In seguito al successo ottenuto nel derby contro il Picerno, l'allenatore del Potenza, Antonio Tisci, si è presentato nella sala stampa dell'impianto sportivo per commentare la prestazione e il momento d'oro vissuto dai suoi ragazzi. La guida tecnica della formazione rossoblù ha espresso profonda soddisfazione per il percorso intrapreso, esortando l'intero ambiente a godersi i frutti del lavoro svolto pur mantenendo alta la concentrazione.

«Non voglio spegnere questo entusiasmo» ha esordito senza mezzi termini il timoniere del club lucano, descrivendo con un'efficace metafora l'attuale momento di forma della squadra. «Credo che anche voi dobbiate godervi questi momenti. Nel calcio siamo dentro una lavatrice e quando la centrifuga gira può succedere di tutto. In questo momento siamo dentro quella centrifuga e vogliamo rimanerci» ha ribadito l'allenatore del Potenza.

La risposta del pubblico e il calore dimostrato dagli spalti hanno rappresentato un ulteriore motivo di orgoglio per il condottiero dei rossoblù, che ha voluto rivolgere un pensiero speciale ai sostenitori giunti a supportare la squadra.

«Sono contento per questa gente e per chi oggi ha premiato e dato fiducia a questi ragazzi. Prima della partita ho detto alla squadra di pensare a uno stadio pieno dopo sette giornate. Questo deve renderli orgogliosi» ha sottolineato il mister del Potenza, rimarcando le qualità caratteriali mostrate in campo: «La gente è venuta a vedere come siamo arrivati a questa classifica: una squadra che lotta, corre, prova a divertire, soffre ma rimane sempre dentro la partita e non molla mai».

Il momento cruciale del confronto si è verificato al rientro dagli spogliatoi, quando la formazione ospite è riuscita a rimontare due reti prima della definitiva controrisposta dei padroni di casa.

«Dopo il 2-2 c'est stato un momento umano, perché l'inerzia si sposta. I ragazzi hanno forse lasciato un po' il pallino agli avversari, ma non hanno abbassato la testa. Hanno avuto il coraggio di ripartire» ha analizzato la guida tecnica del Potenza, evidenziando la fattura dell'azione che ha portato al nuovo vantaggio: «L'azione parte da Cucchietti, con una costruzione dal basso fatta bene, e arriviamo fino all'area avversaria conquistando il rigore. Sono tante le cose positive che mi tengo, anche se ce ne sono altre su cui dobbiamo ancora lavorare».

A proposito dell'incertezza commessa dall'estremo difensore nell'arco dei novanta minuti, l'allenatore ha preso immediatamente le difese del proprio tesserato, ponendo l'accento sulla grande coesione dello spogliatoio.

«Il portiere è il giocatore al quale l'errore viene sottolineato maggiormente, perché spesso porta direttamente al gol. Ma Cucchietti lavora bene durante la settimana e ha l'esperienza necessaria per superare questo momento» ha spiegato il tecnico del Potenza, svelando un retroscena emozionante vissuto sul terreno di gioco: «Dopo il gol tutti si sono rivolti a lui. Gli hanno detto che quel gol era anche per lui. L'ho abbracciato a fine partita. Sono cose che magari non si vedono, ma per me sono fondamentali. Questo significa essere squadra e significa essere gruppo».

Nonostante la continuità di risultati e il bilancio ampiamente positivo, la guida dei lucani non intende concedere cali di tensione o cali di concentrazione nei prossimi impegni.

«Il momento che stiamo vivendo deve alzare ancora di più la nostra attenzione. Io sono un martello con i ragazzi e continuo a dire che non possiamo sederci. Dobbiamo lavorare sui dettagli» ha ammonito il mister del Potenza, rivendicando i frutti raccolti sulle palle inattive: «Da quando sono arrivato spingo molto sulle palle inattive, sia a favore sia contro. I ragazzi stanno lavorando benissimo e oggi abbiamo raccolto i frutti di questo lavoro con il gol di Iacono».

L'impegno quotidiano mostrato durante le sedute di allenamento rappresenta per il tecnico la vera garanzia sulla solidità del progetto tattico e umano.

«A fine allenamento vedo giocatori che fanno fatica ad andare via dal campo e che chiedono di lavorare ancora su qualcosa di specifico. Questo mi dà grande soddisfazione» ha confidato l'allenatore del Potenza, soffermandosi poi sulla gestione della leadership interna: «In ogni squadra ci sono giocatori con caratteristiche trainanti. Il leader e il capitano sono due figure diverse. Quest'anno ho lasciato che fossero loro a scegliere il capitano perché in questo gruppo ci sono diversi giocatori con caratteristiche importanti. I giovani li seguono, così come quelli che giocano meno continuano a spingere in allenamento. Questo permette di mantenere sempre alto il livello».

Nell'ultima porzione del match la squadra si è trovata a gestire la pressione dell'avversario in inferiorità numerica, mostrando una compattezza esemplare.

«I venti minuti finali me li tengo stretti. I ragazzi sono entrati con l'atteggiamento giusto. Ci siamo messi con il 4-4-1, che era l'unica soluzione possibile per togliere ampiezza e dare compattezza alla squadra» ha rimarcato il mister del Potenza, esprimendo parole di disappunto solo per l'espulsione comminata a De Marco: «Mi sono arrabbiato perché è un episodio che poteva essere evitato. Lui continuava a dirmi di non aver fatto nulla, ma il regolamento parla chiaro. Non devi cadere in queste situazioni, perché penalizzi la squadra e penalizzi anche te stesso».

La guida tecnica ha voluto precisare anche alcuni aspetti di lettura tattica legati alle scelte dei singoli e alla gestione dei palloni nelle zone calde del campo.

«Ha fatto un recupero straordinario, ma dopo aver recuperato la palla, quando il pubblico aveva iniziato ad applaudire, doveva semplicemente metterla fuori e chiudere l'azione. Invece ha rimesto la palla dentro, ingenuamente» ha rilevato l'allenatore del Potenza a proposito di un disimpegno di Petrungaro, aggiungendo una lezione di carattere generale: «Nel calcio ci sono zone diverse. Nella zona verde devono essere liberi di esprimere il talento, di puntare l'uomo e fare la differenza. Nella zona rossa, invece, bisogna ragionare con maggiore attenzione. Quello che hanno fatto i ragazzi nei confronti di Petrungaro dimostra la grande stima che c'è all'interno del gruppo. È una cosa molto bella per il futuro».

In chiusura d'intervento, il timoniere della compagine potentina si è espresso con estrema chiarezza sul valore del gruppo attuale e sulle prospettive di mercato.

«Oggi faccio fatica a dire cosa possa mancare a questo gruppo» ha chiosato perentorio il tecnico del Potenza, blindando di fatto il proprio spogliatoio da stravolgimenti futuri: «Abbiamo cercato di costruire un gruppo che avesse le caratteristiche morali e tecniche per fare un certo tipo di percorso e un certo tipo di calcio. Oggi devo essere sincero: faccio fatica a dire cosa possa mancare. Prima di mettere qualsiasi cosa all'interno di questo gruppo ci penserò veramente tanto. Chi eventualmente arriverà dovrà stare attento a come entrare, perché questo è un gruppo che sarà disposto ad accettare chi potrà arrivare, ma sarà anche difficile trovare qualcuno che possa inserirsi. Oggi non manca nulla, sotto tutti i punti di vista. Ci sono giocatori che hanno ancora poco minutaggio, ma sono certo che torneranno utili. Ricordatevi queste parole».

Sezione: Serie C / Data: Lun 05 ottobre 2026 alle 11:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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