Cristiano Lucarelli è stato presentato ufficialmente come nuovo allenatore del Livorno nel corso di una conferenza stampa svoltasi allo stadio Armando Picchi. Accanto a lui, per l'occasione, il presidente del club Joel Esciua, mentre numerosi tifosi amaranto hanno voluto essere presenti per accogliere il tecnico livornese al suo ritorno in città in una nuova veste professionale.

Nel suo intervento, Lucarelli ha rivolto un chiaro invito all'ambiente labronico, chiedendo un sostegno incondizionato alla squadra sin dalle prime battute della stagione ormai alle porte. L'allenatore ha preso spunto dalla straordinaria partecipazione popolare registrata in occasione dei funerali di Igor Protti, storico bomber e simbolo del club, per rivolgere un appello diretto alla piazza: "Quando ho visto lo stadio pieno per Igor Protti ho detto: 'Ma dove siete stati fin'ora?'. Il Livorno va sostenuto a priori, siamo innamorati della maglia, abbiamo l'obbligo di stare vicini alla maglia nella buona e nella cattiva sorte. Sarà un anno non facile".

La scomparsa di Protti, avvenuta lo scorso 12 giugno, ha rappresentato secondo il neo tecnico un vero e proprio punto di svolta, capace di modificare i suoi piani professionali che fino a quel momento non contemplavano un ritorno sulla panchina amaranto. Lucarelli ha ripercorso con sincerità le dinamiche che lo hanno portato ad accettare l'incarico: "Io ho sempre lavorato fuori Livorno. Fino al 12 giugno alle 9:30 di mattina non era una cosa nella mia testa. La scomparsa di Igor ha rovesciato le dinamiche di tutto e lo dico onestamente, dopo quel 12 giugno ho capito determinate cose, sono stato io che ho mandato un messaggio al presidente, gli ho detto: 'Io tendo una mano a te e al Livorno perché un amico mi ha chiesto di farlo'. L'obiettivo del Livorno è ripartire, seminare e cercare di raccogliere i frutti".

Spazio, poi, alle questioni più strettamente tecniche e di campo. Il neo allenatore ha delineato il profilo della squadra che intende costruire, ammettendo al tempo stesso i ritardi accumulati sul fronte del mercato: "Siamo in ritardo e stiamo lavorando h24, la dirigenza è al telefono per chiamare i giocatori. Dovendo rispettare alcuni parametri è più difficile, ma Alessandro (Lucarelli, ndr) ha rapporti con società importanti e sono convinto che riusciremo ad avere squadra coraggiosa. Bisogna avere coraggio di giocare la palla, quando hai giocatori coraggiosi che rischiano l'uno contro uno è molto più facile. Una squadra cattiva e aggressiva che rispetti la livornesità, questo è quello che vogliamo".

Un concetto, quello dell'identità e dei valori del club, ribadito anche a proposito dell'impostazione della rosa. Lucarelli ha infatti sottolineato la volontà di puntare sulla continuità con il gruppo della scorsa stagione, evitando una rifondazione totale dell'organico: "L'obiettivo è avere uno zoccolo duro di sei-sette giocatori che già c'erano l'anno scorso, impossibile fare una squadra con venti giocatori nuovi. Abbiamo contattato alcuni giocatori a scadenza per dare un minimo di continuità".

Con queste premesse prende ufficialmente il via la nuova avventura di Cristiano Lucarelli sulla panchina del Livorno, in un'annata che il tecnico stesso ha definito complessa fin dalle prime dichiarazioni, ma che porta con sé il peso simbolico dell'eredità di Igor Protti e la volontà di ricostruire un rapporto solido e duraturo tra squadra e tifoseria.

Sezione: Serie D / Data: Dom 12 luglio 2026 alle 18:02
Autore: Mariachiara Amabile
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