Ostiamare, Lardone lancia l'allarme: «Lega Pro più flessibile altrimenti i club...»

04.08.2020 02:30 di Massimo Poerio   Vedi letture
Fonte: Ugo Baldi - Il Messaggero
Ostiamare, Lardone lancia l'allarme: «Lega Pro più flessibile altrimenti i club...»

Per l'Ostia Mare la serie C ri­schia di restare un sogno. La so­cietà blancoviola. che ha chiuso la scorsa stagione in serie D al secondo posto e pur essendo pri­ma nelle graduatorie di ripe­scaggio è ancora sul baratro della rinuncia all'eventuale ripe­scaggio a causa dell'assenza di uno stadio idoneo per i campio­nati professionistici, dato che l'Anco Marzio e Io Stella Polare dovrebbero essere rifatti ex no­vo per poter ospitare le gare di serie C. Il presidente Luigi Lar­done, che da diciotto anni è alla guida del club, ha percorso tutte le strade possibili per trovare una soluzione e bussato a molte porte.

«A Roma c'è solo una struttura in grado di poterci ospitarci ed è l’Olimpico», dice. «Ho provato ad avviare un dialo­go con Coni e Sport e Salute per il suo utilizzo, ma non credo che sia possibile, anche perché gli impegni di Lazio e Roma sono tantissimi e lo spazio di mano­vra e ristrettissimo».

Le difficoltà, tuttavia, non han­no mai spaventato Lardone che non ancora perso del tutto la fiducia. «Le alternative sono Vi­terbo e Prosinone, ma i costi da sostenere sarebbero eccessivi. In una stagione, quella che sta arrivando che presenta tantissi­me incognite sui protocolli di gioco. Spostarci da Ostia, poi. non avrebbe molto senso».

La piaga - Il numero uno del calcio lidense mette il dito nella piaga dcll'implantlstica romana, come han­no fatto tanti altri suoi colleghi in questi anni. «È incredibile che nella capitale d'Italia ci sia c'è solo una struttura In grado di ospitare gare di calcio tra pro­fessionisti. Siamo in forte ritar­do su questo fronte, non c'è una programmazione ed è necessa­rio realizzare più Impianti per dare spazio a quelle società ro­mane che hanno in progetto di emergere nel caldo. Secondo me anche Ostia dovrà entrare in questa orbita e la realizzazione di un nuovo stadio da noi, non deve restare una chimera». Lardone domani incontrerà l'as­sessore allo sport di Roma pro­prio per manifestare II disagio in cui si trova un club storico (è stato fondato nel 1946) della cit­tà.

«Dal quale speriamo di avere qualche risposta», si augura il numero uno lidense. Che in set­timana dovrà rispondere alla chiamata della Lega Pro (il 4 agosto 11 CF deciderà le esclusio­ni dalla serie Q per la pre-iscrizioneal campionato. «Tutti i do­cumenti da presentare li abbia­mo già pronti. Manca solo lo sta­dio. e non è poco. Oltretutto, per uscire dal Comune di Roma avremmo bisogno di un deroga. Un altro segnale che la voglia di fare calcio a Roma è fortemente repressa. Aggiungo anche che dalla Lega Pro dovrebbe esserci maggiore flessibilità, altrimenti a Roma le società di calcio pos­sono aspirare al massimo a par­tecipare alla serie D».

Gli acqusti -  In attesa di conoscere il proprio destino (che se è legato alla serie D è davvero incerto nelle date di ripartenza) la squadra è stata ri­toccata. Sono arrivati i difenso­ri. Gian Marco Carta dalla Fla­minia . Alessandro Li sari dal Pomezia e il portiere Valerio Glori dalla Vigor Percoliti. «Per ora va bene cosi, ma stiamo alla fine­stra per capire come si sviluppe­rà lu nostra posizione», dice il diesse Fabio Quadracela, che poi si sfoga. «Quello che sta ac­cadendo all'Ostia Mare, e che è accaduto ad nitri club prima, è davvero Incredibile: cosi, il cal­cio romano rischia di perdere anche i presidenti che hanno vo­glia e risorse da investire nel cal­cio».

La squadra tornerà ad alle­narsi Il 12 agosto nel proprio im­pianto a Ostia. Ma lo farà con una grande incognita, «la man­canza di chiarezza nelle regole di ripresa. Qui si rischia di fare solo allenamenti per diversi me­si. E sarebbe drammatico per tutto il movimento calcistico».