Si consuma un nuovo, doloroso capitolo nella storia calcistica della città di Sora. Il Sora Calcio 1907 non figurerebbe infatti - secondo le ultime indiscrezioni raccolte -  tra le squadre iscritte al prossimo campionato di Serie D, un'assenza che sancisce la scomparsa del sodalizio bianconero dal panorama del calcio nazionale per la terza volta nell'arco di ventuno anni.

A determinare questo epilogo è stata la mancata presentazione della domanda di iscrizione da parte della proprietà, guidata dal presidente Angelo Tinto, che nelle settimane precedenti aveva più volte rifiutato le offerte ricevute per la cessione del titolo sportivo, compreso il tentativo, poi naufragato, di trasferire la matricola alla città di Latina.

A differenza dei precedenti fallimenti societari registrati nel 2005 e nel 2015, quando la scomparsa del club era stata determinata da una situazione debitoria insostenibile in assenza di soggetti disposti a rilevare la società, questa volta il quadro appare diverso. Non mancavano infatti acquirenti interessati a proseguire l'attività del club, e la decisione di non procedere all'iscrizione sembra riconducibile a una scelta personale del presidente Tinto, il quale, secondo quanto ricostruito, avrebbe maturato un certo risentimento nei confronti della piazza sorana e della propria tifoseria, ritenuta eccessivamente critica nei confronti della sua gestione, durata due stagioni. Tinto, che nel frattempo ha spostato i propri interessi imprenditoriali verso Aversa, avrebbe scelto di non concludere l'operazione di vendita pur rinunciando a un corrispettivo economico non trascurabile.

Il bilancio della gestione Tinto resta comunque segnato da diverse criticità sul piano sportivo: nonostante budget in alcune circostanze consistenti, la squadra ha stazionato costantemente nelle zone basse della classifica, riuscendo a evitare la retrocessione solo grazie a episodi esterni alla propria condotta in campo, un percorso che ha progressivamente allontanato una parte del pubblico bianconero.

Ciò che rende ancora più amara la vicenda è la possibilità, mai colta, di procedere comunque all'iscrizione formale del club per poi perfezionare in un secondo momento la cessione a chi si era detto disponibile a rilevarlo. Una soluzione che avrebbe evitato l'attuale scomparsa della società, e che invece è stata scartata, lasciando ai tifosi e alla città un'ulteriore ferita.

La vicenda si trascina ormai da quasi tre mesi. Tutto ha avuto inizio con un comunicato diffuso nel mese di aprile, nel quale la proprietà rendeva nota l'intenzione di cedere il club. Conclusa la stagione regolare, con una salvezza raggiunta soltanto grazie all'penalizzazione di undici punti inflitta al Chieti, hanno cominciato a circolare le prime indiscrezioni relative a un possibile trasferimento del titolo sportivo verso Latina. L'ipotesi ha immediatamente suscitato la reazione della tifoseria sorana, cui ha fatto seguito l'intervento dell'Amministrazione comunale di Sora, intenzionata a scongiurare tale eventualità.

Si è così aperta una trattativa tra Angelo Tinto e la cordata composta da Mario Russo e Denny Lunghi, protrattasi per oltre un mese e caratterizzata, secondo quanto emerso, da continue richieste al rialzo formulate dall'attuale proprietà, fino a giungere alle battute finali nella notte tra giovedì e venerdì.

La mancata iscrizione, comunicata nella giornata di ieri, arriva a un solo anno di distanza dal 120° anniversario della fondazione del club, fissato al 1907. Il Sora esce così nuovamente dal calcio professionistico e dilettantistico organizzato, in attesa di conoscere quale futuro, se ve ne sarà uno, potrà attendere i colori bianconeri della città della Valle del Liri.

Sezione: Serie D / Data: Ven 10 luglio 2026 alle 15:45
Autore: Luigi Redaelli
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