gruppo, abbiamo inserito giovani di qualità, promettenti, che possono darci una mano. Ci vuole sempre il giusto mix e credo che stiamo facendo un ottimo lavoro. Quest'anno credo che siano ancora più promettenti dell'anno scorso e siamo contenti del lavoro di Aiello».

Tra i singoli che si stanno mettendo maggiormente in evidenza nella rosa irpina, il patron ha speso parole di forte stima per un elemento in particolare. «Quest'anno sta dando il meglio di sé, ha lavorato molto sulla continuità, è un patrimonio dell'Avellino», ha evidenziato D'Agostino riferendosi alle prestazioni di Russo, prima di svelare un clamoroso retroscena relativo a un sogno di mercato internazionale che ha visto protagonisti i lupi.

L'imprenditore ha infatti rivelato i dettagli della trattativa sfiorata con la stella colombiana James Rodriguez, contestualizzandola con l'ingaggio dell'attaccante ex Frosinone e Bari. «Dissi a mio figlio e al ds Aiello, prendiamo il miglior attaccante in giro. Quindi siamo andati su Cheddira», ha spiegato la guida del club biancoverde, raccontando poi la trattativa con la stella sudamericana: «Con lui avevamo parlato prima di prendere Cheddira. Poi, una volta preso Cheddira si era riaperta la situazione per James. Posso dire che non lo abbiamo preso per poco. E' stata sicuramente una trattativa importante, a livello mediatico ha visto protagonista l'Avellino a livello mondiale. Era una cosa davvero grossa, sarebbe stato un qualcosa di importante, non solo sul rettangolo di gioco. Ovvio, fosse arrivato, si sarebbe dovuto trovare un certo equilibrio. Ma il fatto di aver trattato Rodriguez chiaramente ha alzato comunque la nostra credibilità. Poi lui ha trovato la sua sistemazione a casa sua, e va bene così».

Il discorso si è spostato inevitabilmente sulla necessità di dotare la piazza di un impianto moderno e all'altezza di certi palcoscenici. «Certo un calciatore del genere, farlo giocare in uno stadio un po' così, datato, non sarebbe stato bello. Servirebbe una casa nuova. La famiglia c'è, manca una casa. Il mese di ottobre può essere un bivio in questo senso», ha puntualizzato il numero uno del sodalizio irpino, ripercorrendo le tappe burocratiche che hanno rallentato i piani per la struttura.

A fermare l'iter iniziale del 2021 sono stati inghippi tecnici e avvicendamenti amministrativi. «Il progetto del 2021 aveva anche avuto i pareri di vari enti, mancava un unico parere per presentarlo in regione, il recapito in fogna. Dalla verifica fatta con il Comune di Avellino, si è accertato che il recapito in fogna era insufficiente e quindi l'iter si è bloccato. Quando poi si poteva sbloccare qualcosa, ci sono state le elezioni. Poi c'è stato un sindaco durato pochissimo, poi un commissario. E poi lo scorso maggio altre elezioni. Purtroppo si è perso tempo, abbiamo dovuto fare delle modifiche, accorgimenti, e tutto purtroppo ci è costato tempo», ha ricostruito il vertice societario.

Per andare incontro alle richieste della nuova giunta cittadina, la società ha rivisto il piano finanziario ed edilizio. «Abbiamo provato a capire le intenzioni della nuova amministrazione, che ha abolito dal progetto le aree commerciali che avevamo predisposto. Quindi per sostenere il PEF abbiamo tolto le aree commerciali, abbiamo rimodulato il parcheggio e qualche altra cosa. Ma la capienza resta quella (circa 21.000 posti). Abbiamo fatto i vari passaggi e inviato all'Amministrazione Comunale. In prima battuta sembrava che l'Amministrazione fosse d'accordo, che avrebbe trovato poi i fondi regionali, poi sembra essersi frenata la cosa», ha precisato D'Agostino.

Da qui un accorato appello affinché non si creino ostacoli ideologici intorno a un'opera reputata collettiva. «Lo stadio sta a cuore a tutti, alla città alla Provincia, e gradirei che la politica resti fuori da questo, bisogna vivere per il bene della città e della Provincia. Lo stadio resterà del Comune, che potrà ospitare anche altri eventi. Gestito dall'US Avellino, ma resterà del Comune. Entro ottobre presenteremo il Project al Comune, sperando che la strada da percorrere possa essere quella veloce», ha auspicato il proprietario della compagine campana.

Il presidente si è detto persino disposto a farsi parte integrante della soluzione se vi fossero preconcetti nei suoi confronti. «Certo la ripeto, dicendo che la politica deve starne fuori. Se il problema sono io, a livello politico, posso farmi da parte. Voglio precisare, il Project, il 41% è pubblico, il resto è privato. Io vorrei solo risolvere il problema e avere uno stadio. Noi abbiamo proposto questa procedura che usa tutta l'Italia. Noi il vecchio progetto lo abbiamo fatto e anche pagato, quindi per rispetto di chi ci ha lavorato è giusto anche prenderlo in considerazione. Noi abbiamo fatto un crono programma, che va a snellire anche una serie di procedure. Bisogna solo capire se si vuole il bene di questa città o Provincia o no. Io sono chiaro nell'esprimere le cose, non ho nulla da nascondere», ha scandito con determinazione Angelo Antonio D'Agostino.

L'impegno economico prospettato dalla proprietà resta di grandissima rilevanza per l'intero territorio. «Intanto però bisogna dire che all'inizio mettiamo 50 milioni. Guadagnare è una parola forte, già sarebbe importante recuperare le spese. Ma per noi sarebbe un investimento importante, un patrimonio per l'US Avellino, la città e la Provincia. Noi come società stiamo facendo tanto e faremo tanto. Ma vogliamo anche che chi ci gira intorno possa darci una mano. Il progetto iniziale compreso di aree commerciali, eravamo sui 130 milioni. Ora togliendo l'area commerciale, riducendo i parcheggi e altro, il costo è comunque sui 100 milioni. Inoltre, io che costruisco grandi opere in Italia, per lo stadio, da oggi a 4 anni, senza ricorsi e se va tutto liscio, avrei concluso l'opera. Il tempo è questo», ha dettagliato il costruttore ed editore al comando del club.

Scartata invece l'ipotesi di individuare una nuova localizzazione geografica al di fuori dell'attuale sedime cittadino. «Certo la abbiamo valutata e se c'è l'area individuata poi non ci sono strade adeguate, quindi si entrerebbe in altri discorsi non facili. Anche questa era una soluzione, ma non c'è un'area idonea vicino a grandi raccordi stradali», ha spiegato il patron dei lupi, concludendo la propria analisi con un messaggio chiaro sull'obiettivo sportivo della stagione in corso: «Consolidare la categoria? Sì».

Sezione: Serie B / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 19:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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