L'Ancona sorride a metà. Se da una parte c'è la soddisfazione per aver superato il turno nei trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D battendo il Fossombrone, dall'altra l'allenatore Agenore Maurizi non nasconde le insidie di un match iniziato in salita e le preoccupazioni per un calendario che inizia a farsi pesante. In sala stampa, il tecnico ha sviscerato la prestazione dei suoi, alternando elogi ai singoli a precisi richiami tattici e comportamentali.

La disamina di Maurizi parte dalle difficoltà iniziali della squadra: "Siamo partiti molto male, poi ci siamo ripresi verso il 25'-30' del primo tempo e da lì fino alla fine della frazione abbiamo fatto una buona gara. Avevamo un atteggiamento un po' noioso in campo, non si riusciva a comunicare bene con i centrali. Il Fossombrone è una squadra che va forte, e noi non ci possiamo permettere di andare piano: se andiamo forte si gioca meglio e ci si diverte, se si va piano ci si incavola tra di noi. I dati dicono che siamo una squadra forte, e quindi non dobbiamo entrare in campo come all'inizio, ma con coraggio. Nella ripresa siamo entrati con molta veemenza e da lì abbiamo preso coraggio".

Decisivo, per l'allenatore, è stato l'assetto tattico sugli esterni e l'ingresso di giocatori dalla panchina: "Nel primo tempo, quando è entrato in partita Bardassi, avevamo una netta superiorità numerica sugli esterni e un'inferiorità in mezzo al campo. Quando abbiamo sistemato le posizioni, creando parità al centro e superiorità sulle fasce, siamo usciti con veemenza. Il coraggio non ci deve mancare".


Maurizi si è soffermato molto sui singoli, a partire dall'autore di una prodezza balistica, Pupo, a cui però il mister chiede un salto di qualità mentale: "Ha fatto un gran gol, ma poi deve giocare per la squadra, come tutti gli altri cacciatori. Hanno qualità pazzesche, ma devono entrare nell'ordine di idee che il singolo fa un gran gol, ma non ti fa vincere i campionati. Ci vuole più disponibilità a stare al servizio della squadra. Comunque, ha fatto una rete di una bellezza incredibile".

Menzione d'onore anche per il portiere Celleriti, protagonista sui calci di rigore, ma con gerarchie ben precise da rispettare: "È un buon portiere e ha fatto un'ottima impressione per i due rigori parati, ma deve migliorare la gestione. Sull'ultimo calcio d'angolo è uscito a destra quando non doveva. Abbiamo due portieri bravi, lui e Mastrangelo, che ha vinto due campionati. Entrambi hanno bisogno di giocare, ma il ruolo del portiere è l'unico dove, quando si fanno delle scelte, queste sono definitive. Altrimenti si crea imbarazzo. Ho sempre battezzato un titolare e una riserva".

Sui giocatori meno impiegati fino ad ora, come Scarfò e Petito, il tecnico ha aggiunto: "Scarfò ha fatto molto bene, ha vinto tanti duelli aerei. All'inizio forse era un po' condizionato dall'atteggiamento della squadra, ma poi ha gestito bene la palla. Petito lo ringrazio personalmente: ha dovuto giocare per forza, nonostante un fastidio al tendine d'Achille che si porta dietro da tre settimane e che non gli permette quasi di camminare. Ha saltato un allenamento e una gara, è partito così così, ma nel corso della partita si è ripreso".


Infine, un'analisi lucida e preoccupata sulla gestione delle energie in vista dei prossimi impegni. Andare avanti in Coppa Italia Serie D è un traguardo, ma presenta il conto a livello fisico: "Questo superamento del turno non era preventivato per la programmazione settimanale, perché giochiamo di settimana in settimana, ma purtroppo dobbiamo fare i conti con gli infortuni e il dispendio energetico. Abbiamo giocatori fermi o con problemi alle cartilagini. Quando giochiamo in Coppa, chi è sceso in campo fa di fatto defaticante, e chi non ha giocato deve lavorare sodo, ed essendo in pochi dobbiamo miscelare bene gli allenamenti".

A preoccupare è soprattutto il caso di D'Eramo: "Ha una lesione di primo grado. Contro il Sant'Egidio (?) ha giocato tutta la partita, non ha sentito nulla, ha fatto pure allenamento a fine gara. Ma lunedì si è svegliato con dolore. Lo staff medico ci ha sconsigliato di utilizzarlo per i prossimi 6 giorni. Vediamo, ma per domenica non è sicuro. A questo aggiungiamo che Markic, arrivato l'altro giorno e che non giocava da tempo, ha dovuto fare il titolare. Passando il turno andremo in Toscana o a Siena, il che significa un dispendio energetico e mentale importante. Ma domenica ci aspetta una battaglia, e per fortuna non avremo la tifoseria contro (porte chiuse, ndr), dobbiamo farci trovare pronti".

Sezione: Serie D / Data: Gio 08 ottobre 2026 alle 07:00
Autore: Nicolas Lopez
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