Dopo il fischio finale del recupero di campionato della Reggiana, superata per due a zero dal Pineto, l'allenatore dei granata Attilio Tesser si è presentato davanti ai taccuini dei cronisti per esaminare lo svolgimento di una contesa segnata inevitabilmente da quanto accaduto nel primo segmento di gioco.

«Loro hanno giocato in modo molto sporco, sotto la linea della palla e con l’obiettivo di frammentare il gioco il più possibile - l'analisi di Tesser - Noi siamo stati costretti a buttarla in area e a sperare che succedesse qualcosa. La partita era sbloccabile solamente con il rigore richiesto, che mi pareva evidente, oppure attraverso un episodio».

Ripercorrendo la condotta dei suoi uomini, la guida tecnica del club emiliano ha puntualizzato le ragioni che hanno impedito la rimonta, ponendo l'accento sulle lacune caratteriali emerse e sugli insegnamenti da ricavare in vista delle prossime tappe della stagione.

«Oggi c’era tanta adrenalina, derivata dalla rabbia di andarla a riprendere, ma la sfida era ormai pressoché decisa nei primi 50’. Nelle prima parte di gara, poi sospesa, non siamo riusciti a fare il nostro gioco: è stata una partita di quelle sfortunata, in cui non ti gira nulla a favore. Loro sono stati più bravi e preparati di noi. Sicuramente è stata una sfida molto diversa da Perugia: in quell’occasione siamo stati complici di un primo tempo brutto. Sfortunatamente, questo tipo di partite ti capita una o due volte all’anno, ma quando succede rischia di farti fare figuracce. La partita di oggi ci serva come lezione per capire che a volte il cuore e la voglia non bastano, servono anche lucidità e cattiveria agonistica».

Il timoniere della formazione reggiana ha dunque sollecitato i suoi calciatori a lasciarsi rapidamente alle spalle la parentesi abruzzese, proiettando immediatamente l'attenzione sul prossimo e delicato impegno di campionato.

«Questi 30 minuti non contano: conta la partita che siamo venuti a giocare, quando eravamo sotto 2-0. Abbiamo reagito molto bene contro la Torres, disputando un'ottima partita e vincendo con merito. L'insegnamento di oggi è che, se vuoi portare a casa un risultato, devi metterci tutta la cattiveria e la determinazione che ha avuto il Pineto. Sono stati bravi anche a spezzettare continuamente la partita, dimostrando malizia. Noi adesso dobbiamo riprendere la nostra strada: ci aspetta una gara molto importante contro il Grosseto e da domani la concentrazione dovrà essere massima».

Sollecitato sul percorso complessivo e sugli obiettivi di classifica dei granata, il mister della Reggiana ha difeso il cammino condotto finora dalla rosa, sottolineando come la posizione attuale sia sostanzialmente coerente con le aspettative iniziali.

«Abbiamo 17 punti e siamo quarti in classifica: con un punto in più saremmo secondi. La speranza è sempre quella di fare meglio, ma qualcosa ci manca, anche se non molto. La squadra ha sbagliato un paio di partite, ma siamo in linea con quello che poteva essere il nostro programma».

Passando all'analisi dell'imminente banco di prova, il mister della compagine granata ha evidenziato le insidie tattiche riposte nella sfida contro la formazione toscana, rivelazione di questo avvio di torneo.

«Innanzitutto, complimenti al Grosseto, neopromossa attualmente terza in classifica, davanti anche alla Reggiana. L’ho vista con Livorno e Spezia: è una squadra molto dinamica che gioca bene. Sfrutta molto gli uno contro uno e i suoi esterni veloci. Dobbiamo essere presenti e concentrati dal primo minuto, perché questo tipo di squadre ti attacca forte fin da subito, ma per adesso pensiamo a ricaricarci al 100%. È una squadra, come detto, molto offensiva, che continua ad attaccare senza guardare il risultato. Ne abbiamo avuto la prova sia nella scorsa uscita con il Livorno (4-4) sia in quella contro lo stesso Pineto di qualche turno fa (4-0)».

I tempi stretti e la gestione delle energie fisiche rappresentano un ulteriore ostacolo nell'organizzazione del lavoro settimanale della squadra emiliana, come evidenziato dalle parole dello stesso tecnico.

«La complica, sicuramente. Quando giochi di lunedì e poi di sabato perdi giorni di allenamento. Anche se oggi abbiamo giocato poco, domani non puoi mandare in campo a lavorare a pieno regime chi ha giocato 32-33 minuti, considerando anche le ore di viaggio. Questo complica un pochino la preparazione, ma giochiamo domenica e abbiamo il tempo per recuperare e preparare una partita molto impegnativa come quella contro i toscani».

Attilio Tesser si è poi espresso sul grado di maturazione tattica espresso finora dalla rosa della Reggiana, ribadendo la necessità di trovare una maggiore continuità nelle prestazioni per poter esprimere appieno il potenziale dell'organico.

«In alcune partite l’abbiamo già vista, anche solo per 20-30 minuti. Un esempio è la partita con lo Spezia, dove siamo usciti sconfitti ma dopo aver creato e giocato più di loro. Questo però vale fino a un certo punto, perché alla fine conta finalizzare le occasioni create e loro si sono dimostrati più bravi di noi. Il calcio funziona anche a episodi: nella scorsa sfida con la Torres abbiamo sbloccato la partita dopo un loro palo; se avessero segnato, tutto si sarebbe complicato. Attualmente a questa Reggiana manca la continuità di rendimento: non siamo stati in grado di fare prestazioni significative per più partite. A parte ciò, tutto è sicuramente migliorabile, ma, come detto prima, penso che abbiamo dimostrato a tratti un buon calcio. La mia Reggiana sarà valutabile solamente una volta che avrò tutti a disposizione. Ad oggi, questa è una squadra che ha giocato un paio di partite non buone, ma anche quattro o cinque di ottimo livello».

Infine, l'allenatore dei granata ha fornito un aggiornamento sulle condizioni fisiche del centravanti Henry e un quadro d'insieme sull'elevata competitività che caratterizza il girone.

«Henry è ancora indietro, ma lo sapevamo. Sono sette mesi che non gioca ed è reduce da una recente operazione. L’ho buttato in campo cinque minuti con la Torres e anche oggi ho provato a dargli un po’ di spazio, facendolo giocare dieci minuti. Serviranno ancora un paio di settimane per rivederlo più in forma; d’altronde, ha fatto solamente due allenamenti seri con la squadra».

«È ancora una zona di mischia: in tre punti, con due partite, puoi salire o scendere e ritrovarti dal quarto al settimo-ottavo posto, o viceversa. È un girone impegnativo e molto equilibrato. A parte il Grosseto, che è una grande sorpresa per la continuità di rendimento, è difficile affrontare tutti. Non c'è una partita già segnata in partenza: l'equilibrio è incredibile e, se sei leggermente sottotono, per una questione fisica o tecnica, fai fatica con chiunque».

Sezione: Serie C / Data: Mer 21 ottobre 2026 alle 17:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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