Il panorama che circonda la Ternana si sta facendo sempre più cupo, con nubi pesanti che minacciano seriamente la sopravvivenza del calcio professionistico nella città dell'acciaio.
Non si tratta di eccessivo allarmismo, ma di una analisi cruda della realtà: l'ipotesi che il club possa cessare la propria attività è concreta e supportata da fatti imminenti e preoccupanti.
Il prossimo lunedì 13 aprile rappresenta lo spartiacque definitivo, data in cui l'amministratore unico Fabio Forti ha dato appuntamento ai soci per decidere le sorti della società.
Sul tavolo restano opzioni drammatiche, tra cui la consegna dei libri contabili al tribunale fallimentare, atto che segnerebbe la fine dell'attuale gestione e forse della storia recente del club.
Esisterebbe una via d'uscita tecnica legata alla composizione negoziale della crisi per garantire la continuità aziendale, ma tale percorso richiede comunque un esborso economico da parte della proprietà.
Questa soluzione, ironia della sorte, era stata già suggerita dalla precedente amministratrice Tiziana Pucci prima che venisse rimossa dal suo incarico dai vertici societari.
Tuttavia, i segnali che giungono dalla famiglia Rizzo sembrano andare in una direzione opposta, ovvero verso la liquidazione della società, una scelta che potrebbe essere stata maturata già da tempo.
L'orientamento attuale della proprietà non parrebbe prevedere nuovi aumenti di capitale né l'immissione di quei fondi necessari per coprire l'ordinaria gestione del sodalizio rossoverde.
Il colpo di grazia ai progetti della dirigenza sarebbe arrivato dalla sentenza del Tar dell'Umbria, che ha di fatto congelato a tempo indeterminato l'iter per la realizzazione dello stadio-clinica.
Proprio questo stop burocratico avrebbe convinto definitivamente la famiglia Rizzo a disimpegnarsi, lasciando presagire scenari nefasti anche per le scadenze federali del 16 aprile.
Senza un intervento immediato entro quella data, il mancato pagamento degli stipendi porterebbe a pesanti sanzioni e penalizzazioni, accelerando il processo di sgretolamento sportivo.
Le speranze di un improvviso ripensamento sono ridotte al minimo, così come appare difficile un accordo dell'ultima ora con la Ternana Women per la gestione di alcuni asset societari.
A rendere ancora più tesa la situazione sono arrivate le dure parole di Stefano Bandecchi, che ha parlato apertamente di inaffidabilità da parte degli attuali proprietari, chiudendo ogni spazio di manovra.
Il clima di incertezza ha già prodotto i primi effetti tangibili, come l'annullamento dei tavoli tecnici previsti con il Comune per discutere delle infrastrutture sportive cittadine.
In questo contesto di emergenza, le voci su un possibile ritorno di Massimo Ferrero, avvistato di recente a Guidonia, sono state prontamente smentite come semplici incontri fortuiti durante un evento sportivo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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