Santa Croce, l'ex Bonarrigo: «Prima bisognava bussare alla porta dello spogliatoio...»

Eccellenza Sicilia
07.04.2020 14:30 di Nicolas Lopez   Vedi letture
Santa Croce, l'ex Bonarrigo: «Prima bisognava bussare alla porta dello spogliatoio...»

Continua la nuova rubrica “Cigno EX” lanciata dal sito ufficiale della U.P.D. Santa Croce Calcio. Si continua con un ex di lusso, con una carriera calcistica alle spalle di grandissimo spessore. Negli ultimi anni della sua carriera, approda al Santa Croce facendo deliziare i tanti tifosi con le sue gesta. Il suo nome è Carmelo Bonarrigo e approda al Kennedy nel dicembre del 2013 militando fino al 2015.

Ciao Carmelo, parlaci della tua esperienza al Santa Croce. Era il dicembre del 2013, nel campionato di Promozione. Con alle spalle una lunghissima carriera calcistica tra Serie C e Serie D, cosa ti spinse a vestire la maglia del Cigno per quasi due anni?
“Ha contribuito molto l’amicizia con Peppe Nasello e poi ero in debito con la società che prima di andare a Palazzolo mi aveva dato la possibilità di svolgere la preparazione ospitandomi nel periodo estivo insieme al gruppo. Sapevo anche che il club era composta da persone serie che gestiva il tutto come una grande famiglia e i due anni trascorsi insieme lo hanno confermato, sono stato benissimo”.

Qual è il ricordo più bello che conservi in quegli anni vissuti al Kennedy?
“Calcisticamente parlando i ricordi più belli sono legati all’impresa che abbiamo centrato a Dattilo in coppa Italia. Fu una partita incredibile dai ritmi altissimi e di grande qualità. Un altro ricordo particolare fu la vittoria con la maglia del Santa Croce, in casa, contro il Mio Ragusa, allora segnai proprio io allo scadere su calcio di punizione. Mi sono emozionato tantissimo.”

Cosa pensi del presente del Santa Croce e del calcio in generale? Cosa è cambiato rispetto ai tuoi ultimi anni di attività?
“Seguo sempre il calcio e devo dire che il mio amico Gaetano Lucenti sta svolgendo un ottimo lavoro e la politica della società sta dando i suoi frutti, soprattutto in un momento, economicamente difficile come adesso, non è facile trovare persone serie come il mio amico Peppe Miceli, Marco Agnello & C. disposte a caricarsi cosi tante responsabilità per il calcio della propria città. Il calcio è sempre in evoluzione sia tatticamente che come metodologia di allenamento, ormai si vive più di immagine che di cose concrete, il modo di approcciarsi alle gare è diverso. Quando ho iniziato a fare parte di una prima squadra non si poteva fiatare e per entrare nello spogliatoio dei grandi bisognava bussare alla porta per entrare, se te lo meritavi, oppure attendevi fuori… Ringrazio tanto il Santa Croce per avermi pensato oggi, vi saluto con un augurio che è quello di poter presto vedere una squadra della provincia di Ragusa di nuovo tra i professionisti. Un abbraccio a tutti i tifosi del Santa Croce”.