Sangiustese, il presidente Tosoni: "Maschero bene..."

19.10.2019 12:00 di Francesco Pizzoccheri   Vedi letture
Sangiustese, il presidente Tosoni: "Maschero bene..."

Antivigilia del ritorno al Polisportivo per la Sangiustese, che domenica prossima affronterà in casa il Cattolica dopo il bel successo ottenuto sette giorni fa sul campo del Matelica. A far sentire la sua voce è il Presidente Andrea Tosoni.

Una stagione tosta: si aspettava questo inizio?

Tosta di sicuro. All’’inizio forse mi sarei aspettato qualcosa di meglio, ma in realtà sono successe cose che avevo già previsto fin da maggio dell’anno passato. Sin da allora ho iniziato a dire che questa sarebbe stata una stagione di ripartenza. Sapevamo di dover soffrire. La squadra è stata anche molto ringiovanita, visto che, come è giusto che sia, è stata data ai ragazzi più meritevoli la possibilità di approdare in piazze prestigiose. Detto questo, se avessimo perso qualche partita in meno sarei stato più contento.

Oggi la vediamo rilassato in panchina, la domenica non è sempre così

Forse maschero bene. Non sono così rilassato perché ogni partita ha una storia particolare. Il periodo che stiamo attraversando è nella media, ma anche se avessimo vinto cinque partite per carattere non avrei mai allentato la tensione. Il calcio, non appena lo fai, ti pone dei tranelli. Sarei bugiardo quindi se dicessi che ora sono rilassato ma, a onor del vero, non sono neanche così stressato. La partita ha delle componenti emotive che, per come la vivo io, al termine dei 90’ minuti ti lascia stremato. E’ vero però che, quando vinci, la stanchezza ti assale il lunedì mattina. Invece quando si perde ti piomba addosso già la domenica sera.

Una squadra giovane e che punta sui giovani questa Sangiustese

I regolamenti parlano chiaro. In D devono coprire i 90’ quattro ragazzi under. Per questo in rosa bisogna averne più di dieci. La loro crescita passa anche attraverso la pazienza e il supporto dei giocatori più grandi che, a volte anche con una certa durezza, trasmettono loro esperienza. Tra cinque-sei anni i più giovani si renderanno conto che piacere sarà stato allenarsi con giocatori del genere e carpirne i segreti. Questo capita un po’ in tutti gli ambienti lavorativi, così come secondo me è anche quello calcistico.

Tanti cambiamenti anche nella Juniores Nazionale

Dopo la scorsa stagione è stato azzerato un biennio di lavoro condotto in maniera molto soddisfacente insieme ad Adolfo Rossi. Quest’anno siamo ripartiti con un altro progetto biennale e, lavorando sotto-età, soffrire è normale. In prima squadra ci sono diversi 2002 che, se mandati ogni settimana a giocare con la Juniores, potrebbero fare la differenza. Però non è questa la politica che abbiamo scelto. Adesso tocca ai 2003 e speriamo anche a qualche 2004. Finchè ci sarò io si lavorerà in questa maniera. Mi prendo sempre le mie colpe. La Juniores quest’anno è la squadra che è stata più sballottata. Pubblicamente mi scuso con lo staff, con i giocatori e le loro famiglie. Risolveremo quanto prima questa situazione perché, come ha detto di recente mister Zazzetta in una intervista, non è facile allenarsi in un calciotto e poi riprendere equilibri, distanze e misure quando si gioca a campo pieno”.