Il giorno della promozione del Bari in B, nell'aprile del 2022, era in panchina, rimpiazzato da Frattali. Ma nelle quattro partite precedenti, era sceso in campo da titolare, contribuendo ai dieci punti totalizzati dai biancorossi con un solo gol subìto (a Catanzaro). Pillole di gloria per Emanuele Polverino, numero uno classe '97 che la C l'ha visitata anche con le maglie di Juve Stabia, Rende, Sicula Leonzio e Vis Pesaro.

Nelle ultime due stagioni, il pipelet napoletano ha militato in D, prima con la Puteolana e poi con l'Afragolese. Il gruppo partenopeo dell'Equipe Campania lo ha accolto anche questa estate, impreziosendo la propria batteria di portieri a disposizione di mister Mario Paparo. Polverino, va ricordato, è attualmente svincolato dopo la fine del rapporto con i rossoblù. 

"Inizialmente non ho avuto molta possibilità di giocare ad Afragola - racconta -. Appena sono stato chiamato in causa, tra novembre e inizio dicembre, credo di aver fatto bene. Ho giocato quattro partite da titolare, subendo una sola rete ad Aversa dove peraltro eravamo rimasti in dieci, con un bottino di due vittorie - una bella e prestigiosa con la Paganese capolista - ed altrettanti pareggi. Diciamo che mister Ciaramella mi ha alternato spesso col portiere under per i soliti discorsi di equilibri in campo, però ogni volta che ho giocato sono certo di aver fatto il mio dovere. Del resto parlano i fatti: sono stato scelto dopo tre sconfitte consecutive e con me abbiamo vinto a Sarno e pareggiato in casa col Nola dove però sono stato il migliore in campo secondo il giudizio di tutti gli addetti ai lavori che hanno assistito alla gara. Purtroppo, anche a causa di qualche infortunio a centrocampo, il mister è stato costretto a mettermi di nuovo in panchina. Con me in campo, non avrebbe avuto cambi. Da quel momento ho giocato poco o nulla. Peccato. Certi obblighi si sa che sono un boomerang. Infatti ho seguito con interesse l'agitazione portata avanti da Antonio Trovato con l'AIC a tutela dei calciatori di Eccellenza e l'ho trovata sacrosanta. Questi vincoli non aiutano né giocatori come me che hanno una certa esperienza e magari hanno fatto anche professionismo, ma nemmeno i ragazzi stessi sui quali viene messa troppa pressione che qualcuno di loro poi non regge. In C fortunatamente non esistono obblighi, c'è un minutaggio a discrezione dei club. E i giovani vengono davvero valutati come si deve perché di proprietà di club di categoria superiore che pagano premi di valorizzazione. In D e in Eccellenza questi criteri non esistono, di conseguenza non dovrebbero esserci nemmeno obblighi inutili". 

"Spero che si muova qualcosa di concreto per me - continua Polverino -. Molte società tra i dilettanti scelgono di puntare subito su un portiere under, malgrado il mio sia un ruolo molto importante e delicato. Io sogno sempre di tornare in C, per quanto proprio per il discorso che facevo prima, diversi club decidono di prendere portieri in prestito per valorizzarli. È difficile ma non demordo: la C è stata la mia categoria per tantissimi anni fino a due stagioni fa. Nella vita non si può mai sapere, magari ci potrò rientrare dopo una grande stagione in D, ma è fondamentale che io giochi altrimenti i sogni restano tali". 

"All'Equipe vengo da dieci anni ormai, per me è un appuntamento immancabile - chiude -. Ricordo quando mi ha tenuto a battesimo il grande mister Giovanni Di Fiore. Avevo 18 anni. Sono mancato solo quando, per una questione proprio di tempo, i miei ritiri sono cominciati presto. L'Equipe mi ha sempre portato fortuna. L'ultima estate le cose sono andate un po' troppo per le lunghe, ma alla fine ho trovato la soluzione Afragolese. Quest'anno mi auguro di non dover attendere così tanto". 

Sezione: Esclusiva NC / Data: Sab 25 luglio 2026 alle 13:35
Autore: Stefano Sica
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