L'allenatore del Monastir, Marcello Angheleddu, è intervenuto nel corso della trasmissione Buongiorno131 per fare il punto della situazione in vista della nuova annata sportiva.

«Abbiamo vissuto un periodo estivo del tutto fuori dall'ordinario, trascinati ancora dall'onda emotiva della straordinaria cavalcata passata. Era un qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto pronosticare alla vigilia, poi si è reso necessario azzerare i pensieri e ristrutturarci da cima a fondo per ripartire nella maniera migliore. Parallelamente ha preso forma l'avvicendamento ai vertici societari, passaggio che ci ha visti operativi in prima persona. Le intese con la nuova proprietà prevedevano la riconferma di diversi elementi cardine dello scorso anno, motivo per cui i mesi estivi ci hanno assorbito completamente tra rettangolo di gioco e lavoro d'ufficio».

«Guardando alle dinamiche dei nuovi arrivi Marco Piredda e Lorenzo Loru, ci troviamo di fronte a due storie sportive ben distinte. Marco arriva da un'annata complessa a causa di qualche acciacco fisico di troppo. Il nostro intendimento è quello di scortarlo di nuovo verso quei livelli espressivi che gli appartengono, restituendolo a un palcoscenico consono alle sue qualità indiscutibili. Si tratta di un atleta che ha impattato magnificamente col nuovo gruppo e non ho dubbi sul suo rendimento. Lorenzo ha invece la necessità di trovare una definitiva maturazione. La quarta serie la conosce già benissimo per averla disputata a ottimi livelli. Vogliamo disegnargli attorno una veste centrale che lo trasformi in un punto di riferimento sul terreno di gioco e che gli permetta di affermarsi definitivamente in Serie D. Le sue potenzialità sono davvero importanti, è ancora molto giovane e possiede tutto per puntare a categorie di assoluto prestigio».

«Se dobbiamo individuare la nostra cassa di risonanza nello spogliatoio, i nomi di Simone Pinna, Alessandro Aloia e Alessandro Masia sono fondamentali. A loro mi sento di affiancare altri profili decisivi per la tenuta del gruppo, ragazzi che meritano responsabilità crescenti come Fabio Porru e Mario Corcione. Fabio è alla sua terza stagione con noi, Mario è arrivato invece l'anno scorso. Mostrano un attaccamento straordinario al gruppo e si integrano perfettamente con Pinna, Aloia e Cortinovis. In questo momento abbiamo la fortuna di condividere una visione d'intenti uniforme, aspetto strategico che facilita la trasmissione delle nostre idee di pari passo con la risposta della squadra».

«Sui giovani abbiamo voluto confermare in blocco l'ossatura dei 2006, ragazzi che assicurano prestazioni di caratura superiore e che non consideriamo semplicemente degli under. Non a caso sono stati schierati frequentemente insieme dal primo minuto, come Piseddu, Ardau e Conti. Abbiamo poi inserito due elementi classe 2007 come Mameli e Gianoli, che avevamo visionato con attenzione durante la parentesi alla Tharros. Con Gianoli c'erano stati abboccamenti già dodici mesi fa, ma ho preferito fargli completare un percorso di crescita ulteriore. Viene da un campionato di Promozione chiuso con 24 centri e le prime uscite confermano appieno il suo impatto positivo. Tra i pali è arrivato Oscar Cocco, 2008, mentre dall'Under 17 del Cagliari abbiamo rilevato Federico Contini. A loro si aggiungono Ragni e Carboni. Per Andrea si tratta di un gradito ritorno, dato che aveva svolto il percorso Under 17 insieme a noi. Ragni giunge dall'Under 18 del Cagliari e sfrutterà la categoria per muovere le prime tappe tra i grandi. Si sono invece separati i cammini con Piro e Piras. L'evoluzione di Piro deve rappresentare una stella polare per le leve più giovani. Non mi capacito di come un ragazzo capace di collezionare 33 presenze, 5 reti e 5 assist, conditi da dati prestazionali eccezionali per la sua età, non abbia ricevuto chiamate almeno da club di Serie C».

«Ci attende un raggruppamento dove regna la totale imprevedibilità. La finestra di mercato perennemente aperta accentua ancora di più questo aspetto. Calcolo che ci saranno almeno cinque o sei compagini attrezzate per competere ai vertici del torneo, senza che vi sia alcuna formazione materasso o poco preparata sul piano della rosa. Si preannuncia un campionato estremamente battagliero».

«Vedo ben posizionate le altre sarde, ciascuna forte del proprio percorso stilistico. Il Latte Dolce possiede una fisionomia chiarissima basata sulla valorizzazione e lo studio dei giovani, guidata da uno staff che mette la qualità metodologica al primo posto. Il Budoni ha virato sulla guida tecnica: Bonomi ha dimostrato di saper esprimere un'ottima organizzazione tattica, come accaduto alla Nuorese, ed è sostenuto da operazioni di mercato rilevanti. La Cos, organico alla mano, si attesta tra le compagini più competitive del raggruppamento con un impianto profondo e avvezzo alla categoria. L'Ossese viaggerà sulle ali dell'entusiasmo per lo storico debutto in Serie D, supportata da una dirigenza seria ed economically solida che ha condotto una campagna acquisti importante affidata a una guida tecnica esperta. Tutte si presentano ai nastri di partenza con buone carte da giocare».

«Tracciando un traguardo in termini di graduatoria, la priorità assoluta resta la permanenza nella categoria. La speranza parallela è quella di sfruttare quest'annata per dare la giusta vetrina a questi ragazzi che hanno creduto nel nostro progetto. Rappresenterebbe una conquista enorme sia per la società che per lo staff. L'imperativo è salvarsi e far crescere il capitale umano. La vera complessità per le realtà dell'isola in questa serie risiede nel trovare continuità nel tempo. Risulta del tutto inutile fare compiti affrettati per approdare al piano superiore e rendersi poi conto, quando è ormai troppo tardi, di non possedere le strutture per reggere il dritto».

Sezione: Serie D / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 14:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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