L'universo calcistico di Enna sta vivendo ore di profonda drammaticità con la prima squadra di Serie D a un passo da un clamoroso stop delle attività.

Nel corso della serata di domenica, infatti, sia la rosa dei calciatori che lo staff tecnico si sono rifiutati di proseguire il lavoro ordinario.

Tale drastica presa di posizione non deriva da problemi di classifica, bensì da una costante instabilità societaria che si trascina ormai da diverso tempo.

All'indomani dell'accaduto, la massima carica del club Giancarlo Travagin ha deciso di rompere il silenzio per fare chiarezza sulla reale situazione.

Il patron ha tenuto a precisare la volontà di non sottrarsi alle proprie responsabilità, criticando apertamente quanti muovono accuse senza conoscere la realtà dei fatti.

Entrando nel merito delle vicende, il dirigente arrivato dal Settentrione ha ripercorso la genesi della sua avventura alla guida della società siciliana.

L'acquisizione del pacchetto azionario è avvenuta in estrema emergenza, a pratiche di tesseramento già completate e senza la possibilità di effettuare verifiche contabili approfondite.

Nonostante le rassicurazioni iniziali su un bilancio sostenibile, il vertice dirigenziale si è ritrovato a dover fronteggiare numerose morosità pregresse.

Tra i nodi finanziari emersi figurano pignoramenti bancari legati a pendenze risalenti anche a otto anni fa, lodi arbitrali e vertenze presentate da tesserati della passata stagione.

Alla luce di tale scenario, la proprietà si interroga sul motivo per cui gli organismi federali abbiano concesso il via libera per la partecipazione al campionato.

Oltre ai problemi di bilancio, a rendere insostenibile la programmazione aziendale vi è il totale stallo legato alla fruibilità dell'impianto sportivo cittadino.

I prolungati interventi di restyling che interessano lo stadio "Generale Gaeta" costringono infatti la squadra a giocare e ad allenarsi permanentemente lontano da casa.

Questa situazione logistica priva il club del necessario supporto del pubblico e ostacola lo sviluppo di un progetto rivolto alla crescita del settore giovanile.

L'imprenditore lamenta una marcata indifferenza da parte dell'amministrazione comunale e del tessuto politico locale, evidenziando il divario di entusiasmo con altri contesti regionali.

In seguito alle consultazioni svolte con i vertici della PLM Management, è emersa l'assenza delle condizioni minime per proseguire l'attività agonistica in tranquillità.

Per questa ragione, la proprietà ha espresso la disponibilità a cedere il titolo sportivo al Comune affinché vengano individuati nuovi investitori.

L'unica clausola vincolante per il perfezionamento del passaggio di consegne rimane la totale restituzione dei capitali personali immessi nel club durante questa gestione.

La permanenza nella quarta serie nazionale resta ancora teoricamente possibile, ma la salvezza societaria si deciderà fuori dal rettangolo di gioco nelle prossime ore.

Sezione: Serie D / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 15:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
vedi letture