Prendi una delle federazioni più importanti del Paese, scossa da un vizio di forma che ne minaccia le fondamenta, e immagina una via d'uscita che rasenta il genio politico o il paradosso perfetto. La soluzione? Commissariare la Federcalcio (Figc), ma affidarne la guida straordinaria proprio all'uomo che si vorrebbe far decadere. È questo l'incredibile e surreale risvolto che sta infiammando le ore precedenti alla decisiva Giunta del Coni, convocata per oggi alle ore 13 al Foro Italico. Il protagonista indiscusso, ancora una volta, è Giovanni Malagò.

Per comprendere come si sia giunti a questo stallo pirandelliano, bisogna riavvolgere il nastro fino al 22 giugno scorso. Quel giorno, l'ex presidente del Coni (carica che aveva lasciato nel giugno 2025 per via del limite dei mandati) veniva trionfalmente eletto alla guida della Figc. Con quasi il 70% delle preferenze (68,58%), Malagò superava nettamente Giancarlo Abete, incassando un plebiscito che sembrava poter garantire una pacifica stabilità al calcio italiano.

Tuttavia, un ricorso presentato poco dopo le elezioni dall'avvocato (ed ex calciatore) Renato Miele ha scoperchiato il proverbiale vaso di Pandora: al momento di presentare la propria candidatura, Malagò era sprovvisto del tesseramento federale. Un requisito statutario formale che la Procura Generale dello Sport, guidata da Ugo Taucer, ha recentemente giudicato come "presupposto imprescindibile", rimettendo gli atti al Coni affinché valutasse il commissariamento della Federazione per grave violazione degli statuti.

Oggi il successore di Malagò al vertice dello sport italiano, l'attuale presidente del Coni Luciano Buonfiglio, si trova di fronte a un bivio delicatissimo: avallare la decadenza di Malagò aprendo una dangerousa voragine istituzionale nel sistema calcio, o rischiare di perdere credibilità ignorando un'irregolarità ormai conclamata.

Ed è proprio per evitare spaccature letali che, tra contatti frequenti e incontri riservati culminati in un vertice mattutino appena antecedente alla Giunta, ha preso prepotentemente corpo il compromesso "all'italiana". La Figc verrebbe sì posta sotto amministrazione straordinaria per risanare la procedura elettorale, ma a ricoprire l'incarico di Commissario verrebbe nominato lo stesso Giovanni Malagò.

La tempistica di questo incarico "di sé stesso" sarebbe stimata in circa 90 giorni: tre mesi di tempo strettamente necessari per permettere all'attuale presidente di regolarizzare la propria posizione (ottenendo il fatidico tesseramento), indire nuove elezioni e ripresentarsi al voto come candidato pienamente legittimato.

Una mossa che di fatto blinderebbe l'ex capo del Coni e che incontra il pieno appoggio dei club. Nelle scorse ore, infatti, la Lega Serie A è intervenuta a gamba tesa in sua difesa. In una dura nota ufficiale, i vertici del massimo campionato si sono dissociati da quella che definiscono "un'apparente querelle giuridica", ribadendo totale supporto a Malagò e sottolineando come un commissariamento punitivo sarebbe "del tutto inopportuno, rischiando di condurre nel caos il calcio".

Sullo sfondo restano i moniti della politica, con il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha auspicato che si esca "decorosamente" da questa intricata situazione. Abodi ha biasimato l'utilizzo recente di parole pesanti come "guerra" o "nemici" tra le fazioni, invitando le istituzioni a un comportamento coerente con lo spirito sportivo.

Oggi alle 13 i 17 membri della Giunta del Coni, seguiti un'ora più tardi dal Consiglio Nazionale, emetteranno la sentenza con voto palese. Se la clamorosa ipotesi del "Malagò bis in versione Commissario" dovesse tramutarsi in delibera, assisteremmo a una delle manovre diplomatico-sportive più audaci di sempre.

Una via di fuga ingegnosa che, in puro stile nostrano, riuscirebbe a salvare contemporaneamente il diritto (la Figc viene tecnicamente sanzionata per l'errore) e il sistema di potere (colui che viene rimosso ne diviene il reggente). In attesa del via libera dal Foro Italico, c'è una sola certezza: la politica sportiva italiana sa sempre come non annoiare.

Sezione: Attualità / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 06:45
Autore: Antonio Sala
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