La tanto attesa decisione della Procura Federale in merito alla delicata vicenda legata a Stefano Alaimo è giunta in casa Messina. Contrariamente alle speranze di un'archiviazione formale per il club peloritano, l'organo inquirente guidato dal procuratore Giuseppe Chiné ha individuato gli elementi necessari per disporre il rinvio a giudizio davanti alla Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale.

La vicenda trae origine dalle operazioni di tesseramento perfezionate nell'estate del 2025 da Alaimo, a quel tempo colpito da un provvedimento di inibizione. Quel periodo si rivelò particolarmente turbolento per la società giallorossa, reduce dalla perdita della categoria in Lega Pro e segnata dal breve passaggio di consegne gestito dal gruppo di Giuseppe Peditto, prima del definitivo avvicendamento societario tra la precedente e inadempiente gestione e la nuova proprietà culminata poi nella nascita dell'Acr 1900.

All'interno dell'ambiente peloritano, chiamato a rispondere a titolo di responsabilità diretta e oggettiva, continua tuttavia a registrarsi un clima di sostanziale tranquillità. Il provvedimento era infatti ampiamente presagito fin dall'inizio del mese di luglio, momento in cui era stato notificato l'avviso di chiusura delle indagini scaturite a seguito delle segnalazioni presentate da Reggina, Sancataldese e Acireale.

Sotto il profilo legale, il collegio difensivo dell'Acr ha sempre argomentato la completa estraneità dei nuovi soci Justin Davis e Morris Pagniello rispetto all'operato e alla condotta delle precedenti figure dirigenziali. Per avvalorare la tesi difensiva, i legali si sono riallacciati a uno storico precedente fissato dalla Corte di Giustizia Federale nel 2010 sul caso del Delfino Pescara, nel quale venne esclusa ogni responsabilità della nuova entità per fatti ascrivibili a rappresentanti della vecchia società non tesserati con la compagine subentrante.

Sulla scorta di tale giurisprudenza, il Messina confida di scongiurare ulteriori contraccolpi disciplinari sul campo, dopo la pesante penalizzazione di quattordici lunghezze patita nella passata annata che ha causato la ripartenza dal campionato di Eccellenza. In vista dell'imminente dibattimento, la società ha già rinnovato l'incarico al proprio consulente di fiducia per la stesura della memoria difensiva.

L'orientamento emerso dalle recenti pronunce legali suggerisce che i rischi maggiori potrebbero ricadere sui singoli elementi tesserati all'epoca dei fatti, molti dei quali hanno già concordato una sanzione pecuniaria tramite l'Associazione Italiana Calciatori per evitare provvedimenti di squalifica. A giudizio con la società finiranno invece solo alcuni tesserati ed ex tesserati, mentre resta da valutare l'eventuale posizione dell'ex presidente, reduce dal recente scontato dell'inibizione.

Sezione: Eccellenza / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 10:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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