Sibilia: «Io sono coerente... Eccellenza? Richieste dai territori»

10.02.2021 10:45 di Ermanno Marino   Vedi letture
Sibilia: «Io sono coerente... Eccellenza? Richieste dai territori»

Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e candidato alle prossime elezioni FIGC, è intervenuto in diretta su TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Il mio percorso è stato largamente condiviso, ma difficile, iniziato a gennaio nel giro di quattro giorni. Sabato scorso abbiamo sancito la rielezione con gli altri vicepresidenti e revisori dei conti. Il consenso mi riempie assolutamente d'orgoglio, e anche di responsabilità: per il prossimo quadriennio si parte con il riferimento del calcio di base e di quello giovanile. La LND si farà trovare pronta".

Come reputa lo sforzo di sistema?
"Ci sono state tante difficoltà, le società si sono messe a disposizione e senza questo non era semplice portare avanti il campionato. I contributi della LND hanno alleviato un po' di sforzi, e per questo siamo soddisfatti. Era un momento di assoluta emergenza, ora speriamo di ristabilire il campionato e portare a breve la gente e le famiglie allo stadio".

Un punto della situazione sull'Eccellenza?
"Venerdì, prima dell'assemblea, abbiamo fatto un consiglio direttivo, chiedendo al CONI tramite FIGC di rendere anche l'Eccellenza di competenza nazionale. Aspettiamo questa ufficialità, per poi riprendere con attenzione sulle singole realtà: abbiamo richieste che arrivano dai territori, ma per prima cosa vorrei l'interesse nazionale. Poi potremo scendere nei particolari".

Economicamente?
"Si faceva un riferimento economico anche nella delibera: c'è voglia di tornare in campo ma sappiamo che ci sono problemi economici, dobbiamo andare incontro alle società".

Sul vincolo sportivo caduto che dice?
"Nell'assemblea è stato l'argomento che mi ha impegnato di più: dobbiamo evitare questo gravissimo danno nei confronti delle società sportive dilettantistiche, mantenerlo è uno degli aspetti per la loro sopravvivenza. Queste decisioni sono state prese da persone che non si rendono conto dell'attività del calcio di base, e siamo convinti che ci sia da sottolinearla ogni volta, una questione così vitale. Stiamo facendo il possibile, speriamo che nella conferenza Stato-Regioni più governatori possibili, e noi ne abbiamo già sensibilizzati alcuni, diano un certo tipo di parere che poi sarà vincolante rispetto alla decisione presa dall'ex Ministro (Spadafora, ndr). Impegniamoci tutti per evitare questo danno. Sono favorevole per avere ristori ai collaboratori sportivi ma ricordo che esistono solo perché ci sono le società sportive: se ne perderemo a migliaia, non avremo neanche questa necessità".

Che giudizio dà di Spadafora ministro uscente? In che direzione dovrà muoversi il governo Draghi con relativo nuovo ministro?
"La risposta l'ha data lui stesso scrivendo che non era ferrato di sport quando ha cominciato. Ha trovato un mondo meraviglioso, dice, ma io rimango su quanto promesso e poi non mantenuto: dei contributi auspicati, non se ne sono avverati. Sono parecchi anni che sto in Parlamento e ho ricoperto altri ruoli, quando si fanno delle promesse poi vanno mantenute. Noi non abbiamo avuto quanto promesso. Dai nuovi mi aspetto che rivisitino il rapporto tra calcio di base e governo. Aspettiamo però per vedere cosa succederà, noi faremo la nostra parte sperando in una vicinanza vera, seria e concreta al nostro calcio. Ho sempre avuto parole di incoraggiamento: reputo il mondo dilettantistico e il calcio giovanile specchio e fotografia del paese. Se ci riusciremo, vorrà dire che anche il paese sarà rinato".

Cosa si aspetta dall'elezione del 22 febbraio in FIGC?
"Ne parlavamo già da giugno, e dissi che aspettavo il momento opportuno, arrivato quando ho deciso, dopo le assemblee, di candidarmi. Sono istituzionalmente corretto e coerente nel percorso, come Lega Dilettanti abbiamo e ho fatto passi indietro quando c'è stato il commissariamento della federazione. Ero in vantaggio ed ho fatto passi indietro, accordandomi su un percorso condiviso fino alla fine del quadriennio olimpico. Ho portato avanti quanto detto, poi alla fine vincerà uno ma ribadisco la coerenza della posizione. Sul programma dico, c'è un problema col calcio professionistico, e vi chiedo: possiamo continuare avanti con 100 società professionistiche? Il punto è qui, bisogna rivisitare quel mondo. Per approvare le riforme ci vogliono maggioranze qualificate e voto favorevole delle componenti interessate... Sull'impiantistica sportiva abbiamo difficoltà, questi sono passaggi enormi. Se vedete il programma non porto avanti un libro dei sogni, ma un progetto sobrio che pone davanti all'interesse di chi dovrà dare il consenso delle questioni, come calcio femminile, impiantistica e riforma dei campionati. Questi sono i punti salienti".

Tra lei e Ghirelli sono un po' volati gli stracci di recente?
"Ho solo risposto a delle provocazioni, e le posso dire che il riscontro su quello che ho detto è stato ampiamente positivo. Tirare fuori questioni senza motivi, se non di campagna elettorale, mi ha infastidito molto. Io ho risposto, e anziché andare su nulla che tocchi la situazioni attuale, sono stato tirato per i capelli sulla polemica. Con tutto il rispetto e il riguardo, il mio interlocutore non è Ghirelli. Se lui dice a Gravina di chiuderci nella stanza, vuol dire che pensa di sapere chi ha già vinto le elezioni. Gli altri non sono stati coerenti con gli impegni presi, mentre LND mette al centro realtà, correttezza e mettere la firma, oltre che la parola. Io rivendico questa serietà, gli altri devono giustificare. Chi mantiene la parola è persona culturalmente di qualità. I ragionamenti strumentali mi indignano, e su questo risponderò colpo su colpo. Nessun dubbio".