La stagione regolare è alle spalle, ma per l'Orvietana il momento della verità deve ancora arrivare. Domenica lo stadio "Muzi" ospiterà l'atto finale, il più drammatico sportivamente parlando: il playout contro il Poggibonsi. Novanta minuti (o forse centoventi) per decidere le sorti di un'intera annata, per difendere con le unghie e con i denti la permanenza in Serie D.
A tracciare il bilancio, a pochi giorni dalla sfida decisiva, è il numero uno della società biancorossa, il Presidente Roberto Biagioli. In un lungo e accorato intervento, il patron non ha usato giri di parole. Ha analizzato i limiti della squadra, ha criticato aspramente le regole del sistema calcio e, soprattutto, ha lanciato un forte appello alla città e ai giocatori.
La delusione per la stagione e la "lotteria" dei playout: "Di energie ne ho ancora tante, ma non posso e non voglio nascondere la delusione. È un pensiero che ho maturato ultimamente: non mi aspettavo certo di trovarmi in questa situazione a questo punto della stagione. Devo dire la verità, purtroppo. Ora bisogna giocarsela tutta, abbiamo due possibilità su tre per uscirne fuori (l'Orvietana ha a disposizione due risultati su tre per salvarsi in virtù del miglior piazzamento, ndr), ma resta una partita secca, dentro o fuori. Come dico sempre, credo che i playout siano una formula che rovina tutto. Se toccasse a me decidere, mi fermerei molto prima, perché è stabilito che non servano a nulla se non a fare vetrina per le società. C'è la soddisfazione di averci partecipato, certo, ma a quel punto se pensi di avere i giocatori migliori del mondo finisci per tenerli tutti, aumenti gli stipendi per non farteli portare via, e poi nella realtà ti ritrovi a lottare con quelli di prima. Dico la verità: c'è un po' di delusione per molti giocatori, anche per chi è rimasto qui da tanti anni. Non riesco a dire diversamente".
La mentalità aziendale e i conti che non tornano: "Io purtroppo ho una deformazione professionale: leggo sempre i conti. Il mio ragionamento è: 'Ho ottenuto questo perché ho speso questo, non ho ottenuto quest'altro perché ho speso di meno'. Quest'anno avevamo una squadra per stare in altre posizioni di classifica. A dirla tutta, a noi mancano circa 10 punti. Ma a 34 partite giocate la colpa non è di nessuno, o meglio, è di chi è andato in campo. Ci è mancato anche un pizzico di fortuna: ci rendiamo conto che abbiamo preso 3 o 4 gol da 40 metri quest'anno? Su 6.000 metri quadrati di campo in terra, prendere gol da distanze siderali per quattro volte non è facile... Se togliamo i 9 punti portati dai gol decisivi di Panattoni – e lo dico ringraziandolo, perché è stato un vero 'regalo' averlo – non so dove saremmo. I tre gol che ha fatto hanno portato 9 punti, la differenza è tutta lì".
La sfida al Poggibonsi e l'appello all'orgoglio: "Il Poggibonsi? È una squadra che ha i nostri stessi problemi, altrimenti non si troverebbe a giocare questa partita. Credo sia una gara alla nostra portata, giocheremo alla pari. C'è da mettere la palla in quel rettangolino e spesso noi non ci riusciamo.
Per domenica faccio un appello a tutti: a chi ha giocato, a chi non gioca più, persino a me stesso. Chiedo un moto d'orgoglio. Le critiche dei tifosi le accetto, e fanno anche bene, perché non mi mantengono né al caldo né al freddo. Però faccio notare che domenica scorsa eravamo in 200 allo stadio, di cui molti con il biglietto omaggio. Siamo una squadra che ha fatto solo 7 punti meno della capolista in un certo momento, ma i numeri sugli spalti sono questi. Ripeto: criticateci pure, ma venite allo stadio a sostenerci".
Lo sfogo contro il "sistema" calcio: "I problemi del calcio sono sempre di più e la direzione in cui stiamo andando è totalmente sbagliata. Lo dimostra quello che accade a livello nazionale. Ci obbligano a seguire regole che non servono a far crescere il calcio, ma solo a sfasciarlo. Parlo di contratti, contributi, e a liberare i ragazzi che oramai a 12 anni hanno tutti questi "finti procuratori". Servono solo a rottamare il calcio. Se poi facciamo la votazione in federazione sul quarto fuoriquota e votano no... io ho votato sì. Noi dobbiamo "obbligare" a far crescere i giovani. Se poi lo devi fare perché devi far svernare quelli che non giocano più in C diventa un calcio sempre più costoto...".
Il futuro societario e le voci sulla Ternana
"Le voci di una Ternana interessata a un titolo di Serie D umbro nel caso di una loro retrocessione? Non mi precludo nulla, sono qui da 22 anni. Io devo salvare l'Orvietana domenica, il resto non conta adesso. Poi vedremo cosa succederà. L'unica cosa che mi interessa ora è vincere sul campo e mantenere la categoria. Se non ci salveremo e crollerà il settore giovanile, è la prova che questo sistema non sta in piedi. Ma io ho le energie intatte e l'unica cosa che chiedo ora è che chiunque scenda in campo domenica, e chiunque sieda in panchina, dia l'anima per l'Orvietana. Se uno si addormenta alla guida, va fuori strada. Noi domenica dobbiamo restare svegli".
Il messaggio della società è chiaro: bilanci, critiche e programmazione futura sono rimandati a lunedì. Domenica c'è un'unica missione: battere il Poggibonsi e salvare la Serie D.
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