Prende ufficialmente il via oggi la nuova stagione della Pro Patria, ma il percorso che separa gli uffici dirigenziali dal rettangolo di gioco appare ancora lungo e accidentato. Come riportato dal quotidiano "La Prealpina", l'attuale gestione e il gruppo che si appresta a subentrare continueranno a operare congiuntamente per un periodo ancora indefinito, almeno fino a quando l'accordo raggiunto verbalmente non troverà formalizzazione scritta dinanzi a un notaio, atto che sancirà ufficialmente l'avvio della gestione legata a Finnat. Le vicende delle ultime settimane, turbolente e ricche di colpi di scena, suggeriscono tuttavia una certa cautela: il condizionale, in questo contesto, non appare affatto fuori luogo.

Un primo momento simbolico del cambio di stagione si è consumato in occasione dell'affollata festa della birra, appuntamento fisso e motivo di vanto per Giovanni Pellegatta e per il Pro Patria club da lui presieduto. All'evento non sono mancate presenze di rilievo, a testimonianza del legame, tanto storico quanto attuale, che unisce diverse figure al sodalizio biancoblù. Tra i tifosi, però, gli umori restano contrastanti: c'è chi festeggia con fiducia e chi invece manifesta perplessità, chi attende con impazienza di conoscere i nomi dei nuovi giocatori e chi, ancora, si augura una rapida e formale investitura di Luca Bassi e della società Finnat alla guida del club. Va sottolineato come il peso della maglia biancoblù non gravi soltanto su chi scende in campo: anche Bassi, in quanto tifoso, è ben consapevole di questa responsabilità.

Il weekend appena trascorso è scivolato via in un clima di apparente tranquillità, in linea con l'invito alla misura rivolto dal sindaco Emanuele Antonelli. Quest'ultimo, figura centrale della vicenda, dapprima oggetto di critiche severe, sembra ora avviarsi verso un ruolo di maggiore riconoscimento. Il silenzio del fine settimana è verosimilmente servito a prendere fiato in vista di una nuova serie di incontri, finalizzati a mettere finalmente la parola fine a una vicenda che si trascina ormai da tempo: un esito che potrebbe arrivare, secondo alcune indiscrezioni, già nella giornata odierna.

Da oggi, dunque, le questioni extra campo dovrebbero iniziare a intrecciarsi con quelle più propriamente sportive, queste ultime particolarmente attese qualora si confermasse che la definizione dell'assetto societario possa concludersi nel corso della settimana. Le opinioni divergono: c'è chi ipotizza una soluzione nel giro di pochi giorni e chi, più prudentemente, sposta l'orizzonte al termine della settimana. Un dato, tuttavia, sembra abbastanza consolidato: la data del ritiro, salvo ulteriori variazioni, resta fissata per il 21 luglio, giorno in cui la squadra dovrebbe trasferirsi a Sondalo per un soggiorno di circa dieci giorni.

Resta però da capire quale squadra si presenterà effettivamente al raduno. Il socio di maggioranza uscente aveva già impostato parte dello staff tecnico, con il direttore generale Orlando Urbano e l'allenatore Rodolfo Vanoli, entrambi legati all'ambiente Pro Patria, e aveva probabilmente definito anche una parte consistente della rosa. La compagine di minoranza, che dovrebbe - il condizionale resta d'obbligo fino al perfezionamento della cessione - assumere il ruolo di maggioranza, sembra invece orientata verso soluzioni differenti, ipotizzando persino una sede di ritiro alternativa ed esclusiva, quasi a voler segnare simbolicamente un cambio di rotta rispetto al passato. Si tratta, in ogni caso, di scenari sui quali il tifo biancoblù si interroga con crescente curiosità.

Se sul nome di Giovanni Giovanditti non sembrano esserci dubbi, considerata la fiducia che Bassi ripone in lui, circolano anche altre indicazioni legate al passato recente della Pro Patria, in particolare quella di Raffaele Ferrara, figura che in passato ha diviso l'opinione dei sostenitori. Vi è motivo di ritenere che Luca Bassi, la società Finnat e l'avvocato Rosanna Zema, dopo aver acquisito il 51 per cento delle quote societarie, non si facciano cogliere impreparati in questa fase delicata. Tutto lascia intendere che il lavoro preparatorio sia già a uno stadio avanzato, e che le figure individuate possano essere già operative nella costruzione di una squadra competitiva, capace di rispondere alle aspettative dei tifosi e di essere all'altezza dei progetti ambiziosi annunciati in passato - tra cui l'obiettivo della Serie B - poi bruscamente interrotti dalla retrocessione in Serie D. La stagione che sta per aprirsi viene vista da molti come un campionato di transizione, ma la massima categoria dilettantistica, va ricordato, non concede sconti a nessuno.

Sezione: Serie D / Data: Lun 13 luglio 2026 alle 18:40
Autore: Antonio Sala
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