Nel contesto dell'ultima uscita precampionato prima del debutto ufficiale in torneo, l'allenatore del Livorno, Cristiano Lucarelli, ha tracciato un bilancio minuzioso dello stato dell'arte della compagine amaranto, mettendo al centro delle sue riflessioni sia le risposte del campo sia la gestione delle dinamiche atletiche e di mercato.

«Considerata la forte pioggia caduta nelle battute iniziali della sfida, l'aspetto prioritario oggi risiedeva nel preservare l'integrità dei giocatori per evitare qualsiasi tipo di guaio fisico in vista del debutto di lunedì di fronte alla Torres: subito dopo il termine del temporale, tra l'altro, il gruppo ha sciolto le proprie tensioni visto che, sino a quel frangente, serpeggiava il timore di procurarsi qualche infortunio e – nell'arco di entrambe le frazioni di gioco – si sono viste delle ottime trame collettive, un segnale rilevante poiché testimonia come, pure ruotando gli interpreti sul terreno di gioco, la struttura mantenga inalterata la propria impronta strutturale e le proprie direttrici tattiche».

«Permane del rammarico per l'esito del confronto disputato sabato sera contro la Reggiana, sia per la nostra società sia per i sostenitori, dal momento che rientrava nelle nostre priorità superare il turno, ma siamo tenuti a prendere atto del quadro reale e valuteremo gli sviluppi futuri – ha evidenziato il tecnico amaranto – al contempo, l'attenzione deve concentrarsi in maniera esclusiva sull'impegno che ci vedrà opposti alla Torres: dal mio punto di vista, non si tratterà affatto di un banco di prova agevole, sia perché la compagine sarda è guidata da quattro o cinque anni dal medesimo allenatore, sia perché ha svolto il lavoro estivo a pieno organico a differenza nostra che, avendo terminato le attività già il 28 aprile, abbiamo aperto il ritiro il 18 luglio, inizialmente con un gruppo ridotto di elementi rimasti dalla passata stagione e successivamente con innesti aggregati in modo graduale; appare palese come una dose superiore di ruggine si sia manifestata durante l'intero percorso estivo e come il dubbio primario, in questo preciso istante, risieda nella forma atletica complessiva».

«In merito ai profili scesi in campo oggi che avevate avuto meno modo di osservare o che non conoscevate per nulla – ha puntualizzato l'allenatore – ci tengo a precisare che Chaihane Badoro fa già parte del nostro gruppo e verrà senz'altro tesserato: parliamo di un elemento dotato di talento, nato nel 2008 e capace di disimpegnarsi egregiamente in diverse posizioni, il quale costituisce senza dubbio una prospettiva di valore e un investimento di prospettiva; riguardo a Daouda Peeters, al contrario, effettueremo delle verifiche supplementari nell'arco delle prossime quarantotto ore – in ogni caso antecedentemente alla sfida di lunedì di fronte alla Torres – per stabilire se procedere con il tesseramento oppure desistere, basandoci anche sulle opportunità che si presenteranno sul mercato».

«L'organico a mia disposizione conta attualmente venti calciatori – destinati a diventare ventuno qualora tesserassimo Peeters – ai quali occorre aggregare Badoro, non appena la pratica sarà formalizzata, e le tre pedine nate successivamente al primo gennaio 2004 che vantino perlomeno un biennio nel settore giovanile societario: è solare che il valore tecnico dei due o tre profili che andranno a completare la rosa dirà moltissimo riguardo alle reali ambizioni di questa squadra, ovvero se dovremo condurre un'annata senza affanni o se potremo spingerci a rincorrere un traguardo che, al momento del raduno il mese scorso, nessuno di noi avrebbe mai ipotizzato; sul piano teorico, potremo valutare – ed è un'ipotesi che abbiamo in parte già preso in considerazione – l'opportunità di aggregare un ulteriore giocatore, ossia una risorsa che si alleni stabilmente con il gruppo e che, nell'eventualità di uno stop forzato di uno dei componenti principali, risulti pronta all'impiego e idonea alle nostre esigenze».

«Premettendo che prediligo collocare, nel ruolo di esterni d'attacco, elementi che agiscano con il piede opposto rispetto alla corsia di appartenenza - e evidenziando come Malotti sia un giocatore mancino posizionato sulla destra e non un destro naturale - la decisione di impiegare due elementi di piede destro sulla fascia sinistra è dipesa da una necessità contingente - e non da una scelta provocatoria – dato che i terzini sinistri presenti in rosa hanno dovuto fare i conti con problemi di natura fisica: Nicola Falasco ha subito più di un intoppo di carattere muscolare nel corso dell'ultima settimana e, considerato anche il minutaggio accumulato nel test di ieri contro il Castiglioncello, ho reputato saggio non schierarlo dal primo minuto; Alessio Rizza, da parte sua, si è fermato già durante la seconda giornata di ritiro e rientrava soltanto oggi dopo un lungo periodo di assenza dai campi di gioco».

«Riguardo a Mawete – ha chiosato il mister amaranto - posso affermare che rappresenta un tassello di fondamentale rilevanza sul piano tattico dal momento che è un calciatore che, in senso assoluto, garantisce il raccordo tra le linee in una fase della preparazione in cui le formazioni disposte con il 4-2-3-1 rischiano di allungarsi: la sua utilità risiede nel collegare la mediana al reparto avanzato durante la fase offensiva e nel fare da schermo tra centrocampo e difesa in fase di ripiegamento, dimostrandosi in grado di scalare all'occorrenza anche come quinto elemento della linea difensiva».

Sezione: Serie C / Data: Sab 22 agosto 2026 alle 14:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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