Seconda uscita stagionale e secondo successo sul campo per la Spal, che supera di misura il Legnago Salus al termine di un confronto serrato e privo di grandi giocate lineari, risolto da una stoccata di Edoardo Monza. A margine del test match, l’allenatore Carmine Parlato ha tracciato un bilancio accurato sullo stato di forma dei suoi uomini.

«Si è trattato di un ottimo allenamento, la nota fondamentale è che nessuno ha riportato problemi fisici. Portiamo avanti la preparazione sapendo bene che il lavoro si fa sentire, esattamente come accade in ogni ritiro estivo. Il gruppo sta rispondendo bene e il risultato positivo aiuta, anche se abbiamo commesso una marea di errori. C’è senz’altro parecchio da correggere, ma l’atteggiamento della squadra è ammirevole e questo rappresenta un segnale prezioso. Certe dinamiche riguardano il campo e le affronterò direttamente con il gruppo».

L'allenatore si è poi soffermato sull'assetto tattico della retroguardia e sulla capacità di concretizzare le occasioni da rete.

«L’obiettivo primario risiede nella ricerca di compattezza ed equilibrio, provando al contempo a produrre pericoli in avanti. In ultima analisi spetta sempre ai singoli trovare la via della rete. Monza possiede un fiuto del gol innato, si è fatto trovare pronto e va dato merito anche a chi lo ha messo nelle condizioni di battere a rete».

Ampio spazio è stato dedicato alla gestione della rosa, ai singoli elementi e al lavoro svolto finora in ritiro.

«Sto cercando di conoscere a fondo ogni singolo atleta, garantendo spazio a tutti come è doveroso fare. Nessuno può considerarsi titolare inamovibile. Questo gruppo lavora con grandissima dedizione. Per quanto riguarda il debutto di Alonzi, si è trattato della classica prestazione condizionata dalla pesantezza sulle gambe, ma ha fatto esattamente ciò che doveva, considerando che si allena con noi soltanto da quattro giorni. Esigo sempre la massima dedizione da tutti. È chiaro che giudicare i singoli in questo momento può essere rischioso, dato che l'errore è dietro l'angolo. In questa fase i ragazzi devono esclusivamente pensare a lavorare. Federico sta cercando di comprendere i meccanismi tattici nel minor tempo possibile. La gara odierna richiedeva un atteggiamento ben preciso, complice la forte pressione avversaria che ci costringeva al lancio lungo. Alternativamente avremmo dovuto muovere la sfera con maggiore prontezza e lucidità. Dopo due settimane trascorse a macinare chilometri per mettere benzina nel motore, la brillantezza non può essere impeccabile. La fatica era evidente e dalla panchina abbiamo cercato di dare indicazioni utili: a volte vengono recepite, altre volte meno».

Non sono mancati spunti relativi alle strategie di calciomercato e all'inserimento dei nuovi volti.

«In rosa abbiamo anche un ulteriore estremo difensore, Daniel Fratti, arrivato dal Trestina. Non era il caso di gettarlo subito nella mischia visto che si allena con noi da due soli giorni, ma troverà spazio nelle prossime uscite. Per quanto riguarda il reparto avanzato, se il presidente dichiara che giungerà un ulteriore attaccante, io gli credo ciecamente».

Il quadro completo sulla condizione atletica generale e sullo spirito richiesto alla squadra.

«Siamo a metà del percorso di preparazione, ci attende ancora una settimana particolarmente intensa prima di completare il blocco di lavoro più gravoso del ritiro. Successivamente a Ferragosto i carichi si alleggeriranno. Tuttavia, durante un ritiro è indispensabile mettere benzina nel motore prestando la massima attenzione ai piccoli problemi fisici, perché perdere giorni di lavoro può rivelarsi dannoso. Per il momento tutto prosegue per il verso giusto e questo è un fattore senz'altro positivo».

«I volumi di lavoro sostenuti in queste due settimane, le sessioni dedicate alla forza, le doppie sedute quotidiane e le esercitazioni tattiche rientrano nella norma, ma alla fine ciò che conta è il campo. Il fattore su cui non è ammesso sbagliare è l’atteggiamento mentale, se poi gli avversari si dimostreranno più forti faremo loro i complimenti».

«Di concerto con i vertici societari ho cercato di allestire una rosa duttile. Possediamo elementi di stazza, calciatori dotati di buona tecnica e profili di grande dinamismo. Soltanto attraverso il lavoro quotidiano e lo spirito di sacrificio ciascuno potrà esprimersi al massimo con la mente libera. Solo il prosieguo della stagione stabilirà se questo organico sia superiore o inferiore rispetto a quello dello scorso anno. Il gruppo si sta amalgamando e confido che possa trovare una propria continuità fin dalle prime battute».

Infine, un'attenta discesa nei dettagli statistici per valutare l'impatto con il nuovo raggruppamento.

«Ho analizzato approfonditamente i dati dei due gironi e ne emergono indicazioni chiare. Nel girone A si registrano un numero più alto di punti complessivi, più affermazioni e una quantità superiore di reti realizzate e subite. Il dato più clamoroso risiede nel divario tra le battistrada dei due raggruppamenti: il Nibbiano ha chiuso a quota 85 contro i 75 del Mezzolara, mentre la seconda forza del girone A è salita a 72 punti. Inoltre, colpisce lo scarto di ben 30 punti tra la squadra posizionata al limite dei play-off nel girone A e quella che apre la zona play-out. Nel nostro girone, invece, il margine tra il Sant’Arcangelo e il Pietraguta era di soli 7 punti. Si tratta di differenze abissali avvalorate dai numeri: si segna di più, si fanno più punti e sono presenti compagini meglio strutturate. Nel girone A si incassano più reti rispetto al girone B, ma si riscontrano anche più pareggi e sconfitte. I dati vanno poi confermati dal rettore di gioco. Ci attendono trasferte impegnative, ma il raggruppamento è competitivo e presenta formazioni di valore con rose di categoria superiore. Noi ci faremo trovare pronti per questo cammino».

Un capitolo a parte merita la nuova struttura societaria e l'operatività dirigenziale all'interno del club.

«Fin dal mio insediamento, sia il direttore Bonnici che il presidente Portelli mi hanno trasmesso un grande entusiasmo nell'approcciarsi a questo club storico e alla sua tifoseria. Il presidente vive l'ambiente con la passione tipica del sostenitore, ma ravviso in entrambi un forte senso di responsabilità: nessuno intende commettere errori e loro per primi vogliono fare le cose per bene. I ragazzi scendono in campo sotto la mia guida, ma lungo un percorso articolato serve il giusto autocontrollo per gestire le varie situazioni».

«I primi contatti e il costante confronto quotidiano testimoniano la ferma volontà di evitare brutte figure. Parliamo di professionisti seri, legati al progetto, che intendono costruire basi solide per la SPAL ed togliersi soddisfazioni sul piano personale. Il nostro compito sarà fare di tutto per ripagare la loro fiducia».

«Per quanto concerne il mio doppio ruolo operativo, la routine settimanale non ha subito stravolgimenti, dal momento che il confronto con la dirigenza fa da sempre parte del lavoro. In Italia la figura del direttore sportivo è una prassi consolidata per regolamento e gestione interna, mentre a Malta e nel modello proposto dal presidente Portelli si predilige l'impiego di collaboratori d'esperienza. Abbiamo condiviso due settimane a stretto contatto, lavorando anche la domenica tra chiamate e analisi video per selezionare i profili adatti: è la nostra professione e la svolgiamo con massima dedizione e serietà».

Sezione: Eccellenza / Data: Lun 10 agosto 2026 alle 13:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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