Calcio dilettantistico in lutto: muore un 26enne dopo il malore di Gennaio

15.02.2020 15:12 di Giovanni Pisano   Vedi letture
Fonte: corrieredelveneto.it
Calcio dilettantistico in lutto: muore un 26enne dopo il malore di Gennaio

La sua era la stanza più colorata dell’ospedale San Bortolo: maglie, foto, dediche e perfino il pallone da calcio che tanto amava. Una magra consolazione rispetto alla tenera età che portava sulle spalle, ma anche un aiuto prezioso nei momenti terribili che erano cascati addosso come macigni negli ultimi venti giorni di ricovero a lui e alla famiglia. Mirko Pelizzer, calciatore della «Telemar San Paolo Ariston», è morto venerdì pomeriggio all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Domenica aveva compiuto 26 anni immerso nell’affetto dei genitori, Manuela ed Eliseo, dei fratelli, Luca e Stefano, degli amici e dei compagni di squadra che non l’hanno mai abbandonato. «Ho male alla testa, ho male». Era cominciato così il calvario del giovane durante l’allenamento serale di venerdì 24 gennaio sul campo da calcio di via Gagliardotti a Vicenza. Un dolore insistente che alla fine l’aveva fatto stramazzare al suolo, svenuto. Non si era trattato di arresto cardiaco e non c’era stato bisogno di usare il defibrillatore. Il problema era appunto alla testa, come confermato dai medici che avrebbero riferito poi di un angioma congenito. Mirko era stato sottoposto a Tac e operato d’urgenza alla testa nel reparto di Neurochirurgia fino a notte fonda. Le condizioni dell’operaio metalmeccanico di Gazzo Padovano, amante del calcio, erano apparse subito gravi ma stabili. L’intervento era stato molto delicato e i primi test effettuati dai medici nei giorni successivi non avevano dato gli esiti sperati.

Le sue condizioni sono peggiorate all’improvviso venerdì pomeriggio e non c’è stato nulla da fare. Mirko è morto nel reparto di Rianimazione all’ospedale di Vicenza. Erano le 18.30 di venerdì. «Sono stati 20 giorni di speranza, di angoscia, di paura, di notti in bianco e di vicinanza a una famiglia che ha saputo affrontare la più alta e difficile sfida che la vita possa presentare». Sono state le prime parole a caldo della società sportiva con cui giocava, la «Telemar San Paolo Ariston», che in un post sul profilo Facebook ha scritto: «Mirko ha sempre lottato. Non ha mai mollato e non ha perso. È stato circondato sempre da tanto affetto e calore. Ha percepito quell’incessante via vai di persone, che giorno dopo giorno, in silenzio, lo hanno sostenuto. Da oggi avrà un posto speciale nel nostro cuore». La Telemar ha poi ringraziato «tutto il personale del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Vicenza per gli sforzi, la determinazione e la professionalità con cui hanno curato Mirko e per la gentilezza con cui ci hanno sempre accolti. E un grazie alla prima squadra che ha saputo essere presente in ogni momento condividendo con Mirko queste tre settimane di dolore. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia. È una grande perdita e un vuoto enorme». La sua ultima partita, la più difficile e la più lunga, Mirko non l’ha vinta. Ma, parafrasando una canzone di Francesco De Gregori, è bello immaginarselo ancora che mette il cuore dentro le scarpe, e corre via, più veloce del vento dietro il suo amato pallone.