Una vittoria per confermare il potenziale della squadra e passare il turno, ma con la testa già proiettata alle battaglie del campionato. La Viterbese supera l'Albalonga nei trentaduesimi di finale di Coppa Italia di Serie D, ma in sala stampa il vulcanico presidente Piero Camilli predica calma e alza l'asticella. Nel suo inconfondibile stile diretto e senza peli sulla lingua, il patron ha analizzato il momento della squadra, annunciato due pesanti colpi di mercato e ripercorso i difficili mesi estivi della rinascita gialloblù.


La gara contro l'Albalonga ha mostrato una Viterbese volitiva, ma il presidente sottolinea i meriti dei suoi senza sottovalutare gli avversari: "L'impegno ce l'hanno messo tanto anche loro, perché a perdere non piace a nessuno, ma noi siamo più forti e abbiamo vinto. Però l'ho detto ai ragazzi: non facciamoci ingannare dalla partita di oggi, che oggi finisce e domenica è un altro mondo, un'altra partita".

L'impegno infrasettimanale, pur vittorioso, pesa sulle logiche del campionato, come ammette candidamente Camilli: "Il fatto di due partite ravvicinate è sempre una rottura di palle, per dirla in italiano. Domenica avremo un'altra partita, una partitaccia, come tutte le partite di questo girone. Troveremo un avversario diverso, i giocatori sono quelli ma sarà diverso lo spirito, sarà diverso tutto. È una partita fuori casa, a loro servono i punti perché hanno perso domenica scorsa, per cui sarà una battaglia, come tutte le partite di questo campionato".

Nonostante le difficoltà fisiologiche, Camilli promuove l'atteggiamento della squadra e della guida tecnica: "Si è vista una squadra propositiva. Mi fa piacere che dalla panchina si parli, si strilli, si dettino i tempi e le cose. Stiamo migliorando".


Per puntare in alto, però, la rosa andava puntellata. E il presidente non si è tirato indietro, annunciando due nuovi innesti già pronti per il weekend: "Arriveranno altri due giocatori importanti. Uno è Maurino, un argentino, un centrocampista centrale e playmaker di grande valore che giocava nell'Atletico Palermo. E poi un centrale difensivo, Frasson, ex Trapani, un altro giocatore di grande valore. Stiamo intervenendo su quelle che sono le carenze: mancava un play a centrocampo e qualcosa in difesa a livello di struttura. Sono già disponibili per domenica, è tutto fatto, tutto accordato con le società e tutto pagato. Poi deciderà il mister chi far giocare".

Una rosa che ora, secondo il patron, non ha più punti deboli: "La squadra secondo me è forte in tutto, è forte anche nei giovani, che sono bravi. Noi la squadra la stiamo mettendo a posto. Siamo partiti male, abbiamo perso con l'Ostia qui in casa, ma alla fine queste cose si ricompensano, per i risultati che abbiamo fatto meritavamo di più".


Il momento più caldo della conferenza stampa arriva quando si tocca il tasto della ricostruzione societaria e della vecchia gestione. Camilli ricorda il miracolo fatto per riportare il calcio che conta nella Tuscia: "Nessuno se lo ricorda, ma noi siamo partiti ad agosto e non c'erano neanche le maglie. Qui abbiamo trovato una catastrofe. Non c'era più niente, nemmeno la lavatrice, i computer... si sono portati via tutto e di più. Praticamente era una società di Terza Categoria. Abbiamo fatto un mezzo miracolo per fare la Serie D e ci lottiamo un qualcosa di importante. Lo dico chiaro: il Campagnano è la maschera che abbiamo messo per poter stare qui, altrimenti la Viterbese non poteva essere iscritta da nessuna parte".

E qui arriva la stoccata finale, legata all'orgoglio per il proprio lavoro: "A me dà fastidio una cosa. Adesso vai in giro e improvvisamente tutti ti danno credito, ma prima il pane non te lo davano, perché qui hanno distrutto anni di lavoro. Fatevi un po' di esame di coscienza: sono trent'anni che, fuori che con me, la Viterbese non ha fatto niente di buono. Solo fallimenti".


In chiusura, spazio per una riflessione amara sulla risposta del pubblico, ancora troppo timida per le ambizioni della proprietà. Interpellato sull'incasso di giornata, il presidente chiosa con ironia: "L'incasso? Scarso, ridicolo. 140. Dovessi far calcio con quello che incasso, non ci pago neanche l'acqua. La passione è corroborata da un po' di forza economica, che ci permette di fare questo".

La Viterbese di Camilli, tra ambizioni rinnovate e un mercato faraonico, continua la sua marcia. E con un presidente così, lo spettacolo – in campo e fuori – è sempre garantito.

Sezione: Serie D / Data: Gio 08 ottobre 2026 alle 08:00
Autore: Nicolas Lopez
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