Brindisi, D'Ancora: "Viviamo di calcio, sacrificherei l'estate per giocare"

08.04.2020 17:30 di Redazione NotiziarioCalcio.com   Vedi letture
Fonte: Christian Cesario - tuttocalciopuglia
Brindisi, D'Ancora: "Viviamo di calcio, sacrificherei l'estate per giocare"

La Serie D è ferma, ormai, da un mese a causa dell'emergenza Coronavirus ma i giocatori delle varie squadre continuano a sostenere dei programmi mirati di allenamento, seguendo le indicazioni dello staff tecnico. Il centrocampista d'esperienza del Brindisi, Salvatore D'Ancora, ai microfoni di TUTTOcalcioPUGLIA.com, si racconta a 360°: tanti i punti toccati con l'ex Savoia che racconta  il suo periodo di quarantena, analizzando anche la questione stipendi e l'eventuale ripresa dei campionati nelle prossime settimane.

L'emergenza Coronavirus sta costringendo voi atleti ad allenarvi presso i propri domicili: come si svolge il programma di allenamenti?

“Cerchiamo di allenarci nel miglior modo possibile, seguendo le indicazioni dello staff tecnico. Si sa, il campo è un’altra cosa: speriamo che questa pandemia finisca presto così potremo tornare, nel più breve tempo possibile, alla normalità”

Quanto è difficile, per un atleta mantenere la concentrazione e la costanza negli allenamenti lontano dal terreno di gioco?

“Più che la concentrazione, ciò che manca è proprio la quotidianità di un atleta: il lavoro settimanale, gli allenamenti, il ritiro prepartita del sabato e la partita della domenica. È ciò che manca di più ad un calciatore: sappiamo che può essere un periodo di emergenza e cerchiamo, nel miglior modo possibile, di continuare a lavorare sperando di calcare il terreno di gioco quanto prima”.

Come si vive lo spogliatoio ai tempi del COVID?

“Siamo, fortunatamente, un gruppo unito: ci sentiamo tutti i giorni tramite chiamate e videochiamate. Lo spogliatoio manca molto, insieme alla quotidianità: l’importante ora è la tutela della salute nostra e delle famiglie. Siamo speranzosi di poter ricominciare il prima possibile: vogliamo allenarci e svolgere il nostro lavoro”.

Negli ultimi giorni si è parlato tanto del taglio degli stipendi ai calciatori di Serie D e C: qual è il suo pensiero a riguardo?

“Noi viviamo di calcio, le nostre famiglie vivono di calcio: dobbiamo essere tutelati per non creare disagi partendo dal più piccolo alla persona più anziana. Questo, per noi, è un lavoro vero e proprio: non è un gioco. Il rischio di perdere lo stipendio è molto alto: speriamo che l’AIC, come già sta facendo, continui ad impegnarsi per trovare una soluzione affinché tutte le parti siano d’accordo. Non dimentichiamo, comunque, che siamo una situazione d’emergenza: un sacrificio dobbiamo farlo tutti quanti però bisogna venirsi incontro. Come calciatori, dobbiamo essere tutelati: si vive di calcio e di questi stipendi e se ad un ragazzo che ha famiglia vengono tolti quei soldi, si rischia di andare in difficoltà”.

Quale futuro vede, ad oggi, per i campionati italiani e, in particolar modo, per il campionato di Serie D?

“Credo che Serie A, B e C possano riprendere, in un modo o nell’altro: in D, invece, la vedo un poco più complicata, soprattutto per le norme igieniche e sanitarie che devono essere rispettate. Ci sono molte squadre che non hanno una forza economica tale da poter permettere il rispetto di queste norme, partendo dai loro impianti: credo che in Serie D sia più difficile ripartire, almeno in tempi brevi. Naturalmente, io spero che si possa ricominciare e che si possa trovare una soluzione che metta d’accordo tutti quanti. Credo che, eventualmente, si continuerà a giocare a porte chiuse: il calcio senza i tifosi perde tantissimo ma, in una situazione di emergenza come questa, si dovranno fare dei sacrifici per il bene comune”.

Tu ed i tuoi colleghi sareste disposti a sacrificare le ferie estive per poter proseguire il campionato?

“Per quanto mi riguarda, sono pronto a rinunciare al periodo estivo: è vero, serve per staccare un attimo la spina e, con la preparazione, ci si appresta ad affrontare la stagione successiva, ma io sono comunque dell’idea che il campionato vada portato a compimento il prima possibile, anche per rispetto di quelle società che hanno fatto degli investimenti importanti e per gli obiettivi prefissati ad inizio stagione. Non importa se finiranno a giugno o luglio, noi vogliamo scendere in campo”.

Ad oggi, il Brindisi si trova una spanna sopra la zona playout: crede che la posizione occupata dai biancazzurri sia veritiera?

“Per quello che è il valore dei giocatori e degli uomini che compongono questa rosa e, soprattutto, per ciò che abbiamo fatto, credo che meriteremmo qualcosa in più. Abbiamo sempre messo in campo il massimo delle nostre potenzialità, siamo un grande gruppo e speriamo di ricominciare quanto prima per centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati, all’inizio della stagione: vogliamo ottenere la salvezza sul campo, com’è giusto che sia”.

Hai calcato campo di B e C, militando in Puglia anche nelle fila del Bisceglie. Quest'anno l'esperienza con la maglia del Brindisi, in una piazza che vive di pane e calcio: che giudizio dai al tuo campionato?

“Fino a dicembre ho fatto un gran campionato, poi potevo fare qualcosa in più: ho avuto, purtroppo, dei problemi fisici che mi hanno costretto a stare fuori qualche settimana. Personalmente, tendo sempre a fare un po' di autocritica: potevo fare qualcosa in più e spero di poter dimostrare nelle otto partite restanti, qualora dovessero riprendere i campionati, quanto di buono fatto sono riuscito a mostrare nella prima parte della stagione”.

Alla vigilia della sosta forzata, il Bitonto vantava una lunghezza di vantaggio nei confronti del Foggia e cinque punti sul Sorrento: in caso di ripresa, chi vedi come squadra favorita alla promozione in Serie C?

“Se devo essere sincero, Bitonto e Cerignola sono le due squadre che mi hanno impressionato: credo che queste due si contenderanno il primo posto. Hanno dimostrato di essere un gradino sopra le altre: esprimono un ottimo gioco ed hanno due rose di grandissima qualità. La sosta potrebbe sfalsare gli equilibri che si sono creati fino a qualche settimana fa: ormai è un mese che siamo tutti quanti fermi e non svolgiamo allenamenti di gruppo. Avrà un impatto abbastanza forte: chi sarà più bravo a mantenere la condizione in questo periodo di emergenza, sia dal punto di vista mentale, sia quello fisico, ne uscirà vincitore”.

Al momento sembrerebbe prematuro parlarne ma vedrebbe il suo futuro in riva all'Adriatico?

“Adesso spero solo di ricominciare a giocare e portare a casa l’obiettivo in queste ultime otto partite di campionato. Penso solo a finire la stagione, qualora ci dovessero dare l’opportunità, nel miglior modo possibile: valuterò poi, con la mia famiglia, la scelta migliore per me e per la mia carriera”.