La giornata di oggi, 10 luglio 2026, rimarrà impressa come una delle più amare per il calcio dilettantistico laziale e, più in generale, per l'intero panorama della Serie D. Allo scoccare delle ore 14:00, il sistema telematico della Lega Nazionale Dilettanti ha chiuso i battenti, sancendo una sentenza definitiva: Sora e Valmontone sono fuori dal campionato 2026/2027.

Su 161 società aventi diritto, 159 hanno perfezionato l'iscrizione, depositando la documentazione necessaria per il prossimo torneo. Due nomi, però, mancano all'appello, lasciando un vuoto che ora la Federazione dovrà colmare attraverso le procedure di ripescaggio.

Il caso del Sora Calcio 1907 è emblematico della fragilità del calcio di provincia. La mancata iscrizione del club bianconero, che si avvicinava al prestigioso traguardo dei 120 anni di storia, è il culmine di mesi di incertezza societaria.

Il patron Angelo Tinto, che già ad aprile aveva annunciato l'intenzione di lasciare la guida del club, non è riuscito a trovare un acquirente che garantisse la continuità del progetto. Le trattative, che hanno infiammato l'estate sorana – incluse quelle con il gruppo Russo-Lunghi – si sono arenate di fronte a richieste e distanze incolmabili. Nonostante gli sforzi istituzionali del Comune, la "tagliola" del 10 luglio è stata fatale: nessuna domanda è stata presentata, mettendo fine, almeno per questa stagione, alla presenza della storica compagine ciociara nel calcio nazionale.

Diverso, ma ugualmente doloroso per i tifosi, è il caso del Valmontone. La società laziale, a differenza del Sora, ha scelto la via della chiarezza, depositando espressa rinuncia al campionato. Una decisione che mette fine a settimane di indiscrezioni che vedevano il titolo sportivo del club al centro di manovre per trasferimenti di sede (si era parlato con insistenza di una possibile operazione legata alla Viterbese, poi arenatasi sui vincoli di territorialità). Il Valmontone si sfila dunque dalla mappa della Serie D, chiudendo un ciclo sportivo che aveva visto il club protagonista nel girone G.

Con l'esclusione di queste due società, il Dipartimento Interregionale si trova ora a dover gestire la vacanza di organico. Poiché il Foggia è in procinto di essere ripescato in Serie C, il totale dei posti vacanti in Serie D salirà a quattro.

La caccia ai posti liberi è ufficialmente aperta: sono state tredici le società che hanno presentato domanda di ammissione guardano ora con speranza ai documenti della Co.Vi.So.D. Il prossimo step, atteso per il 17 luglio, sarà l'analisi della documentazione delle 159 società che, invece, hanno regolarmente depositato la propria iscrizione.

Oggi, però, il calcio italiano perde due piazze orgogliose. Il rammarico resta, soprattutto di fronte a tradizioni che, in un calcio sempre più orientato alla sostenibilità finanziaria, faticano a trovare spazio in una categoria, la Serie D, che si conferma ogni anno più esigente.

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Sezione: Serie D / Data: Ven 10 luglio 2026 alle 17:00
Autore: Luigi Redaelli
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