Novanta minuti al termine della regular season nel Girone B di Serie D. Domenica 3 maggio 2026, la Casatese Merate affronterà la Leon in un match che vale una stagione intera. I ragazzi di mister Joey Commisso viaggiano a quota 58 punti e, con la qualificazione ai playoff già aritmeticamente in cassaforte, scenderanno in campo per agguantare una prestigiosissima seconda piazza.
Ai microfoni di NotiziarioCalcio.com è intervenuto in esclusiva il direttore sportivo Alberto Rho per cominciare a tracciare un bilancio dell'annata e non solo.
Costruita con intelligenza e oculatezza, la Casatese Merate sta rispettando in pieno la tabella di marcia: «Siamo pienamente nel nostro obiettivo», esordisce il diesse Rho. «Avevamo pensato e costruito una squadra per arrivare sui 60 punti. Sappiamo che, viaggiando sotto la media dei due punti a partita, è praticamente impossibile vincere il campionato contro certe corazzate. Oggi siamo a 58 punti, potremmo chiudere a 61 ed è esattamente quello che pensavamo di fare. Il nostro budget ci impone di essere moderati e oculati».
All'orizzonte c'è l'ultimo sforzo stagionale al Comunale contro la Leon: «Sarà una gara importante. Vogliamo giocarcela perché arrivare secondi sarebbe un 'plus' storico. In questi anni siamo arrivati terzi, quarti o quinti, centrare il secondo posto sarebbe un orgoglio per la società, per i ragazzi, per il mister e per lo staff. Affronteremo una Leon bisognosa di punti, ma noi vogliamo chiudere bene in casa».
In un girone in cui tante società investono budget faraonici, la Casatese Merate risponde con le intuizioni e l'equilibrio dello spogliatoio. «Il nostro segreto? Abbiamo puntato sulla continuità del blocco storico, ma la vera scommessa l'abbiamo vinta sui giovani. Mentre tanti puntavano sui 2007, noi abbiamo pescato profili classe 2008: li abbiamo portati in prima squadra e hanno fatto subito bene. Una scelta non facile, che ripeteremo portando in rosa anche qualche 2009. Inoltre, la nostra politica è ferrea: teniamo al massimo 11 giocatori 'vecchi'. Avere rose con 17 o 18 "anziani" diventa ingestibile dal punto di vista tecnico, non puoi mandare gente esperta in tribuna a cuor leggero, per non parlare dell'impatto sul budget».
Incalzato sul tema della programmazione, Alberto Rho non usa giri di parole per condannare le attuali regole sui trasferimenti nei dilettanti, divenute a suo dire un ostacolo per chi vuole fare calcio seriamente: «Purtroppo oggi la bravura di un direttore sportivo nello scoprire talenti sta diventando marginale. Puoi cambiare giocatori mattina, sera e notte. Ci sono squadre che ruotano 30 o 40 giocatori in una stagione. Quest'anno mi è capitato di trovarmi contro lo stesso calciatore in tre squadre diverse. In Serie A, B e C ci sono regole precise, nei dilettanti c'è libertà totale. Questo inficia anche lo spogliatoio, con procuratori e ragazzi che al primo momento no chiedono la cessione. Spero vivamente che questa regola cambi».
Con la post-season ormai alle porte, la mente vola all'ambizioso traguardo del professionismo. Un sogno condiviso, ma che si scontra col realismo che contraddistingue il dirigente brianzolo: «Arrivare in Serie C è il sogno della vita di tutti noi. Il presidente ci tiene molto e vuole vincere, ma sappiamo che alzare l'asticella richiede budget più alti e, soprattutto, uno step a livello di infrastrutture: campi, palestra. Sono fondamentali per noi».
E sul fronte del ripescaggio post-playoff, Rho frena: «Nessuno gioca i playoff per perderli, ma oggi per il ripescaggio serve uno stadio pronto e una 'storicità' societaria che al momento ci penalizza rispetto a corazzate storiche come ad esempio il Chievo».
In chiusura, un laconico commento sulla tanto attesa, e mai arrivata, riforma della Serie D che avrebbe dovuto ridisegnare format e peso dei playoff, messa in cantina anche dalle recenti turbolenze in FIGC con le dimissioni di Gravina: «Secondo me non hanno intenzione di farla e non la faranno mai. È da anni che sento parlare di riforme della Serie D: cambiano le regole degli under, fanno riforme repentine, ma il sistema dei gironi o il valore dei playoff sembrano intoccabili. Finché non modificheranno la Lega Pro, a cascata qui non arriverà alcun cambiamento».
Autore: Marco Pompeo / Twitter: @Marco_Pompeo
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