Lasciare Manchester, attraversare le Alpi e ricominciare in Serie A. Per Scott McTominay, il trasferimento al Napoli si è rivelato molto più di un semplice cambio di maglia: è stata una vera e propria rinascita, calcistica e umana. A raccontarla è lo stesso centrocampista scozzese, in una lunga intervista rilasciata a GQ Magazine, nella quale ripercorre i mesi trascorsi all'ombra del Vesuvio con la lucidità di chi ha attraversato un momento di svolta e ne è uscito rafforzato.
«Ogni volta che esci dalla tua zona di comfort entri in un luogo spaventoso. Ma è anche un posto meraviglioso, perché ti dà spazio per crescere. La carriera è breve e bisogna godersela, altrimenti passa in un lampo», afferma McTominay, sintetizzando in poche parole la filosofia che ha guidato la sua scelta. Una consapevolezza maturata sul campo, partita dopo partita, in un campionato esigente e in una piazza tra le più passionali d'Europa.
Uno degli elementi chiave della sua affermazione in azzurro riguarda una questione tecnica, ma di portata tutt'altro che marginale: il posizionamento in campo. «È stato importante giocare finalmente nel mio ruolo naturale di mezzala, dove posso sia attaccare sia difendere. Mi sono sentito subito a mio agio», spiega il giocatore. Una collocazione tattica che ha permesso di esaltarne le qualità, liberandolo da compiti che ne limitavano l'espressione.
A ciò si è aggiunto il contributo dello staff tecnico: «Anche l'allenatore e lo staff tecnico mi hanno aiutato tantissimo a crescere e a capire meglio il gioco. Alla fine è stato il risultato del lavoro quotidiano». Parole che restituiscono l'immagine di un ambiente in cui la crescita individuale è stata coltivata con metodo e continuità.
Il coronamento di questa stagione è arrivato con la conquista del campionato, un traguardo che McTominay commenta con soddisfazione ma anche con lo sguardo già proiettato in avanti. «Speri sempre che il duro lavoro venga ripagato e che dimostri di poter aiutare una squadra a vincere il campionato. Ora però voglio ripetermi. Ho assaporato quel successo e non voglio fermarmi», dichiara lo scozzese, lasciando intendere che il titolo vinto non rappresenta un punto di arrivo, bensì una nuova partenza.
L'intervista tocca anche il capitolo della nazionale, con McTominay che parla del sogno della qualificazione ai Mondiali definendolo «qualcosa di meraviglioso» soprattutto per le generazioni più giovani. Nel corso della chiacchierata trova spazio anche un momento di leggerezza: il ricordo, accompagnato da un sorriso, della spettacolare rovesciata segnata contro la Danimarca e di uno scherzo orchestrato insieme al compagno di squadra Billy Gilmour ai danni dell'attaccante Rasmus Hojlund.
A chiudere il ritratto, un aneddoto che riporta alle radici. McTominay, cresciuto nel settore giovanile del Manchester United e profondamente legato alla figura di Sir Alex Ferguson, rivela di aver ricevuto una chiamata dall'ex allenatore scozzese. «Mi ha telefonato a settembre. È stato davvero bello sentirlo. Ha sempre avuto consigli straordinari», racconta, con un tono che tradisce affetto e gratitudine verso il leggendario tecnico.
Un articolo, quello di GQ Magazine, che restituisce la figura di un calciatore maturo, capace di leggere la propria carriera con profondità e di trasformare una scommessa in un successo. L'avventura italiana, per McTominay, sembra essere soltanto all'inizio.
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