Il Bisceglie ha collezionato ieri il quarto pareggio di fila impattando contro il San Giorgio che pure era rimasto in inferiorità numerica. Nonostante la voglia dimostrata davanti la squadra nerazzurra continua a segnare col contagocce come dimostrano le appena otto marcature realizzate in quattordici gare.
A metterci la faccia anche stavolta è il tecnico Danilo Rufini: «La vittoria la voleva la piazza e noi più della piazza. Lavoriamo in settimana, tutte le settimane, studiamo, ci alleniamo, non dormiamo la notte per preparare le partite per vincere però poi dopo ti devi confrontare con gli avversari. Con avversari come il San Giorgio. C'è grande amarezza per non aver vinto, ma bisogna dire che ci abbiamo provato fino all'ultimo. Abbiamo provato a cambiare attaccanti, modulo... Purtroppo è un problema. Ci siamo sbloccati, abbiamo fatto gol. Però poi non siamo riusciti a chiudere la partita e abbiamo preso gol su un calcio piazzato e loro hanno avuto pure un'altra occasione. Loro volevano vincere ma in classifica stanno ancora giù, quindi un altro scontro diretto superato se vogliamo guardare il bicchiere mezzo mezzo pieno. C'è grande amarezza per il risultato, la squadra con tutti i suoi limiti ha dato tutto, ci ha provato fino alla fine. Con chi ce lo possiamo prendere? Purtroppo il calcio è questo. Però siamo stati propositivi e cercato di fare bene. Qualche problemino c'è però non stiamo peggio di di altre squadre, dai risultati il Brindisi si diceva che era una squadra allo sbando e che fare un punto contro di loro era uno scandalo e loro hanno vinto a Caserta oggi. E quindi non è così semplice, normale che tutti vorremmo sempre vincere e io sono il più amareggiato. Però non mi sento di chiedere scusa a nessuno, nel senso che siamo ce la mettiamo tutta. Se non vinciamo significa che il nostro tutto non è abbastanza in questo momento. Non cerco mai alibi, ma non ci sta girando bene. Per me la sfortuna non esiste, esiste capace ed incapace. Per quanto mi riguarda, in sostanza, siamo venuti a mancare proprio nella fase in cui bisognava difendere con le unghie e con i denti il vantaggio appena conquistato. Questa voglia di vincere, la squadra la sente più di tutti e quindi a volte ti fa venire la paura di non vincere. Sto cercando di costruire una mentalità vincente. Però siamo una squadra giovane ancora, con solo due giocatori esperti. Ho cominciato con un 4-2-4 offensivo proprio per cercare di sfruttare al meglio le caratteristiche di alcuni. Visto che non sfondiamo centralmente per vedere se riusciamo a giocare con gli esterni uno contro uno. Ho messo due attaccanti centrali e poi l'altro che ho in rosa l'ho messo in corso di gara. Abbiamo fatto delle buone cose, altre meno però quando loro sono rimasti in dieci siamo passati al 3-4-1-2 per avere un uomo tra le linee. Poi nel corso della gara ho cercato di mettere tutta gente offensiva. Purtroppo non è andata, abbiamo provato poi abbiamo dei limiti sicuramente. Dobbiamo continuare a lavorare».
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