Debutto assoluto all'Equipe Campania - gruppo Quarto - per Antonio Siciliano, esterno sinistro classe 2006 che in carriera ha vestito le maglie di alcune squadre settentrionali di D come Brusaporto, Varesina o Albenga. Un anno fa cominciava la sua prima avventura meridionale ad Acerra, quindi la settimana scorsa la scoperta del mondo Equipe a cui si è subito legato. "È la prima volta che vengo all'Equipe ed è stato un piacere conoscere anche Antonio Trovato - le sue parole -. Mi avevano consigliato di intraprendere questa avventura perché si ha l'opportunità di lavorare all'interno di una struttura solida che ti consente di crescere ed imparare. Ed in effetti è così: gli allenamenti sono profondi e ognuno si mette costantemente a disposizione per non farci mancare nulla. Insomma, l'impatto è stato positivo. Trovare una organizzazione così forte e presente in ausilio a calciatori svincolati, è un qualcosa che non si vede tutti i giorni. Qui ti senti importante e questo conta tantissimo. E poi l'Equipe Campania ti dà la possibilità di disputare amichevoli prestigiose e l'ultimo triangolare a Caserta è stata la ciliegina sulla torta. Abbiamo tutto per farci notare e rimetterci in gioco. Fatto sta che non mi sono fermato mai, anche prima di approdare all'Equipe, svolgendo allenamenti personalizzati. Qui ho trovato ragazzi fantastici che mi hanno dato una mano. E ho ritrovato alcuni calciatori con cui abbiamo condiviso un pezzo di strada ad Acerra, come Di Giovanni, Cardore o Manfrellotti. Altri ragazzi li conoscevo da avversario e per questo posso dire che il nostro è un gruppo di grandissima qualità che farebbe le fortune di qualsiasi club". 

Debutto positivo contro la Casertana nel triangolare del "Pinto" - "A livello personale sono molto soddisfatto della prestazione. Ma non sono uno che si culla sugli allori, per certi versi sono dotato di buoni paraocchi: vado avanti per la mia strada cercando di fare sempre meglio". 

Caratteristiche tecniche - "Da bambino giocavo da esterno offensivo. Quando sono entrato nel mondo dei "grandi", mi hanno formato per fare anche il terzino sinistro". 

Ultima stagione ad Acerra - "Partiamo da un presupposto: questo era il primo anno che giocavo in Campania. Sono nato e cresciuto a Savona, seppur da genitori campani con mamma napoletana di Scampia e papà di Mondragone, e il mio accento partenopeo "tradisce" un po' le mie origini. Ho militato in D nei gironi B e C e con la Varesina ho fatto il mio primo gol. Quando ho ricevuto la chiamata dell'Acerrana mi sono messo subito a disposizione, consapevole di cimentarmi in un girone con caratteristiche diverse da quelle che conoscevo. La stagione è andata come tutti conoscete ma, per quanto mi riguarda, posso dire di aver dato il massimo, sia professionalmente nel lavoro quotidiano sia da un punto di vista umano. Mi sono comportato con tutti con educazione ed umiltà, secondo i valori che mi hanno insegnato i miei genitori. Tutto ciò mi contraddistingue in questo mondo e ne sono orgoglioso. Anche per questo i calciatori over mi rispettano molto, perché sono sempre stato affamato di consigli e anche di critiche costruttive per crescere. Insomma, per loro ho avuto grande rispetto e considerazione delle gerarchie. Sono aspetti che fanno la differenza e per questo i grandi mi hanno sempre aiutato". 

Il futuro - "Ora sto in Campania ma non avrei alcuna difficoltà a spostarmi nuovamente. Nel calcio i sacrifici bisogna farli sennò non si va da nessuna parte. Io li ho fatti e sono andato ovunque mi chiamassero perché per me ogni destinazione era anche una opportunità di crescita personale e di scoperta di cose nuove. Sono pronto anche ora". 

Sezione: Esclusiva NC / Data: Mar 11 agosto 2026 alle 07:05
Autore: Stefano Sica
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