Il sorriso di mister Di Bari al termine della sfida vinta contro il Monopoli racconta molto più di mille analisi tattiche, segnando un traguardo fondamentale nel percorso dei rossoazzurri. «Diciamo che è un’altra grande soddisfazione che ci troviamo in questo percorso di un anno e mezzo, sapevamo benissimo le aspettative di questa partita, un’aspettativa importante da parte della tifoseria e da parte della società, ma ci tenevamo anche noi» ha esordito il tecnico in sala stampa.
Il momento positivo arriva dopo un periodo complicato che ha richiesto riflessioni profonde e cambiamenti strutturali nel modo di stare in campo della squadra salentina. «Venivamo comunque da due sconfitte in campionato che sinceramente mi hanno fatto crescere perché soprattutto la partita qui col Monopoli abbiamo cambiato sistema di gioco e i risultati si stanno vedendo, perché comunque questa mi sa che è l’ottava partita e sono risultati straordinari di quello che stiamo facendo» ha sottolineato l’allenatore con orgoglio.
L’approccio alla gara è stato uno dei fattori determinanti per scardinare i piani degli avversari, costretti a rivedere i propri assetti già nella prima frazione di gioco. «Siamo stati bravi come approccio, ho visto i miei giocatori belli concentrati e penso che a livello tattico siamo stati bravi perché se poi la squadra avversaria nel primo tempo fa tre cambi significa che era in grossa difficoltà» ha spiegato Di Bari analizzando l’andamento del match.
Nonostante un leggero calo nella ripresa, la gestione della gara è rimasta saldamente nelle mani del Casarano, che ha saputo soffrire quando necessario. «Siamo stati forse meno lucidi il secondo tempo però abbiamo anche sprecato qualche transizione per chiudere definitivamente la partita, ma sono contento, sono molto contento, il Casarano sta bene sotto tutti i punti di vista» ha aggiunto il mister guardando già alle prossime sfide.
L’entusiasmo sembra essere la benzina di un gruppo che non vuole porsi limiti, trasformando la mancanza di pressioni ossessive in una forza propulsiva. «È normale che ora diventa bello ma diventa anche stancante perché comunque domani partiamo per Cosenza e sappiamo tutti le difficoltà che può avere una squadra quando gioca ogni tre giorni» ha ammesso sinceramente il tecnico rossoazzurro.
«C’è una parte del nostro corpo che si chiama entusiasmo che io sono stato sempre attaccato per questa parola ma per me è fondamentale, quindi io spero che questo entusiasmo sia veramente il recupero di questa squadra e andiamo a Cosenza a giocarci a viso aperto» ha proseguito Di Bari con determinazione. «Quello che succede succede, però è normale che ora ci prendiamo anche gusto, andremo a giocarci la nostra partita a Cosenza sapendo che ci vuole umiltà però ci proviamo» ha ribadito con forza.
Il legame con la piazza di Casarano si è ulteriormente rafforzato dopo questo successo, celebrato con grande partecipazione anche dai tifosi rimasti in città. «Non ho regalato io la felicità ma abbiamo fatto una cosa insieme, purtroppo io sono sempre convinto che i grandi risultati avvengono con l’unione, è la prima parola che io ho detto quando sono arrivato il 12 o 13 dicembre l’anno scorso» ha ricordato l’allenatore.
«Abbiamo avuto un’unità di intenti tutti e abbiamo fatto cose straordinarie, ci siamo persi un po’ nel momento negativo ma sono contento perché io vivo a Casarano da un anno e mezzo e sto bene col presidente, è un rapporto bellissimo» ha confessato. «È normale che mi lego sempre di più ed è normale che questo progetto, l’ho sempre detto, lo sento mio» ha concluso Di Bari evidenziando il senso di appartenenza che lo lega ai colori sociali.
Analizzando le sfide passate contro lo stesso avversario, il tecnico ha evidenziato come la maturità tattica sia stata la chiave per ribaltare l’inerzia dei precedenti scontri stagionali. «La prima partita l’abbiamo persa per un episodio perché fino al 66° il Monopoli non era entrato in area, poi ci siamo un po’ persi» ha spiegato Di Bari entrando nel dettaglio del lavoro svolto con lo staff.
«In quel momento la squadra non stava benissimo fisicamente per fare un calcio uno contro uno a tutto campo, quindi ci siamo messi di reparto e questo mi fa crescere perché io penso che nel calcio non ci voglia integralismo» ha affermato con estrema onestà intellettuale. «Bisogna essere intelligenti, io non mi reputo un allenatore forte ma mi reputo una persona molto intelligente, quindi ho capito l’esigenza della squadra che avevo in quel momento e ci siamo adattati».
Le individualità hanno fatto la differenza in un contesto collettivo che funziona, a partire da figure di esperienza che portano equilibrio e qualità alla manovra. «Maiello lo chiamiamo il professore perché è troppo intelligente, è un giocatore che riesce a capire dove stare e come stare, è un leader in campo ed è un ragazzo che ti porta entusiasmo» ha dichiarato il tecnico spendendo parole importanti per il suo centrocampista.
«È un giocatore che ho voluto a tutti i costi, mi è dispiaciuto perché anche lui ha vissuto qualche critica di troppo, avere Maiello a Casarano deve essere un privilegio» ha sottolineato Di Bari difendendo le scelte di mercato fatte dalla società. Un plauso è andato anche all’autore del gol vittoria, capace di essere decisivo nel momento più importante della stagione.
«Ciccio Grandolfo è un professionista come pochi, un ragazzo che fa della sua professionalità l’arma migliore e si sta trovando bene» ha commentato il mister riguardo all’attaccante. «Siamo contenti per il gol, so che è il suo dodicesimo centro senza calciare i rigori, l’abbiamo aspettato anche fin troppo perché doveva arrivare prima ma ho detto: o Grandolfo o nessuno».
«Sa benissimo lui quanto l’ho desiderato e quanto l’ho voluto, ed è normale che ora i fatti mi diano ragione» ha concluso Di Bari chiudendo la conferenza con la soddisfazione di chi ha visto premiato il proprio lavoro e la propria visione calcistica. Il Casarano ora guarda avanti, conscio di essere diventato una mina vagante temibile per chiunque in questi playoff.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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