Savoia, Poziello a NC: "Occorre una soluzione mediata tra club e atleti"

31.03.2020 21:45 di Stefano Sica   Vedi letture
Savoia, Poziello a NC: "Occorre una soluzione mediata tra club e atleti"

Pilastro del Savoia stellare che ha conteso il primato al Palermo prima della sospensione di tutte le attività agonistiche sportive nel Paese. Uomo fidato della famiglia Mazzamauro, che lo ha voluto anche a Torre Annunziata dopo un biennio da protagonista trascorso ad Ercolano. Ecco Ciro Poziello, cuore di capitano. Trent'anni fra meno di un mese e un curriculum di tutto rispetto maturato in un percorso ultradecennale tra Seconda Divisione - categoria che ha visitato con Isola Liri ed Aversa Normanna - e serie D. Anche a lui la redazione di Notiziario Calcio ha chiesto un parere circa le varie ipotesi che circolano sulla chiusura dei tornei e la possibilità di contenziosi tra calciatori e club, messi alle strette dall'emergenza Covid-19. Intanto una considerazione, espressa a voce ferma e senza concessioni a retoriche sterili. "In questi giorni il primo pensiero non può non andare ai nostri concittadini che ci hanno lasciati a causa del Coronavirus - le sue parole -. In troppi sono andati via all'improvviso e mi sento emotivamente vicino a chi ha perso familiari o persone care. Poi desidero ringraziare medici, infermieri e operatori sanitari che stanno svolgendo un lavoro immane. In questo momento l'obiettivo di tornare a giocare lo vedo lontano. Passerà sicuramente il mese di aprile, poi capiremo. Da calciatore, mi auguro che la stagione finisca sul campo, unico giudice in grado di determinare un verdetto giusto. Ovviamente dovranno sussistere tutte le condizioni di sicurezza necessarie per svolgere il nostro lavoro". 

In questo senso, ci si potrebbe spingere anche fino a luglio.

"Mese che rappresenterebbe la linea di demarcazione per non intaccare l'inizio del prossimo campionato. Ripeto: con le giuste garanzie, e in tempi ragionevoli, si può ripartire, per quanto sia un traguardo difficile. Per noi è come se ricominciasse un nuovo campionato perché, nell'eventualità, saremmo chiamati a svolgere quasi una mini preparazione per farci trovare pronti".

Che compromesso si può trovare tra i calciatori e quelle società che dovessero decidere di cancellare gli emolumenti relativi al trimestre marzo-aprile-maggio?

"Intanto mi preme sottolineare che, come Savoia, non abbiamo mai avuto alcun problema. La famiglia Mazzamauro non ci ha mai fatto mancare nulla, parliamo di persone serie che sanno fare calcio. Naturalmente, estendendo il discorso a tutto il sistema calcio, mi auguro si trovi un punto di incontro, una soluzione che non scontenti nessuno e venga incontro alle esigenze di tutte le parti in causa. Magari questo può avvenire con la mediazione di tutte le componenti coinvolte: LND, AIC, gli organi preposti, anche la politica nazionale. Non esiste solo un esempio virtuoso come il Savoia. Abbiamo tutti famiglia e tanti andranno incontro a difficoltà. Va capita la posizione delle società, ma ciò che spetta ai calciatori va dato. L'idea di una trattativa tra calciatori e club, mediata dagli attori di cui dicevo prima, penso sia preferibile rispetto a negoziati individuali. Anche perché dobbiamo fare un ragionamento complessivo, che investe i comportamenti di società che non hanno pagato neanche le mensilità antecedenti a marzo. Noi svolgiamo un lavoro, siamo meritevoli di tutela come i calciatori professionisti".  

Parli di una discesa in campo attiva anche da parte dell'AIC...

"E sotto questo aspetto la nostra Associazione sta facendo già tanto, come ha fatto tantissimo anche in passato. La stessa idea del fondo di solidarietà ne è un esempio lampante. Il ruolo dell'AIC sarà fondamentale anche grazie alle mobilitazioni di Antonio Trovato che ne è uno dei referenti. Lui è una garanzia per tutti noi".

Molti presidenti di serie D spingono per una sospensione definitiva dei tornei: come giudichi questa posizione?

"Affrettata. Proprio perché è prematuro avanzare ipotesi. Come detto, più avanti capiremo quali saranno gli sviluppi di questa emergenza Coronavirus. E di conseguenza, si sceglieranno le soluzioni più appropriate. Ma se si parte da una posizione di principio, che non tiene conto di quello che potrà accadere nelle prossime settimane, vuol dire che c'è una strategia tutta da decifrare. E non vorrei che fosse ostativa nei confronti delle giuste rivendicazioni dei calciatori. Vedremo".

Sull'utilizzo dei quattro under obbligatori in D, pensi ci possa essere margine per una rimodulazione?

"A mio avviso no. Non credo che questa regola sarà modificata. E ritengo anche che non saranno confermate per la prossima stagione le fasce d'età di quest'anno. Ad ogni modo, questa è una normativa che non ho mai apprezzato. Sono anni che si prova almeno ad aggiustarla, ma non si riesce mai nell'obiettivo. Purtroppo le resistenze sono tante. Eppure se un giovane è bravo, è naturale che giocherà sempre. Nessuno ostacolerebbe la sua crescita, sarebbe controproducente per lo stesso club. Noi, per esempio, possiamo annoverare under molto validi. Persino con la rosa che abbiamo, che è di indubbia qualità, è capitato a volte che il mister ne utilizzasse cinque contemporaneamente, lasciando tanti over in panchina. Parlato sa quello che fa e mette sempre in campo la formazione migliore". 

Come hai trascorso questo periodo di quarantena?

"Da un lato allenandomi a casa, seguendo un programma specifico che cambia ogni giorno, sotto le direttive del mister. E poi due volte alla settimana, grazie ad una applicazione specifica, ci riuniamo in video chat, squadra e staff, per sentirci e confrontarci. Passiamo molto tempo così. Del resto siamo un gruppo vero, unito. E a tutti manca lo spogliatoio, lo stare insieme, il condividere tanti piccoli gesti della quotidianità. E' l'unico modo per sentirci vicini e fare ogni tanto il punto della situazione".