Fiumi di inchiostro sono stati spesi per raccontare la stagione dell’Internapoli. Altrettanti ne sono stati utilizzati al fine di commentare la salvezza ottenuta dai biancocelesti. Risultato indubbiamente frutto del lavoro collettivo; un’opera ascrivibile ad autori vari, così come il copione richiedeva. Termini come “forza del gruppo”, “assenza di primedonne”, “coesione di intenti”, hanno sempre costituito il sale delle dichiarazioni effettuate da  mister Sorrentino, al quale gli esiti del campo hanno poi dato ampiamente ragione.  Iniquo, però, sarebbe non porre due nomi in cima alla lista dei firmatari dell'impresa. Due giocatori ai quali, per costanza di rendimento e contributo alla causa, va riconosciuto un ruolo di rilievo. Il mantenimento della categoria, effetto consequenziale dell’attaccamento alla maglia mostrato da ogni componente della rosa, è passata, in modo particolare, per le mani di Ciccarelli ed i piedi di Napolitano, il talentuoso centrocampista rinato nel corso della sua seconda esperienza alla corte di Di Marino. I dieci gol stagionali, quattro dei quali decisivi ai fini del risultato, la dicono lunga non solo sulla ritrovata verve del mediano napoletano, ma anche sull’asfissia del reparto avanzato, vero e proprio tallone d’Achille della squadra maranese. Il già esiguo numero di attaccanti, ulteriormente ridimensionato in seguito alle scelte operate nel corso del mercato invernale, ha costretto Sorrentino ai salti mortali. Con un Liccardi a mezzo servizio, causa i lunghi tempi di recupero dall’intervento al ginocchio destro, il tecnico non ha potuto contare a pieno nemmeno su Arena (giunto a dicembre dalla Sibilla Bacoli) e Borrelli, per il quale, oltre a problemi di natura fisica, c’è stata l’aggravante delle troppe giornate di squalifica collezionate nel corso della prima annata al Kennedy. Discorso a parte per Emanuele Murolo, di sicuro il più utilizzato tra i centravanti, ma incapace di incidere, nonostante la buona volontà, sulle sorti del campionato. Stante la condizione di sterilità dell’attacco, ecco che ha rivestito notevole importanza non solo il contributo realizzativo  offerto da Napolitano, ma anche quello reso da colui il quale, viceversa, ha evitato che troppe fossero le reti al passivo. Un merito particolare, in tal senso, va ascritto a Giuseppe Ciccarelli, il super numero uno della formazione. Autore di un’altra stagione da incorniciare, l’estremo difensore biancoceleste si è reso in più occasioni protagonista, evitando che la nave affondasse sotto i colpi degli avversari. Custode fedele della porta maranese, Ciccarelli ha elargito un contributo importante anche nel corso del lavoro settimanale. Mettendo a disposizione la propria esperienza, l’ex Stasia ha coadiuvato in maniera importante mister Ammendola nel percorso di crescita professionale operato sui giovani Vaccaro e Di Giorgio. Dunque, in attesa di verificare quali saranno le scelte societarie, parrebbe opportuno continuare a fare affidamento sullo zoccolo duro della squadra. L’intenzione di Di Marino sembrerebbe orientata ad un futuro che faccia da spartiacque rispetto al recente passato. Ma forse, per l’Internapoli che verrà, il futuro potrebbe coincidere ancora con il presente. Almeno in parte.

Sezione: Serie D / Data: Gio 17 maggio 2012 alle 16:00
Autore: Michele Mastrobuoni
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