Covid-19, Galli avverte: «Vaccino? Non so quando e se l'avremo... Non possiamo stare in attesa»

09.11.2020 14:00 di Maria Lopez   Vedi letture
Covid-19, Galli avverte: «Vaccino? Non so quando e se l'avremo... Non possiamo stare in attesa»

Tra i pochi esperti che, sin qui, ci hanno sempre visto giusto (o per qualcuno semplicemente azzeccato) c'è sicuramente Massimo Galli, infettivologo e direttore del dipartimento Malattie Infettive dell'Ospedale Sacco di Milano.

Non a caso, quindi, è uno dei personaggi più interpellati dai media in questo difficile momento che sta vivendo il nostro Paese. E proprio il suo pessimismo, palesato durante la trasmissione Agorà, andata in onda stamattina su Rai 3, spaventa e non poco gli italiani.

In particolare Galli si è espresso sulla previsione del ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha assicurato che il vaccino per il covid-19 verrà distribuito entro la fine del primo quadrimestre del 2021.

A questa esternazione Galli ha replicato: «È necessaria una programmazione che consenta di capire come possiamo uscire da questa crisi nell'immediato e come possiamo continuare a starne fuori finché non arriverà qualche cosa che ci metterà al riparo. E questo qualcosa probabilmente sarà soltanto il vaccino, che però non sappiamo quando lo avremo e, purtroppo, nemmeno se l'avremo. Sono completamente solidale a delle posizioni di buon auspicio ma non possiamo stare in attesa di un risultato che non sappiano se si concretizzerà e quando. Sarebbe come andare in battaglia sperando di avere in mano un'arma che arriverà tra un numero imprecisato di mesi».

In particolare Galli insiste sulla programmazione per combattere la diffusione del virus, quella che non ci sarebbe stata con la ripartura delle scuole: «Il costo epidemiologico dell'apertura delle scuole esiste e non si può negarlo, altrimenti sarebbe un discorso di comodo. Abbiamo passato l'estate a dibattere sul fatto che i banchi a rotelle non servivano a molto, non si sono messe le scuole nelle condizioni di avere una presenza sanitaria - questa infatti - permetterebbe di poter sfruttare tamponi rapidi e test salivari che arriveranno si spera presta, così da intercettare e contenere subito eventuali infezioni nelle scuole, anche primarie. Anche questo è un discorso di organizzazione».