Esistono vicende sportive che sembrano scritte da un copione, e quella di Roberto Colombo con la Castellanzese ne è un esempio. Domenica 11 ottobre 2026, a 343 giorni dal momento in cui la sua stagione si era interrotta, l'attaccante neroverde è tornato a gonfiare la rete allo Stadio Provasi, nel derby contro l'Arconatese, trasformando in festa un pomeriggio fino a quel momento privo di emozioni.

Per comprendere la portata del ritorno bisogna riavvolgere il nastro fino al 2 novembre 2025. Era una domenica piovosa, e a Castellanza andava in scena un altro derby del Girone B, quello con la Varesina. Al decimo minuto del primo tempo gli ospiti erano già avanti 1-0 quando un giocatore rossoblù si era lanciato in contropiede sulla fascia destra. Colombo, indossando la maglia numero 9, lo aveva inseguito con generosità per fermare l'azione e, una volta raggiunto l'avversario, aveva allungato la gamba per spingere il pallone in fallo laterale. Nello stesso istante il numero 29 della Varesina aveva tentato di calciare, e il suo movimento aveva colpito con violenza la gamba del centravanti. Il ginocchio non aveva retto, e per Colombo la stagione era finita lì.

Il giocatore aveva provato a rientrare, impegnandosi con tutte le sue forze, ma ogni tentativo era risultato vano: si era resa necessaria l'operazione chirurgica. Quella giornata sarebbe stata ricordata anche per la rimonta della Castellanzese, firmata dalla doppietta di Mario Chessa. Dai microfoni di NV Channel, Leonardo Landoni aveva accompagnato il successo con un'esclamazione rimasta impressa: "Uno per Mario, uno per Chessa!". Ma da quel pomeriggio il 7 e il 9 neroverdi, due numeri diventati simbolo della storia recente del club, erano stati costretti a separarsi, almeno per un periodo.

Il ricongiungimento è arrivato alla fine di luglio 2026, con l'inizio della nuova stagione. Le due bandiere sono tornate a condividere il rettangolo verde. Chessa è partito con decisione, mettendo a segno cinque reti nelle prime nove partite. Colombo, invece, ha dovuto procedere con prudenza: ha saltato le prime due gare di Coppa, ha alternato le presenze e ha raccolto appena 70 minuti in quattro partite, sempre nei finali di gara, per ritrovare ritmo e fiducia.

Si arriva così all'11 ottobre. Al Provasi, in una grigia giornata d'autunno, la sfida con l'Arconatese si è aperta all'insegna dell'equilibrio. Il primo tempo è stato bloccato e contratto, senza che nessuna delle due formazioni riuscisse a imporsi, e le squadre sono andate al riposo sullo 0-0. Nella ripresa i neroverdi sono tornati in campo con un altro atteggiamento, spingendo e costruendo con convinzione, senza però riuscire a sbloccare il risultato.

Poco prima del decimo minuto della ripresa, sul tabellone luminoso è comparso il numero 9. Entrava Roberto Colombo. Il pubblico si è alzato in piedi e dalla tribuna sono piovuti applausi e cori: "Vai Roby!", "Vai Colo!", "Forza Roby!".

L'attaccante ha puntato subito l'area avversaria, incrociando il numero 7 in uno scambio fatto di sguardi e di intesa. La Castellanzese ha incrementato la pressione, tra cross, conclusioni e respinte, ma la rete continuava a non arrivare. Fino all'episodio decisivo, nel quale si è completato il trio dei numeri simbolo: ai già citati 7 e 9 si è aggiunto l'8, Eros Castelletto.

Colombo ha ricevuto palla al limite dell'area e l'ha scaricata proprio su Castelletto, chiedendo il triangolo. Poi ha attaccato lo spazio, tagliato la linea difensiva e si è infilato tra le maglie avversarie. Castelletto ha letto perfettamente la situazione e ha restituito il pallone con i tempi giusti. A quel punto il centravanti si è ritrovato solo davanti al portiere: un controllo, un tocco, da attaccante vero. La palla è scivolata sotto l'estremo difensore ed è terminata in rete.

Il Provasi è esploso. Una delle sue bandiere, uno dei suoi beniamini, era tornato davvero, e lo ha fatto nel modo che più gli appartiene: segnando. Nel DNA di Roberto Colombo, d'altra parte, c'è una parola che non ha mai smesso di appartenergli, il gol.

Il contrasto con quel 2 novembre di quasi un anno fa è netto. Se allora il cielo plumbeo accompagnava uno dei momenti più duri della carriera del giocatore, ieri anche il sole ha deciso di affacciarsi tra le nuvole. Il pomeriggio piovoso che segnò l'inizio della lunga assenza appartiene ormai al passato, mentre la storia di Colombo e della Castellanzese è di nuovo tutta da scrivere.

Sezione: Serie D / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 09:00
Autore: Francesco Vigliotti
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