Sestri Levante, il presidente Risaliti a NC: «Assurdo non conoscere ancora il girone. Siamo in una commedia...»

14.09.2020 17:00 di Redazione NotiziarioCalcio.com Twitter:    Vedi letture
Sestri Levante, il presidente Risaliti a NC: «Assurdo non conoscere ancora il girone. Siamo in una commedia...»

Stefano Risaliti, presidente Sestri Levante, ha rilasciato un'interessante intervista alla redazione di notiziariocalcio.com: «Siamo una neopromossa un po' particolare, perché siamo sempre stati in serie D. L'ultima retrocessione è stata rocambolesca e traumatica, ma abbiamo reagito subito. Vorrei fare un buon campionato e stare dalla parte sinistra della classifica. Sempre se ci permetteranno di giocare, viste le commedia che si stanno inventando. Il 27 si inizia ed è assurdo non conoscere ancora il girone, quanto ci vuole per prendere una decisione?! A volte per scelte importanti ci vogliono anche cinque minuti».

Sul protocollo: «Entriamo in un campo minato, la penso in maniera diversa. Magari quelli della LND devono stare al ministro della Sanità ma, parlando in generale, mi sembra una presa in giro. Sono stufo, non so se resisterò. Quando mi fanno entrare diviso con la squadra avversaria e poi per 95 minuti si pestano, di cosa stiamo parlando? La mascherina non serve a niente, non l'ho mai messa. Ci sono esperti che lo hanno dichiarato, basta essere distanziati; tra l'altro su un virus che oggi è al livello di un'influenza, lo dico dopo aver letto e parlato con amici medici. Stiamo creando una commedia che viene bene probabilmente a chi, per interessi, fa certe cose, a danno delle scuole, dello sport e a danno soprattutto della vita quotidiana della gente che, invece di vivere serena, lo fa incarognita, ti fanno vivere male limitando la propria libertà. Serie D a porte chiuse? Una cosa assurda. Contributi non ne danno, se mi privano anche di quei 1000-2000 euro quando giochiamo in casa, a livello dilettantistico come si fa ad andare avanti? Diventa dura senza incassi e spendere soldi per il protocollo».

Sul mercato: «I calciatori hanno ancora delle pretese incredibili, non hanno capito la crisi che stiamo vivendo. Bisogna stare con i piedi per terra e capire dove vanno, perché a fare le promesse sono tutti bravi, devono capire dove vanno a capitare. Il nostro mercato, comunque, è chiuso, non faremo altre operazioni. Avevamo già una buona squadra, abbiamo inserito giusto qualche giovane in più; credo e spero di aver operato bene. Valorizzare giovani del posto non è neanche facile; in 90 km ci sono tre squadre in serie A, poi c'è l'Entella in B che ha un grande settore giovanile, quindi diventa complicato, anche se noi abbiamo una tradizione centenaria, senza fusioni e fallimenti. Per fortuna abbiamo una tradizione importante, dei tifosi che ci seguono, è per loro che si fanno i sacrifici».

Sull'annullamento della Coppa Italia: «Egoisticamente parlando, ci sono meno spese; in Eccellenza, se la vinci vai in D, mentre non è così in quarta serie. In una stagione che si presenta piena di insidie e sacrifici, forse è meglio avere una competizione in meno, in modo da destinare tutte le risorse verso il campionato».