Parla di Aurora Pro Patria il consulente Walter Sabatini. Il dirigente, considerato tra i più apprezzati direttori sportivi italiani, è intervenuto telefonicamente a Radio Touring durante la trasmissione Mezzogiorno Amaranto, dove ha parlato della Reggina, della Serie D e del rapporto con Claudio Lotito, presidente ai tempi della sua esperienza alla Lazio.

Sabatini mette oggi la propria esperienza al servizio della Pro Patria, club in cui chiuse la carriera da calciatore e che ora milita nel campionato dilettantistico. Il bilancio dei primi passi è positivo, ma senza entusiasmi eccessivi. «L'avventura è iniziata bene, ma non come avrei voluto – risponde Sabatini sul club impelagato in Serie D – La squadra è composta dar ragazzi seri e volenterosi. Ma io non sono mai soddisfatto, non lo sono stato neanche un giorno nella mia vita. Il mio concetto di soddisfazione è molto labile. Sono tornato nei dilettanti, lo dico orgogliosamente. Dopo aver frequentato le stesse categorie della Reggina di Lillo Foti, persona che rappresentava il calcio in tutte le sue forme. Auguro alla città di potersi riaffacciare in Serie A con la nuova società, Reggio merita il calcio vero».

Il discorso si è poi spostato sul presidente con cui Sabatini ha collaborato per cinque anni. Alla richiesta di definirlo con tre aggettivi, la risposta è stata immediata: «Tre aggettivi? Prorompente, invadente ma equilibrato. Ho lavorato cinque anni con lui – ricorda Walter Sabatini a Radio Touring – Lotito mi ha recuperato da un momento molto negativo della mia carriera. Mi ha dato la possibilità di lavorare nella Lazio. Quando si prefigge un obiettivo, è improbabile che non arrivi a compimento. Lui è molto rispettoso dei ruoli. In tanti anni non l'ho mai visto invadere il campo dell'allenatore. Non è un uomo che caccia le persone, parlo sia dei dipendenti di Formello che della sede di San Sebastiano».

Alla domanda su quale impostazione ci si debba attendere da Lotito alla guida della Reggina, Sabatini richiama il precedente della Salernitana: «Lotito prese la Salernitana tra i dilettanti, arrivando in Serie A. Lui è molto determinato. Se è piombato a Reggio Calabria, non vorrà fare dei campionati di stazionamento. Impiegherà risorse ed impegno per raggiungere categorie che la Reggina ha già fatto. Come quando lanciava tantissimi giocatori, parlo della gestione di Lillo Foti e Gabriele Martino».

Alla Pro Patria milita anche un ex amaranto, Barranco, che potrebbe avvertire la nostalgia della sua vecchia squadra. Sabatini ne ha elogiato il rendimento e chiarito la posizione della società: «Barranco sta andando molto bene. Generoso, combattivo in campo. Può dare tanto alla Pro Patria. Se lo teniamo? Sì. Se la Reggina lo ha chiesto? Non ancora, meglio che non ce lo chieda. Non vorrei che il ragazzo venisse a chiedere di andare via a tutti i costi, cederlo non è nostra intenzione».

Infine, una battuta sul tema della multiproprietà e sul rapporto tra Giovanni Malagò e Lotito. Sabatini ha scelto di non esprimersi sul merito: «Non credo alle cospirazioni. Non voglio dare nessun giudizio sulla multiproprietà – risponde Sabatini sul rapporto tra Malagò e Lotito – Dico solo che Giovanni Malagò è un uomo vincente. Se si parlerà con Lotito? Certo. Roma in definitiva è una piccola città. Ci si incontra per forza di cose in punti nevralgici, come ristoranti o altri punti d'incontro».

Sezione: Serie D / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 08:00
Autore: Francesco Vigliotti
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