Il sesto turno del Girone I di Serie D ci consegna una verità inossidabile, di quelle che fanno la fortuna di questo campionato: nessuno è invincibile. Dopo cinque giornate di dominio assoluto, la corazzata Reggina conosce il sapore amaro della sconfitta. E lo fa contro un avversario che, classifica alla mano, sembrava il più improbabile dei carnefici, ma che in realtà sta combattendo una battaglia psicologica e sportiva contro una pesante penalizzazione: il Trapani.


Fino al 39' del secondo tempo della sfida contro i granata, la stagione della Reggina era stata immacolata: 5 vittorie, 15 gol fatti e zero subiti. Numeri da schiacciasassi. Ci ha pensato Jallow a far crollare il muro eretto dalla difesa amaranto, regalando al Trapani una vittoria di platino (1-0). Per i trapanesi è il secondo successo consecutivo di "corto muso" (dopo quello sul Ragusa): punti vitali che permettono alla squadra di tornare finalmente in positivo (+1 in classifica) erodendo il macigno del -5 iniziale. La Reggina resta capolista a quota 15, ma ora sente il fiato sul collo delle inseguitrici.


Ad approfittare del passo falso della capolista è soprattutto la Vibonese, che liquida la pratica PraiaTortora (2-0) con la solita incisività. I calabresi, trascinati da un Marsico in stato di grazia (già a segno nelle scorse giornate, si è ripetuto anche domenica), salgono a 13 punti, agganciando il Sambiase.
Proprio i giallorossi, rivelazione di questo avvio, hanno però frenato bruscamente contro un Licata in grande spolvero. I gialloblù, dopo un inizio balbettante, sembrano aver trovato la quadra: sette punti nelle ultime tre partite, con Corallo e Greco letali nel ribaltare l'iniziale vantaggio di Zenuni (2-1).

Nel silenzio generale, intanto, si fa largo l'Avola. I siracusani si issano al quarto posto (12 punti) grazie a un rigore di Galesio al 94', che stende il Ragusa. Una squadra quadrata, cinica, capace di soffrire e colpire al momento giusto.


In mezzo alla classifica regna l'equilibrio. Il Milazzo fa il colpaccio di giornata battendo 1-0 il quotato Siracusa. Gli aretusei, pesantemente condizionati dal -7 di penalità, si ritrovano a 4 punti: sul campo ne avrebbero 11, ma la realtà della classifica richiede nervi saldi. Bene la Nuova Igea Virtus (11 punti), che rallenta ma muove la classifica strappando un 1-1 sul campo ostico della Nissa. Ossigeno puro per il Modica (7 punti), che si sblocca nettamente mandando al tappeto l'Enna.


L'analisi dei trend di queste prime sei giornate ci impone, però, una riflessione sulle zone basse della classifica. I risultati dell'ultimo weekend hanno innescato inevitabili riflessioni nelle stanze dei bottoni di alcuni club.

La situazione più drammatica è senza dubbio quella dell'Enna. I gialloverdi sono il fanalino di coda con 1 solo punto (lo 0-0 contro il Gela), ma è il ruolino di marcia a fare spavento: zero gol segnati in 6 partite e 15 subiti. Il 3-0 incassato a Modica, inaugurato peraltro da un'autorete, è il sintomo di una squadra scarica e in totale confusione. E come se non bastasse ieri è arrivata la decisione di staff e calciatori che hanno bloccato l'attività.

Non se la passa meglio il Ragusa (2 punti). Gli iblei erano partiti con due pareggi incoraggianti contro corazzate del calibro di Modica e Vigor Lamezia, ma da allora si è spenta la luce: quattro sconfitte consecutive, l'ultima delle quali arrivata al 94' contro l'Avola in maniera a dir poco beffarda. Il calcio sa essere crudele, ma i risultati dettano legge. Anche in casa ragusana il tecnico è ufficialmente sotto esame: il prossimo turno sarà, con ogni probabilità, decisivo per il suo futuro.

Sezione: Serie D / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 16:00
Autore: Antonio Sala
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